Lo Scudetto passa dai giovani: al Mapei domina la linea verde. E Inzaghi ‘teme’ il record di Olivieri

Simone Inzaghi- Foto Antonio Fraioli

Ad accendere la giostra dei giochini psicologici ci ha pensato uno dei diretti interessati: “Mi è già capitato di vincere uno Scudetto all’ultima giornata”, dice senza scomporsi Simone Inzaghi che Perugia l’ha vissuta e il 5 maggio pure. E spera di vivere anche un 22 maggio, per dimenticare l’autogol di Radu, i cambi nel derby di ritorno e tutti quei piccoli errori di una marcia che fin qui incorona il Milan. Rossoneri a Reggio Emilia col Sassuolo in un Mapei interamente rossonero; nerazzurri a San Siro contro la Sampdoria. Lo Scudetto torna all’ultima giornata a 12 anni dall’ultima volta.

Gli occhi sono tutti sul Mapei Stadium. Di fronte c’è una squadra ostica, giovane, che al Milan qualche dispiacere l’ha regalato in passato. Ma ci sono anche limiti, punti deboli, numeri incoraggianti. Il Sassuolo ha subito almeno un gol in tutte le ultime 15 gare interne di Serie A (26 gol in totale) in quella che è già la striscia negativa record in casa per i neroverdi nel massimo campionato, mentre il Milan ha vinto in tutte le ultime cinque trasferte al Mapei Stadium in Serie A. Dionisi però non fa sconti, nonostante l’addio di Magnanelli, schiererà la formazione migliore. Spazio a Berardi che con 10 gol vede nel Milan la sua vittima preferita in Serie A. Poi Raspadori, Traore e quel Scamacca che più volte è stato accostato all’Inter. Per Pioli i ballottaggi sono i soliti: Brahim Diaz o non Brahim Diaz? Saelemaekers o Messias? Dovrebbe giocare Kessie sulla trequarti, mentre l’ex Crotone dovrebbe avere la meglio sul belga. Nel complesso lo Scudetto passa dalle nuove leve: si sfidano cinque dei 10 più giovani calciatori di questo campionato con almeno cinque gol segnati: Sandro Tonali e Rafael Leão, Giacomo Raspadori, Hamed Traoré e Gianluca Scamacca. Per Magnanelli e Ibrahimovic storie diverse, ma una cosa in comune: può essere l’ultima partita in Serie A. Ma entrambi dovranno aspettare, facendo posto ai volti nuovi di un calcio che scoprirà la nuova padrona del calcio italiano.

Simone Inzaghi a San Siro si affida ai titolarissimi. Il tecnico potrebbe continuare sul tandem Dzeko-Lautaro Martinez a svantaggio di Correa e Sanchez. Poi Brozovic con ai lati Barella e Calhanoglu. E nessun dubbio sulle fasce con Dumfries e Perisic. Sono tre i leader chiamati a trascinare: Brozovic, Lautaro e Perisic. L’argentino è già entrato nella lista ristretta di calciatori con una stagione chiusa con più di 20 gol prima dei 25 anni di età. Come lui Meazza, Ronaldo e altri nomi illustri. Inzaghi si affida a lui. Qualora vincesse contro la Sampdoria, il tecnico nerazzurro diventerebbe il terzo allenatore della storia dell’Inter capace di ottenere almeno 25 successi in Serie A all’esordio in panchina. Il primo a riuscirci fu Aldo Olivieri nella stagione 1950-51. Piazzamento finale? Secondo, dietro al Milan. L’Inter vuole crederci sfidando anche i corsi e ricorsi di una storia beffarda.

L’autore: /

Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio