La spensieratezza del Toro e la determinazione del Milan. Pioli recupera Ibra dal 1′ e vola ai quarti

Stefano Pioli - Foto Antonio Fraioli

Il Milan sbatte contro la spensieratezza granata. Ma alla fine viene fuori la qualità, la determinazione e la voglia di tornare ad alzare trofei. Tutti aspetti che ai rossoneri proprio non mancano e che si sono riassunti in una delle serate più complicate della stagione rossonera. Il Torino di Giampaolo trascina il Milan di Pioli ai supplementari e ai rigori e costringe i rossoneri a conquistare solo oltre i 120′ la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia 2020/2021. Il Milan non rinuncia alla sua mentalità e recupera Ibrahimovic dal 1′. Ma il Torino non ci sta a vestire il ruolo di sparring partner per un allenamento dello svedese. Anzi, sin dai primi minuti, la squadra di Giampaolo – senza Belotti, definito “stanco” nel week end dal tecnico – sembra tutto fuorché intenzionata a snobbare un torneo che può togliere energie alla lotta salvezza. Il canovaccio della partita non è diverso da quello di pochi giorni fa in campionato. Tonali e compagni fanno la partita, dominano il gioco e impongono il ritmo. La squadra di Giampaolo rinuncia al possesso e gioca di rimessa. Oggi però, rispetto al match di campionato, le transizioni offensive granata sono leggermente più incalzanti e il Toro in almeno due occasioni trova l’uno contro uno senza però successo. Tatarusanu – schierato al posto di Donnarumma, espulso per proteste in panchina – non è mai chiamato in causa a differenza di Vanja Milinkovic-Savic che tra sbavature e interventi decisivi è protagonista di una prova disordinata ma tutto sommato sufficiente.

La sfida si è trascinata ai supplementari e infine ai calci di rigore. Tatarusanu si regala una notte da sogno e riscatta la brutta prova contro la Roma con la parata decisiva su Rincon. Tutto facile per il Milan che realizza gli ultimi due penalty con Romagnoli (nel giorno del 26esimo compleanno) e Calhanoglu, evita un altro Rio Ave e si gode il pass per il turno successivo. Le statistiche sono eloquenti: tredici tiri in porta contro i tre degli avversari. Insomma, il solito Milan. Ma anche un altro Torino che senza l’obbligo di vittoria sfoggia una prestazione difensivamente solida riuscendo a non subire reti contro un Milan che è stata macchina da gol (diciassette partite consecutive con almeno due reti segnate). Alla fine il risultato finale però non cambia: Milan avanti e possibile derby ai quarti. Tutto dipenderà dall’Inter in una stagione in cui le sorti tornano inevitabilmente a passare in quel di Milano.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio