NBA 2018/2019: Jokic risponde a Doncic, Oklahoma si butta via contro Indiana

Russell Westbrook - Oklahoma City Thunder - Foto Keith Allison CC BY SA 2.0

La notte italiana venerdì 15 marzo ha visto in scena lo svolgersi di sei partite della regular season NBA 2018/2019. Evento clou della notte non può non essere il botta e risposta tutto balcanico tra Doncic e Jokic, a pochi secondi dal termine della partita: il primo porta avanti i suoi con una schiacciata poderosa in penetrazione, mentre il secondo si porta a casa la partita con un tiro letteralmente inspiegabile. Alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis passano i Pacers grazie a un “hustle play” di Wesley Matthews, ma anche grazie ai Thunder che smettono di giocare nel quarto quarto. Vittorie in casa per Toronto e Celtics, rispettivamente con Lakers e Kings.

Dallas Mavericks-Denver Nuggets 99-100

Ultimo minuto mozzafiato al Pepsi Center di Denver e non soltanto a causa dell’altitudine della città del Colorado, che spesso toglie energie e forze nel finale agli ospiti. Non è successo di certo a Luka Doncic, che contro i Nuggets non aveva alcuna voglia di proseguire la lunga striscia di sconfitte, ma si è dovuto arrendere contro le prodezze di un altro giocatore balcanico (e candidato MVP) come Nikola Jokic. Il rookie sloveno si è messo alla testa dei Mavs (come accaduto negli ultimi cinque mesi), portando il vantaggio dei texani anche oltre la doppia cifra nell’ultima frazione in casa della seconda forza della Western Conference. Poi il crollo, con Denver che si è rifatta sotto, mettendo il naso avanti grazie a un tiro libero di Jokic a un minuto dal termine. Lo spettacolo però arriva negli ultimi secondi di partita: Doncic infatti approfitta di un cambio difensivo su di lui a oltre nove metri dal ferro sull’ultimo possesso per Dallas. Una rotazione che lascia intravedere una linea di penetrazione a canestro, nonostante su di lui arrivi Mason Plumlee. Il numero 77 dei Mavericks è diabolico nell’approfittare del passo in avanti a vuoto del lungo dei Nuggets, superandolo di slancio con il primo passo. La difesa di casa collassa su di lui, ma non riesce a contenerne l’esplosività: schiacciata, due punti, vantaggio a meno di sei secondi dal termine e tiro libero supplementare. Dalla lunetta però il rookie sloveno sbaglia il tentativo del potenziale +2, lasciando un solo punto di distanza tra le squadre in un match a cui manca un assist per fare tripla doppia (24 punti e 11 rimbalzi, tanto per gradire). A Jokic invece non manca davvero nulla e lo dimostra pochi istanti più tardi, quando ricevuto il pallone dopo la rimessa, inventa dal palleggio una giocata degna delle migliori point guard NBA. Su di lui Dwight Powell scivola bene, impedisce la penetrazione a canestro, lo contiene in una terra di nessuno a cinque metri dal ferro, ma nulla può contro il tiro fuori equilibrio senza ritmo con una mano sola sulla sirena. Il pallone sfiora appena il ferro e brucia la retina: contro il talento non si può davvero fare nulla. Ciò che resta dell’ultima giocata della partita è lo sguardo arrabbiato, deluso e alla fine quasi commosso del ventenne (da poco) di Dallas, nervoso per non essere riuscito a evitare la settima sconfitta consecutiva dei suoi Mavericks, la dodicesima nelle ultime 13 partite giocate dai texani, che hanno raccolto il peggior record dell’intera NBA nell’ultimo mese. Sarà anche funzionale a un discorso di scelte e di Draft, ma a Doncic non andrà mai giù l’idea di perdere. Dall’altra parte invece festeggia Jokic, autore di 11 punti, 14 rimbalzi, 8 assist e soprattutto del primo buzzer beater della sua carriera, l’unico negli ultimi 15 anni realizzato da un lungo con addosso la maglia dei Nuggets. Il serbo però ormai è chiaro che va ben oltre il concetto di ruolo o schema: una duttilità che continua a essere il cuore pulsante dell’attacco di Denver, adesso a una sola partita di distanza in classifica dal primo posto
Pronto a tornare in campo Trey Lyles dopo nove partite saltate a causa di uno stiramento al legamento del ginocchio sinistro: l’ala di coach Malone tuttavia non ha giocato questa notte per precauzione. Out invece Torrey Craig, che ancora soffre della distorsione alla spalla subita mercoledì notte. Prossima partita: domenica notte, in casa contro gli Indiana Pacers.
Da segnalare in canotta Mavs le prestazioni di Jalen Brunson e di Tim Hardaway Jr, rispettivamente con 20 e 17 punti a referto. In panchina (in borghese) c’era questa notte anche Kristaps Porzingis, che recentemente si è allenato con la squadra in partitelle 5vs5. Prossima partita: domenica notte, in casa contro i Cleveland Cavs.

Los Angeles Lakers-Toronto Raptors 98-111

“I Lakers si fermano ancora, battuti anche a Toronto nonostante i 29 punti con 12 su 23 al tiro e 6 assist di LeBron James e il massimo in carriera da 16 punti complessivi di Alex Caruso”. Per chi va a caccia di una breve descrizione della situazione in casa giallo-viola, difficile trovare parole migliori per rendere l’abisso e la totale mancanza di alternative attorno al numero 23 dei Lakers, leader di una squadra ormai demotivata, senza alcun tipo di voglia di competere e messa alle corde dai tanti infortuni. Insomma, le ultime quattro settimane di regular season saranno davvero molto complicate da portare a termine per James. Di certo non il migliore degli spot da mettere in mostra davanti a un potenziale free agent da convincere a suon di milioni di dollari in estate. Kawhi Leonard infatti al momento è ben felice di continuare la sua cavalcata trionfale con i Raptors, autore di 25 punti e 8 rimbalzi in un successo per molti aspetti da record per i canadesi: Toronto è attualmente la squadra ad aver vinto il maggior numero di partite in casa in NBA (28) e battendo ancora una volta i giallo-viola ha allungato a nove la striscia di successi in fila raccolti contro la squadra di Los Angeles (che non batte i Raptors dall’ormai lontano 30 novembre 2014). Per la diciassettesima gara consecutiva Toronto è riuscita a preservare il vantaggio già conquistato a fine primo tempo, allungando l’ennesima striscia da record di una stagione in cui è arrivato il 10-0 di record contro le squadre della Pacific Division. Alla sirena sono 16 punti con 16 tiri per un impreciso Pascal Siakam, a cui si aggiungono i 15 di Marc Gasol e i 20 di un sorprendente Norman Powell in uscita dalla panchina. I Raptors come spesso gli accade, trovano energie e un contributo decisivo da ogni giocatore del roster.
Questa notte Jeremy Lin e Marc Gasol sono partiti in quintetto sostituendo Kyle Lowry (problema alla caviglia) e Serge Ibaka (sospensione per la rissa contro Marquese Chriss. Prossima partita: domenica sera, alla Little Caesars Arena di Detroit.
Sesta sconfitte nelle ultime sette uscite per i Lakers, che non vincono due gare consecutive in trasferta ormai dal lontano 21 novembre. Non della partita Tyson Chandler (dolore al collo) e Lance Stephenson (distorsione all’alluce sinistro). Gli uomini di coach Walton hanno un record di 1-6 nel mese di marzo. Prossima partita: sabato notte, alla Little Caesars Arena di Detroit.

Oklahoma City Thunder-Indiana Pacers 106-108

Fino ad ora, ogni ritorno di Paul George a Indianapolis non sembra andare come vorrebbe. Nella sua prima partita contro la squadra che è stata sua gli Oklahoma City Thunder uscirono vincenti, ma lui giocò male con soli 12 punti e 3 su 14 al tiro. Questa notte invece ha giocato una partita straordinaria per 47 minuti, chiudendo con 36 punti, 6 rimbalzi e 5 assist con 6 su 11 dalla lunga distanza, ma i suoi si sono fatti rimontare 19 punti di svantaggio (73-54 a 7:18 dal termine del terzo quarto) perdendo a pochi secondi dalla sirena, anche per colpa sua. Dopo aver costruito come già affermato un vantaggio consistente a metà terzo quarto, i Thunder hanno staccato la spinta e i Pacers sono saliti di livello, rimontando punto su punto grazie a un altro ex di serata come Domantas Sabonis, autore di 26 punti uscendo dalla panchina. Poi nell’ultimo minuto Paul George ha perso due palloni sanguinosi in attacco ed è caduto a terra sull’ultimo possesso, togliendosi da una lotta a rimbalzo da cui è uscito vincente Wesley Matthews, abile a convertire al volo il tap-in del sorpasso a 1.8 secondi dalla fine. La tripla finale di Russell Westbrook, autore della ventisettesima tripla doppia stagionale con 19 punti, 14 rimbalzi e 11 assist, non ha poi trovato il fondo della retina, condannando OKC a una sconfitta sanguinosa e regalandone una di grande prestigio ai Pacers. “Questa squadra combatte, è uno dei motivi principali per cui ho scelto di venire qui” ha commentato Matthews, autore di 16 punti alla fine in un quintetto guidato dai 23 di Bojan Bogdanovic. “Nessuno svantaggio è troppo grande. Avevamo bisogno di una vittoria contro una squadra da playoff, ed è quello che dobbiamo fare da qui in avanti”.
Darren Collison ha terminato con 17 punti, 6 rimbalzi e 7 assist. Bojan Bogdanovic, invece, con i 23 punti di questa notte estende a 24 le partite consecutive in doppia cifra e a 28 le partite complessive in stagione con almeno 20 punti. Tyreke Evans è stato assente per la seconda volta consecutiva a causa di motivi personali. Prossima partita: domenica notte, al Pepsi Center di Denver.
Da segnalare tra le file dei Thunder i 17 punti con 8 rimbalzi di Steven Adams. Oklahoma City è ora sul 3-3 per quanto riguarda lo stretch di partita comprendente anche cinque trasferte. Scende invece sul 6-5 il record degli uomini di coach Donovan inerente alle seconde partite di un back-to-back. Prossima partita: domenica notte, in casa contro i Golden State Warriors.

Sacramento Kings-Boston Celtics 120-126

La prima partita dopo una lunga trasferta può sempre riservare delle insidie, e i Boston Celtics ne stavano per pagare il conto. I biancoverdi sono finiti sotto di 17 punti nel primo tempo (44-27 a 9:35 dall’intervallo), ma sono riusciti a rimontare grazie alla seconda tripla-doppia in carriera di Kyrie Irving, che con 31 punti, 10 rimbalzi e 12 assist ha bissato quella firmata il 28 febbraio 2014 con la maglia dei Cleveland Cavaliers. E sono serviti tutti per battere una squadra, i Kings, che nonostante tutto continua a combattere per i playoff senza mollare un centimetro, spinta dai 34 punti di Buddy Hield, dai 20 di Harrison Barnes e dai 19+7+9 di De’Aaron Fox. “È sempre una battaglia, indipendentemente da chi incontri” ha detto Irving, “Ovviamente contro una squadra in lotta per i playoff l’intensità sale, e bisogna essere pronti”. Con Jayson Tatum rientrato in quintetto dopo il problema alla spalla che lo aveva fermato nell’ultima gara con i Clippers, i Celtics si sono appoggiati ai 22 di Jaylen Brown e ai 21 con 13 rimbalzi di Marcus Morris per vincere la quarta partita nelle ultime cinque, mentre i Kings hanno portato a undici la loro striscia di sconfitte al TD Garden.
Marcus Smart ha giocato nonostante un raffreddore (7 punti in 29 minuti), mentre non sono stati della partita Terry Rozier e Daniel Theis, entrambi ammalati. Kyrie Irving è il primo giocatore in canotta Celtics da Rajon Rondo nel febbraio 2012 a siglare una tripla-doppia da 30 punti. Prossima partita: sabato sera, in casa contro gli Atlanta Hawks.
I Sacramento Kings (33-34) hanno perso 13 delle ultime 17 trasferte, facendo precipitare il loro record a cinque partite di distanza da quello dei Clippers (39-30). Ritorna in campo dopo aver saltato cinque partite a causa di una distorsione alla ginocchio sinistro Marvin Bagley III, che ha messo a referto 14 punti e 6 rimbalzi dalla panchina in soli 19 minuti di gioco. Prossima partita: sabato notte, al Wells Fargo Center di Philadelphia.

Altre dai campi

Chiudono il programma le nette vittorie di Utah ed Orlando. I Jazz si impongono 100-120 contro i Minnesota Timberwolves con 24 punti di Donovan Mitchell, mentre i Magic si impongono 91-120 contro i Cleveland Cavaliers grazie soprattutto ai 21 punti di Aaron Gordon.

Tutti i risultati di venerdì 15 marzo

Dallas Mavericks-Denver Nuggets 99-100
Los Angeles Lakers-Toronto Raptors 98-111
Oklahoma City Thunder-Indiana Pacers 106-108
Sacramento Kings-Boston Celtics 120-126
Minnesota T’Wolves-Utah Jazz 100-120
Cleveland Cavs-Orlando Magic 91-120