Inter, Conte contro l’incubo del 2014. Fiorentina e Napoli le ultime semifinaliste italiane

Antonio Conte, Inter - Foto Antonio Fraioli

C’è stato un tempo in cui si chiamava Coppa Uefa e l’innovazione più grande era rappresentata dall’introduzione del coefficiente Uefa per scacciare ogni tipo di legame col passato e la Coppa delle Fiere. Poi c’è stata l’altra innovazione, più sul fronte dell’immagine che del contenuto. La sorella minore della Champions League ha cambiato nome (Europa League), aspetto visivo e ha pure guadagnato un suo inno. Un inno però che le italiane non sono mai riuscite ad ascoltare in finale. Dalla stagione 2009/10, anno del debutto della nuova Europa League, nessuna squadra italiana è riuscita a varcare le porte della finalissima. Quattro semifinaliste in compenso: la Juventus nel 2014, Fiorentina e Napoli nel 2015 e l’Inter nel 2020 nel più inedito agosto che il calcio europeo ricordi. La squadra di Conte batte il Bayer Leverkusen e approda al penultimo atto della competizione continentale dopo cinque anni di assenza di un’italiana col sogno della finale di Colonia ancora vivo. Per Conte c’è da spezzare il tabù del 2014 quando la sua Juventus fu costretta ad arrendersi al Benfica e a rinunciare al sogno della finale dell’Allianz Stadium. Nella stagione successiva Napoli e Juventus non riuscirono a superare gli ostacoli rappresentati da Dnipro e Siviglia. Ora per l’Inter ci sarà una tra Shakhtar Donetsk e Basilea, entrambe avversarie alla portata per Lukaku e compagni. Per ascoltare finalmente quell’inno in finale.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio