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Indian Wells, Italia mai così male dal 2011: zero vittorie

Matteo Berrettini
Matteo Berrettini - foto Ray Giubilo

Era dal 2011 che non si registrava un Indian Wells così deludente da parte della truppa azzurra. In quel caso furono Cipolla, Starace, Seppi e Fognini a mancare l’appuntamento con il secondo turno del torneo californiano; quest’anno sono stati Matteo Berrettini, Andreas Seppi e Fabio Fognini e Marco Cecchinato che sono stati eliminati al secondo turno per via del bye usufruito al bye. Il bilancio è dunque di zero vittorie.

BERRETTINI – Seconda sconfitta consecutiva all’esordio per il promettente tennista romano dopo quella patita a Dubai contro l’americano Denis Kudla. Se però in quel caso il match perso lasciava decisamente l’amaro in bocca considerate le notevoli chances per portarlo a casa ed il livello dell’avversario, la partita persa in California contro un altro statunitense, Sam Querrey, non è mai stata nelle mani di Matteo. Dopo un primo parziale decisamente combattuto e portato a casa da Sam al tie-break, non si è fatta attendere la reazione del Next Gen azzurro che ha rifilato un 6-2 all’avversario e rimandato tutto al terzo e decisivo parziale. Qui un opaco turno di servizio in apertura ha di fatto consegnato il match a Querrey, che non ha tremato sino alla fine. Non brillantissimo il match di Berrettini, è vero, ma le critiche sarebbero, anzi, sono da evitare. Il ragazzo ha dimostrato sul campo di esser maturato e non poco sotto diversi punti di vista, non saranno un paio di sconfitte all’esordio a minare le sue certezze. Per altro sul veloce Sam Querrey è un giocatore molto esperto, che ha nelle corde anche lo scalpo di lusso. Sarà importante per l’allievo di Santopadre ricaricare le batterie in fretta per Miami.

CECCHINATO – Il numero uno d’Italia è stato battuto in due set dallo spagnolo Albert Ramos-Vinolas che ha mostrato tutta la sua esperienza nel giocare queste partite. Il palermitano è partito bene, ma con il passare del tempo si è sciolto come neve al sole dando la sensazione di non riuscire a trovare la chiave di lettura giusta per poter scardinare il solido palleggio del suo avversario. Cecchinato ha bisogno di punti, e questo lo sa benissimo anche lui, visto che sulla terra rossa ne difende la bellezza di 1200, ma questa cosa non deve diventare una ossessione. Con più calma e tranquillità all’interno della partita l’azzurro può riuscire a rimettere le cose a posto senza particolari patemi d’animo, già a partire da Miami.

FOGNINI – Ben diversa è la situazione per Fabio Fognini. Il ligure dopo un Australian Open tutto sommato da sufficienza in pagella, sta inanellando sconfitte su sconfitte al primo turno. A preoccupare però non sono i match persi in sé per sé, ma le modalità con cui Fabio li perde. Lo 0-2 contro Radu Albot è eloquente, 0-6 6-7 lo score al termine di un match a tratti dominato dal moldavo, che è in un ottimo momento di forma, ma non tale da giustificare una debacle così evidente da parte dell’azzurro. È chiaro che le condizioni fisiche di Fognini non sono delle migliori per utilizzare un eufemismo e sarà necessario ritrovare la migliore forma in vista della stagione sul rosso, superficie preferita dal tennista di Arma di Taggia.

SEPPI – Che dire invece di Seppi? La sconfitta contro Peter Gojowczyk in due set non ce la aspettavamo, certamente nemmeno lui, ma non si può pretendere tanta continuità di risultati da Andreas. Il 35enne altoatesino è stato tuttavia protagonista del solito brillante avvio di stagione a Melbourne e successivamente di un paio di buone prestazioni a Rotterdam e Delray Beach, una di queste proprio contro Gojowczyk. Non è dunque il caso di far drammi nella sua situazione e ne è conscio lo stesso Andreas. A Miami sarà ancora sul campo a dar battaglia, come del resto fa da quasi due decenni nel circuito maggiore. La speranza è che fra pochi giorni a Miami torni a splendere il sole sull’Italia del tennis, a partire dalle qualificazioni.

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