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Dramma nel calcio, muore in campo: lutto straziante

Lutto calcio
Lutto nel mondo del calcio - Sportface.it

Una triste notizia scuote il calcio italiano: è morto in campo dopo un violento colpo in testa, l’intera comunità piange una giovane vita

È successo tutto in pochi istanti, su un campo lontano da qui, in Nigeria. Emmanuel King Okoye, 25 anni, centrocampista che molti nel calcio dilettantistico ricordano bene, è crollato durante una partita. Una caduta violenta, la testa che batte forte. Poi la corsa in ospedale. E lì si ferma tutto.

Non era una partita qualsiasi, almeno non per lui. Era tornato a casa, dai suoi, per un periodo che doveva essere di tranquillità. Giocava, come sempre. Senza risparmiarsi. Come aveva fatto ovunque.

Chi frequenta davvero i campi di Promozione o le categorie inferiori lo aveva incrociato. Magari non sempre sotto i riflettori, ma presente. Acri, Palmese, Trebisacce, Campora, San Fili, Promosport. Squadre diverse, contesti diversi, stessa immagine: un ragazzo che stava dentro la partita, che correva, che non mollava.

A Canicattini Bagni qualcosa in più. Non solo una stagione, ma un segno lasciato. Lì se lo ricordano ancora. Per come si era inserito, per il modo in cui aveva preso quel campionato. Non capita sempre, in queste categorie, di lasciare davvero qualcosa. Okoye c’era riuscito.

La società lo ha scritto chiaramente. Non parole di circostanza, ma immagini precise. Una rete a Mazzarrone, il rapporto con Massimo Ficara. Dettagli che restano quando il resto si dissolve. Quando resta solo il ricordo.

Addio a Emmanuel King Okoye: il lutto di Canicattini

La notizia ha iniziato a girare veloce. Tra dirigenti, compagni, tifosi. Non serve molto, in questi ambienti. Ci si conosce tutti, o quasi. E quando succede una cosa così, non c’è distanza che tenga.

Emmanuel King Okoye con il Canicattini

Emmanuel King Okoye è morto in Nigeria (Facebook Canicattini) – sportface.it

Colpisce il contesto. Non uno stadio pieno, non una partita trasmessa. Un campo qualsiasi, una partita qualsiasi. Ed è proprio questo che pesa. Perché racconta un pezzo di calcio che esiste ogni giorno, lontano da tutto, ma che per chi lo vive è tutto.

Un ragazzo di 25 anni che muore giocando. Che fino a pochi secondi prima era lì, dentro il gioco. Dentro quello che aveva sempre fatto. Il calcio dilettantistico perde uno dei suoi calciatori. Ma più che una perdita sportiva, è uno squarcio umano. Di quelli che non si chiudono subito. Forse non si chiudono affatto.

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