Lazio, è crisi nera: e il quarto posto non garantisce la Champions League

Danilo Cataldi, Lazio - Foto Antonio Fraioli

Con la Juventus in grado di fare soli due punti in tre gare il campionato poteva essere riaperto, ma c’è chi ha fatto ancora peggio. La Lazio infatti con il pareggio di Udine si trova a collezionare un solo punto in quattro partite, qualcosa di impensabile prima della pausa. A Roma hanno accusato la qualunque per giustificare il calo di una squadra che è la lontana parente di quella vista fino a febbraio. Perso il vantaggio derivato dall’eliminazione europea era comunque difficile riuscire a cadere nella serie di intoppi che hanno frenato la corsa verso la vetta. Alla ripartenza preoccupavano gli infortuni di Luiz Felipe, Lucas Leiva e Senad Lulic, i tre che dir se ne voglia seppur meno appariscenti di altri ricoprono un ruolo fondamentale nell’undici biancoceleste, in particolar modo il brasiliano ed il bosniaco che non hanno ricambi all’altezza. Cataldi non ha mai garantito la continuità dell’ex Liverpool e soprattutto con l’ulteriore infortunio contro l’Atalanta ha dovuto fare i salti mortali per essere presente nei match successivi. Il capitolo giustificazioni si chiude con il K.O di Correa, forzato contro il Milan quando si è improvvisato punta in assenza di Immobile e Caicedo. I difetti della rosa corta sono emersi nel momento più importante, Inzaghi ha scavato nei bassifondi della panchina. L’extra impiego di Parolo e Jony, non adatti ad essere titolari; unito al debutto in Serie A del mai visto Djavan Anderson e alla resurrezione di Jordan Lukaku. I tanti minuti dati a questi quattro elementi della rosa sono un ulteriore sintomo di una Lazio che non è stata costruita per ciò.

Alquanto deludente la tenuta fisica dei titolari, già nel match dell’Atalanta i problemi sono sorti dopo la mezz’ora. Alla prima si è pensato potesse essere dovuto ai ritmi forsennati dei bergamaschi, ma la musica non è cambiata negli impegni blandi contro Fiorentina e Torino dove le giocate e gli episodi hanno aiutato a rimandare un crollo inevitabile. Il peggio arriva nel post Milan, la gara che ha messo virtualmente fine alla corsa scudetto poteva quanto meno essere un punto per una ripartenza senza pressioni. Lecce, Sassuolo e Udinese sulla carta potevano e dovevano essere nove punti, ma dalla gara del Via del Mare la Lazio si è scava ulteriormente la fossa; nonostante un gol annullato a Mancosu ed un rigore sbagliato proprio da quest’ultimo, la banda di Inzaghi non ha fatto tesoro degli episodi fortunati ed è riuscita a gettare alle ortiche il match che avrebbe riacceso il barlume. La rimonta del Sassuolo all’Olimpico e lo scialbo pareggio di Udine chiudono il quadro di una Lazio a cui serve poco per il quarto posto che ancora non assicura però la Champions, nonostante la doppietta europea di Napoli e Roma sia alquanto improbabile. Che altro dire? Cara Lazio, vincendo le ultime tre gare, saresti stata prima con la Juventus.