Ranking Uefa: ecco come e perché l’Italia può recuperare un posto in Champions

Massimiliano Allegri - Juventus 2015/2016 - fotomenis.it

Ripartono le coppe europee, riparte la scalata dell’Italia al ranking Uefa. Per il quinto anno consecutivo la Serie A qualificherà solo tre squadre per la prossima Champions League, essendo scivolata dall’estate del 2011 fuori dal podio della classifica Uefa, comandata ora dalla Liga spagnola davanti alla Bundesliga tedesca e alla Premier League inglese. Dal prossimo anno, però, le cose potrebbero cambiare: la differenza tra Italia (coefficiente Uefa attuale 69.272) e Inghilterra (72.659) è al momento inferiore ai tre punti e mezzo, una distanza colmabile ottenendo buoni risultati in questa seconda parte di stagione. Un’impresa difficile, considerando anche i complicati impegni che attendono le nostre squadre a partire da stasera (Roma-Real Madrid), ma non impossibile. Vediamo perché.

Cosa è successo finora in stagione

L’Italia quest’anno ha schierato sei squadre nelle coppe europee: Roma e Juventus in Champions League; Napoli, Fiorentina e Lazio (retrocessa per la sconfitta nel playoff di agosto) in Europa League; e poi la Sampdoria, eliminata nel terzo turno preliminare della competizione meno importante. L’Inghilterra, invece, ha presentato ben otto squadre, numero record: Chelsea, Arsenal e le due squadre di Manchester, United e City, in Champions; Liverpool, Tottenham, Southampton e West Ham (ammesso per il premio fair play) in Europa League.

Poter contare su così tante formazioni, del resto, è un’arma a doppio taglio: per calcolare il coefficiente Uefa stagionale di un paese vanno divisi i punti conquistati dalle sue squadre nelle coppe europee (2 punti per ogni vittoria e 1 punto per ogni pareggio; 4 punti per ogni semplice partecipazione alla Champions e altri 5 punti per il passaggio agli ottavi della competizione più importante; 1 punto per ogni qualificazione a quarti, semifinali e finale di Champions ed Europa League) per il numero dei club. Quindi l’Inghilterra deve dividere gli 85 punti ottenuti finora per 8, mentre l’Italia deve dividere i 63 punti conquistati per 6: ecco perché, finora, la Premier può aggiungere 10.625 punti al coefficiente delle passate quattro stagioni mentre la serie A può sommare 10.333, cifra pressoché identica che lascia il distacco tra i due passi sostanzialmente invariato rispetto a inizio stagione.

Cosa succede da ora in avanti

La Premier ha ormai sfruttato il vantaggio più grande, ottenuto grazie alla partecipazione di ben quattro squadre alla remunerativa Champions contro le due formazioni schierate dall’Italia. Solo per questo il campionato inglese ha intascato 16 punti a settembre e altri 15 punti grazie alla qualificazione agli ottavi di finale di tre club su quattro (Chelsea, Arsenal e Manchester City), mentre la serie A si è difesa portando avanti Roma e Juventus per un misero bottino complessivo di 18 punti (8 punti a settembre e altri 10 adesso).

Da ora in avanti, o meglio dal prossimo turno di Europa League, i bonus saranno però identici tra le due competizioni. Detto altrimenti, se Napoli, Fiorentina e Lazio riusciranno a superare i sedicesimi di finale della competizione europea meno importante, dagli ottavi in poi potranno ottenere un punto di bonus per ogni turno superato, come avviene in Champions. Ecco perché per questo sprint finale Italia e Inghilterra partono quasi alla pari: l’unico vantaggio della Premier sta nel poter schierare sei squadre (Chelsea, Arsenal e City in Champions; Liverpool, Tottenham e United in Europa League) contro le cinque italiane (Juventus e Roma in Champions; Napoli, Fiorentina e Lazio in Europa League). Chi va avanti conquista più punti, a prescindere dalla competizioni: l’importante è vincere, ma bisogna farlo.

Cosa serve per il sorpasso

Fare calcoli adesso, quando gli ottavi di finale sono appena cominciati, è molto complicato. Di certo la sconfitta del Chelsea sul campo del Paris Saint-Germain è una buona notizia per l’Italia. Per farvi capire cosa serve alla Serie A per colmare il gap attuale dall’Inghilterra, inferiore come detto ai tre punti e mezzo, facciamo un esempio estremo.

Tra questa e la prossima settimana si giocano i match di andata degli ottavi di Champions e le doppie sfide dei sedicesimi di Europa League. Se le squadre italiane vincessero tutte le partite, la Serie A intascherebbe 16 punti (4 grazie a Roma e Juventus, altri 12 con le due gare a testa di Napoli, Fiorentina e Lazio): il bottino stagionale salirebbe a 79 punti, per un coefficiente di 13.166, in aumento di 2.833 punti. Ipotizzando, sempre per assurdo, che le squadre inglesi perdessero invece tutte le partite, la differenza tra Serie A e Premier si ridurrebbe ad appena mezzo punto. Ovviamente questa eventualità è altamente improbabile ma, da qui a fine stagione, per conquistare punti ci sono ancora diverse opportunità. E per la prima volta dopo cinque anni, sperare di tornare sul podio e recuperare un posto in Champions non è utopia per la povera Serie A. Bisogna vincere tante partite, ovviamente, e seguire Sportface.it che vi aggiornerà costantemente sul ranking, che riportiamo di seguito per quanto riguarda le prime posizioni.

 

2011/20122012/20132013/20142014/20152015/2016Totale
SPAGNA20.85717.71423.00020.21413.50095.285
GERMANIA15.25017.92814.71415.85711.57175.320
INGHILTERRA15.25016.42816.78513.57110.62572.659
ITALIA11.35714.41614.16619.00010.33369.272
FRANCIA10.50011.7508.50010.916 9.58351.249
PORTOGALLO11.83311.7509.9169.083 8.50051.082
RUSSIA9.7509.75010.4169.66611.30050.882

 

 

 

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani