Inesperienza e ingenuità. Il Bayern passeggia contro una Lazio che approccia malissimo

Joaquin Correa - Foto Antonio Fraioli

La sfida diretta dell’emergenza indisponibili sorride a chi l’emergenza la soffre di meno. Senza tanti titolari (tra cui Muller) il Bayern Monaco passeggia all’Olimpico e batte 4-1 la Lazio nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Senza Muller, Gnabry, Douglas Costa, Pavard e Tolisso, la squadra di Flick dimostra di trovarsi nella sua confort zone in Champions League dopo le brutte uscite in campionato. Ma senza Radu e Luiz Felipe, la formazione di Inzaghi soffre ancora di più con una difesa dalle alternative non all’altezza dei titolarissimi. Non Musacchio che regala dopo pochi minuti a Lewandowski la palla dell’1-0. Fin troppo facile per il Bayern. E fin troppo complicato per una Lazio che da quel momento deve rinunciare alla strategia e inevitabilmente scoprirsi. La rete del 2-0 arriva sul corridoio centrale, dove sulla carta la Lazio vede il suo punto di forza. Eppure, il classe 2003 Musiala ha lo spazio per tirare, non se lo lascia ripetere, firma il raddoppio e diventa il più giovane inglese a segnare in Champions League all’età di 17 anni e 363 giorni. La Lazio prova a scuotersi, reclama un rigore (molto dubbio) su Milinkovic-Savic ma al Bayern Monaco basta pochissimo per accendersi.

E in particolare, un errore di Patric che perde palla e regala a Coman la volata per l’azione che porterà al 3-0 di Sanè. La retroguardia non funziona: Patric è distratto, Musacchio è sostituito alla mezz’ora per Lulic con Marusic (ottimo) nei tre, Acerbi prova a comandare la difesa. Ma anche per l’ex Sassuolo non è serata. Al 47′ Sane vola, si beve un pessimo Patric, crossa al centro e Acerbi deposita nella propria porta per l’autogol che vale il poker. Alla Lazio non resta che il cuore per evitare che una brutta serata diventi una figuraccia. La scena se la prende Correa che al 49′ penetra in area e firma il gol della bandiera che rende meno amaro un parziale segnato dall’inesperienza di una squadra tornata agli ottavi dopo quasi vent’anni e dagli errori tecnici di seconde linee non all’altezza dei titolari. Non basta il cuore contro una squadra ha vinto 16 delle ultime 17 partite giocate in Champions (1 pareggio), segnando 61 gol e subendone 13. Le note positive riguardano Marusic e Lazzari, autori di una prestazione più che convincente.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio