Massimo risultato, minimo sforzo. La Lazio vince e convince col Lokomotiv Mosca

Maurizio Sarri, Lazio 2021-2022 Maurizio Sarri, Lazio 2021-2022 - Foto Antonio Fraioli

Stadio per pochi intimi, vittoria convincente e importante. La Lazio batte la Lokomotiv Mosca e conquista i primi tre punti stagionali nella fase a gironi di Europa League, a pochi giorni dalla vittoria nel derby di Roma contro i giallorossi. Tutto facile per gli uomini di Maurizio Sarri che aveva dichiarato di temere l’avversario e lo ha confermato con la formazione titolare: sono solo cinque i cambi rispetto alla formazione titolare schierata nella stracittadina. Spazio a Strakosha, che torna dopo l’errore di Istanbul e lo fa con una prestazione solida; Lazzari e Patric, tra i migliori; Cataldi e Basic, convincenti. Non si cambia invece il tridente: Felipe Anderson è in un momento di grazia, Pedro è funzionale al gioco di Sarri, Immobile si fa male ma sembra non essere niente di grave. E’ di fatto questa l’unica nota stonata di una partita che per la Lazio scorre via senza troppe difficoltà.

Passi in avanti sul piano del gioco, dettagli da limare soprattutto nel collante tra difesa e centrocampo ma la Lazio c’è e migliora, sprecando qualcosa di troppo. Tre i punti nel girone, in attesa di vedere quel che avranno da dire Marsiglia e Galatasaray, entrambe concorrenti principali per il passaggio del turno. La Lazio fa il suo e si prepara alla trasferta di Bologna dove in bilico c’è uno di quegli allenatori che avrebbe potuto prendere la panchina ora di Sarri: Sinisa Mihajlovic da ex si gioca tutto. La Lazio vuole vincere per dare continuità alla vittoria nel derby e per scalare posizioni, prima della pausa nazionali. Vietato sbagliare, vietato fare passi falsi dopo quella che può essere la svolta del Sarrismo biancoceleste. Sarri scatenato chiede ai suoi di tenere alta la concentrazione, la sua squadra lo fa e lo ripaga con un 2-0 che regala vittoria, punti e certezze. Ancora qualche difficoltà di troppo per Muriqi, ma chiedere di più è impossibile.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio