NBA 2018/2019: crisi Lakers, bene Toronto. Si fermano i Thunder

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La notte italiana di lunedì 7 gennaio ha visto lo svolgersi di sette partite della regular season NBA 2018/2019. L’assenza di LeBron James, oltre ad essere dolorosa per il fatto in sé, è stata in grado di evidenziare come i Lakers non siano una squadra che possa camminare ancora da sola con le proprie gambe: era risaputo che il Re fosse il sole della squadra, ma non era altrettanto risaputo che, con la mancanza di quest’ultimo, tutti gli altri pianeti orbitanti crollassero malamente. Ormai al giro di boa della regular season, i Lakers devono trovare un modo per limitare i danni (anche se il modo, a quanto pare, è solo quello di rimettere il 23 da Akron in piedi sul parquet dello Staples). Bene i Raptors senza Leonard (ma con un Kyle Lowry ritrovato) in casa contro i Pacers, reduci da sei successi consecutivi. Brutto stop invece per Oklahoma, che perde inaspettatamente in casa contro i Wizards.

LE CLASSIFICHE AGGIORNATE

Los Angeles Lakers-Minnesota Timberwolves 86-108

Partita senza mai storia a Minneapolis: Andrew Wiggins mette a referto 25 dei suoi 28 punti nel primo tempo, per rilanciare Minnesota in ottica playoff e mettere ulteriore pressione sui Lakers oramai LeBron-dipendenti. Towns marca una doppia-doppia da 28 punti e 18 rimbalzi, lo imita Teague con 15 punti (tutti a referto nel primo tempo) e 11 assist. Per i Lakers il migliore è Lance Stephenson con 14 punti. Ingram e Hart combinano 23 punti, con una prestazione poco solida al tiro (8 su 28 totale dal campo). Inizio da incubo per i Lakers, con coach Walton che inserisce in quintetto Zubac da 4 al posto dell’infortunato Kuzma: la scelta suicida fa subire ai Lakers un parziale d’apertura di 1-15. I Lakers hanno sbagliato i primi otto tiri della partita: a smuovere il risultato ci ha pensato la sostituzione di Zubac per Beasley. Dopo la schiacciata di Wiggins a 4:03 dalla fine del primo quarto, i Lakers devono già affrontare uno svantaggio di 21 punti (7-28). Vantaggio che ridurrà a un minimo di 12 punti dopo un lay-up di Ingram a 3:34 dalla fine del secondo quarto (39-51): i Lakers non riusciranno ad avvicinarsi ulteriormente, costeggiando la partita.
I Timberwolves rimangono con la coperta abbastanza corta nelle rotazioni, con due dei loro quattro migliori scorer ancora fuori, ovvero Covington (contusione all’osso del ginocchio destro) e Rose (distorsione alla caviglia destra): mentre il primo sarà ancora fuori per un tempo indeterminato, il secondo è ben vicino al rientro, come affermato da coach Thibodeau.
I Lakers non perdevano di almeno 20 punti dalla notte del 27 novembre contro Denver. Senza LeBron (da non dimenticare le assenze anche di Rondo e Kuzma) il record è 1-5: lunedì vi è una temuta trasferta a Dallas, dove i Mavericks hanno il loro fortino casalingo. Con il loro record (21-19) i Lakers sono più vicini al decimo seed dei Kings (19-20) che al settimo seed dei Blazers (23-17): la situazione sta iniziando ad essere preoccupante, ma si può ribaltare appena si saprà qualcosa di più nei prossimi giorni sulle condizioni del Re.

Orlando Magic-Los Angeles Clippers 96-106

Nonostante una partenza abbastanza lenta, i Clippers riescono a superare le difficoltà con 28 punti di Tobias Harris (difficoltà create anche dallo stesso Harris, con 0 punti a referto nel primo quarto). Lou Williams aggiunge 17 punti, bene Gallinari e Gilgeous-Alexander con entrambi 13 punti.
Doppia-doppia da 16 punti e 24 rimbalzi per Vucevic, di cui ben 11 raccolti nel primo quarto per dare ai Magic un vantaggio di 10 punti (28-18).
I Clippers, dopo aver tirato 7 su 26 dal campo nel primo quarto, si ritrovano a -15 a 9:38 dalla fine del secondo quarto, dopo due liberi di Mo Bamba (35-20). Il Gallo non ci sta, ed è proprio lui colui che ha il maggior merito nella rimonta Clippers: mette a referto 8 punti nei 9 minuti successivi, portando Los Angeles a -2 (47-45). Da quel momento la partita rimane equilibrata, fino all’arrivo del quarto quarto, dove i Clippers impongono un parziale di 2-17 che ammazza la partita a 6:37 dalla fine.
L’ultima volta che i Clippers hanno perso contro i Magic era il 6 novembre 2013: da quel momento, altre dieci vittorie consecutive, compresa questa di stanotte.
I Magic, invece, sprecano per la seconda volta consecutiva, dopo la partita con Minnesota, un vantaggio in doppia cifra. Perdono la loro seconda gara consecutiva, la settima nelle ultime dieci: in più, le quattro trasferte all’orizzonte non fanno presagire nulla di buono. Doppia-doppia numero 26 in 39 partite per Vucevic, che, inoltre, ha guidato per 30 volte su 39 partite Orlando per quanto riguarda i rimbalzi.

Indiana Pacers-Toronto Raptors 105-121

Senza Leonard (fuori per precauzione come gli succede in ogni back-to-back), i Raptors si confermano una squadra solida anche contro avversari degni di nota. Torna Kyle Lowry: per lui prestazione sicuramente non spaziale (12 punti e 8 assist con 4 su 10 dal campo), ma che contribuisce alla vittoria di Toronto contro un avversario ostico. Inavvertitamente la vera stella della gara è il giovane Norman Powell, che mette a referto 23 punti (di cui 11 nel quarto finale) con una prestazione quasi immacolata al tiro (10 su 12 dal campo). Doppia-doppia per Pascal Siakam, ormai secondo violino dei dinosauri, con 12 punti e 10 rimbalzi.
I Pacers non riescono di nuovo a sconfiggere la propria bestia nera: a nulla sono valsi i 21 punti di Bogdanovic e la doppia-doppia di Sabonis da 16 punti e 11 rimbalzi.
Primo quarto di enorme efficienza realizzativa da parte di entrambe le squadre, che si mantengono ben oltre il 60% dal campo: tuttavia, i Raptors segneranno 6 triple su 9, che permetteranno loro di essere avanti di due lunghezze (37-35). Powell mette a referto 10 dei suoi 23 punti nel solo secondo quarto, aiutando i Raptors ad allungare sul più sette (70-63). Toronto spartisce ottimamente le energie dei giocatori del suo quintetto, dato che anche Ibaka sceglie un quarto per colpire i Pacers: anche per lui 10 punti nel terzo quarto (96-84). Indiana, a 10:42 dalla fine della partita riuscirà a raggiungere il -9 dopo lay-up di Bogdanovic (90-99), senza mai riuscire a scendere sotto questa soglia.
Kyle Lowry non toccava il parquet dal 22 dicembre a Philadelphia: da quando è arrivato Leonard, i due hanno giocato insieme solo 21 delle 24 partite disponibili. I Raptors hanno tirato con un solido 17 su 33 da tre punti (a -1 dal record di franchigia): 5 di queste 17 triple sono state segnate da Danny Green.
Per i Pacers Myles Turner non è ancora disponibile a causa del problema alla spalla destra. Indiana era reduce da sei vittorie di fila, ma era probabile che la streak finisse stanotte: al di sopra del confine statunitense hanno perso, con la sconfitta di stanotte, undici volte di fila.

Washington Wizards-Oklahoma City Thunder 116-98

Tonfo Thunder, al cospetto di una delle migliori prestazioni dei Wizards in questa stagione. Bradley Beal segna 25 punti regalando a Washington la prima vittoria contro la franchigia dei Thunder (l’ultima vittoria dei Wizards era contro gli ormai defunti Seattle Supersonics, dopo la quale c’è stata una striscia negativa di 0-9). L’ex coach dei Thunder Brooks ha dunque sconfitto il suo passato (reduce prima di stanotte dal secondo miglior record dell’ovest), anche senza la sua star John Wall. Partita da all-around player per Otto Porter, il quale è partito dalla panchina, con 20 punti, 6 rimbalzi, 5 assist e 4 su 6 dall’arco. Lo scorso hanno era partito in quintetto in ogni partita in cui fosse in grado di giocare, ma per il momento Brooks gli concede solo un ruolo da riserva, dove può essere più efficace.
Dodicesima tripla-doppia in stagione per Russell Westbrook, con 22 punti, 15 rimbalzi e 13 assist: sanguinose, tuttavia, le 8 palle perse (Washington ne ha avute 9 in tutta la partita). Sottotono Paul George con 20 punti, mentre Grant aggiunge 17 punti.
Partita estremamente equilibrata fino alla fine del primo tempo, dove i Wizards controllano di quattro punti (54-50). Vantaggio sprecato a inizio terzo quarto, dopo un lay-up di Jeremy Grant (54-55). I Wizards riguadagnano il controllo con un parziale di 15-2 dopo una tripla di Porter, con meno di tre minuti mancanti nel terzo quarto (69-80), il quale finisce per i maghi con un vantaggio di 11 punti (79-90). Con 10 minuti mancanti, una reverse-dunk di Dekker abbastanza eloquente porta il vantaggio a 15 (81-96), mentre a 7:19 dalla fine una tripla di Green chiude la pratica (81-101).
Per i Wizards Beal segna, come già descritto, 25 punti, ma con ben 27 tentativi. Trevor Ariza ha realizzato solo un tiro dei nove tentati.
Steven Adams ha segnato 10 punti nel primo quarto, prima di segnarne solo 2 nel resto della partita. Abrines ha saltato la sua quarta partita consecutiva a causa di motivi personali. Nei 17 minuti di gioco di Dennis Schröder, il tedesco ha fatto registrare un plus-minus estremamente negativo di -32 (il playmaker segna solo 9 punti).
Ad inizio partita viene celebrato Scott Brooks, coach dal 2008 al 2015 dei Thunder, con i quali a giocato (e perso) le NBA Finals del 2012.

Tutti i risultati di lunedì 7 gennaio

Los Angeles Lakers-Minnesota Timberwolves 86-108
Orlando Magic-Los Angeles Clippers 96-106
Indiana Pacers-Toronto Raptors 105-121
Washington Wizards-Oklahoma City Thunder 116-98
Miami Heat-Atlanta Hawks 82-106
Brooklyn Nets-Chicago Bulls 117-100
Charlotte Hornets-Phoenix Suns 119-113