Milan, riecco il vecchio Balotelli. E Mihajlovic si infuria

Mario Balotelli - Milan 2015/2016 - fotomenis.it

“Chi non si sacrifica fino alla fine non mette più il piede in campo. Loro sanno a chi mi riferisco, non c’è bisogno che faccio nomi”. Queste le pesanti parole di Sinisa Mihajlovic dopo la vittoria sul Genoa per 2-1 e ipotizzare il destinatario non pare così difficile. Qualche minuto nel finale di partita per Balotelli per far rifiatare Bacca, ma dire che la prestazione di Super Mario non ha convinto l’allenatore rossonero è un eufemismo, infuriato a tal punto dall’esser fermato dal preparatore atletico al termine della gara, evitando un nuovo “caso Regini”.

Un rapporto sempre più difficile tra Mihajlovic e Balotelli, considerando la grinta e il desiderio dell’allenatore di ottenere il 100% da ognuno dei suoi giocatori e l’indolenza troppo spesso mostrata dall’attaccante quando chiamato in causa. Dopo l’esordio con gol contro l’Udinese nel girone di andata e i problemi fisici che hanno tenuto Mario ai box per un paio di mesi, pare esser tornato il “vecchio” Balotelli. Quella di oggi è solamente l’ultima di una serie di prestazioni sotto la sufficienza, considerando anche l’ultimo quarto d’ora a Palermo, gli ultimi 25 minuti nel pareggio esterno con l’Empoli e la deludente prova in Coppa Italia con l’Alessandria, “salvata” in parte dal rigore che ha deciso la sfida. Dopo oltre 6 mesi di stagione, insomma, ancora una volte le ennesime promesse di un Balotelli al servizio della squadra e pronto a dare il massimo sembrano essere svanite in un nulla di fatto, rischiando anche di compromettere l’Europeo. Con le gerarchie ormai chiare con Bacca e Niang titolare e la situazione di Luiz Adriano non del tutto limpida, Mario dovrà sudare per ottenere la maglia da titolare e per non tradire ancora la fiducia del Milan, che in estate ha voluto fornirgli una nuova chance per redimersi. Altrimenti per lui il campo sarà visto solo dalla panchina. Parola di Mihajlovic.

L’autore: /

Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia