Europa League

L’Inter di Conte è pronta alla mutazione: 3-5-2 e 4-3-1-2, con Eriksen faro

Antonio Conte - Foto Antonio Fraioli

E’ la settimana di Carnevale, momento in cui si ci maschera, si cambia persona, si ci trasforma. E Antonio Conte, con le dovute proporzioni, sta cominciando a fare la stessa con la sua squadra: è il 71′ di Ludogorets-Inter quando Christian Eriksen mette in rete il suo primo gol in nerazzurro. E immediatamente il tecnico leccese manda in campo Barella al posto di Moses facendo un chiaro segno alla sua squadra: “a quattro” riferendosi al cambio modulo in difesa. Un cambio che aveva già fatto negli ultimi minuti di Inter-Napoli di Coppa Italia e di Lazio-Inter di campionato, entrambe perse, ma trasformandolo in un 4-3-3 un po’ confusionario. Questa volta no, questa volta dietro c’è un’idea duratura che può stravolgere tutto.

IL ROMBO CON ERIKSEN FARO – Non nei risultati, perché l’Inter è comunque a tre punti dalla vetta, in semifinale di Coppa Italia ed ha un passo e mezzo dentro gli ottavi di Europa League, ma i nerazzurri in questo mese e mezzo hanno mostrato un logorio, una usura nel proprio modo di giocare. Un 3-5-2 ormai studiato, visto, rivisto a memoria da parte degli avversari che sembrano aver trovano le contromisure adeguate. E in più il mercato di gennaio ha portato in dote Christian Eriksen, un giocatore tatticamente difficile da collocare in questo sistema di gioco: perché la classica mezz’ala di Conte ti assale, ti pressa sino allo sfinimento, fa una quantità di corse impressionanti. Ed Eriksen non è questo tipo di giocatore. Il danese illumina, vive di lampi, di guizzi, di intuizioni. E allora negli ultimi venti minuti del match contro il Ludogorets si è visto per la prima volta il 4-3-1-2 con Eriksen fare il trequartista puro in un centrocampo a rombo. 

ALTERNANZA – Conte è stato chiaro anche dopo la partita: “Per noi l’importante è che ci siano le due punte, ma stiamo lavorando per avere un’alternativa al nostro modo di giocare”. Così anche da non dare punti di riferimento agli avversari che potranno avere il dubbio sull’atteggiamento tattico dell’Inter, una mutazione che può venire in corso d’opera, a partita in corso e che può sparigliare le carte in tavola. Ed è anche il sistema di gioco nel quale Eriksen sarebbe più libero di dipingere la sua tela, di poter incidere su una porzione di campo molto più adatta alle sue caratteristiche. A Carnevale ogni scherzo vale, si dice: Antonio Conte invece non scherza, la sua Inter è pronta a cambiare faccia. 

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