Premessa fondamentale: per verificare lo stato di salute di un movimento calcistico, il termometro abbisogna di 10 anni, non 100 minuti.
Champions League, resiste solo l’Atalanta
Non dei 120 minuti di Torino, dove una Juventus stoica per qualche secondo ha accarezzato speranze di qualificazione agli ottavi di Champions League, dopo aver segnato 3 gol al Galatasaray; non dei 180 minuti (tra andata e ritorno) durante i quali l’Inter non è riuscita mai davvero ad impensierire davvero l’organizzato, atletico e talentuoso Bodo Glimt; e nemmeno della spettacolare gara di ritorno disputata dall’Atalanta contro il Borussia Dortmund, che ha permesso agli orobici di essere l’unica squadra ad essere andata avanti nella massima competizione europea e tenere alto, almeno a guardare da lontano, l’italico vessillo.
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Perché avvicinandosi al terreno di gioco, verifichiamo i dati diffusi dal CIES ad inizio stagione, cartina al tornasole del paragone tra Italia e resto del Mondo: nel Belpaese si corre più lentamente, ed il pallone viaggia più lentamente. In Champions League, la sfera viaggia ad una media di 10.4 m/s, in Premier League a 9,8 m/s, in Bundes a 9,4 m/s, nella Liga a 8,4 m/s, in Serie A a 7,6. Pallone più lento, giocatori più lenti. Se guardiamo alla classifica dei kilometri percorsi in sprint (sopra i 25 km/h), l’Italia è fuori anche dalla Top 10. Dietro Turchia, Olanda, Norvegia.
E se Federico Buffa, nel tessere le lodi del Fenomeno, affermava che era capace di fare cose tecnicamente sublimi, ma ad una velocità mai vista prima, ci rendiamo conto della proporzione. Se quel mezzo secondo, che al Via del Mare o a San Siro ti dà la possibilità di scegliere “con calma” cosa fare, in Europa invece viene a mancare, cosa succede? Allora forse l’Atalanta, che da anni in qualche modo prova ad emulare alcuni concetti più propri della tradizione europea che di quella italiana, stavolta, non sfigura. Ma qui torniamo alla premessa iniziale.
Perché al di là del successo dei bergamaschi in Europa League e della doppia finale dell’Inter, le competizioni continentali ci vedono quasi sempre rincorrere, basta guardare all’albo d’oro di Champions, Europa League e Conference degli ultimi 15 anni. Quando il livello si alza dal punto di vista tecnico e fisico, il bagaglio tattico, unica ricchezza che ancora cresce spontanea nel suo italico, capace di aggiornarsi nonostante qualche corrente contraria, purtroppo non basta.









