Riforma Coni, Pancalli: “L’autonomia dello sport va salvaguardata”

Luca Pancalli - Foto Sportface

L’autonomia dello sport è qualcosa di importante e va salvaguardata. Lo ha dichiarato il presidente del Comitato italiano paralimpico Luca Pancalli commentando le novità in materia di sport introdotte dal governo all’interno della legge di Bilancio. “Da uomo di sport ho posto tre domande al sottosegretario Giorgetti, spogliandomi del ruolo istituzionale al quale tengo particolarmente – ha spiegato il numero uno del Cip a margine della conferenza di presentazione del Festival della Cultura Paralimpica, nella sede Rai di Roma – La prima domanda riguarda l’obiettivo della riforma. La seconda è una riflessione sull’autonomia dello sport, una riflessione che deve essere di tutti, perché tutti gli uomini di sport non possono che partire da questo. L’autonomia dello sport è una cosa che non si declina soltanto nei convegni, ma ha segnato momenti di storia di questo Paese. Ricordiamoci pure il boicottaggio del 1984, il governo Craxi, la scelta che fece il Coni: l’autonomia dello sport non sono soltanto due parole messe insieme, ma è qualcosa di importante e va salvaguardata. Infine ho posto a Giorgetti una terza domanda su quale sarà il centro del sistema di elaborazione delle politiche sportive del Paese e quali saranno gli uomini e le donne che dovranno elaborare gli indirizzi di politica sportiva e poi la vigilanza sull’andamento”.

Pancalli aspetta dunque le risposte del governo ai tre quesiti: “Io ho posto queste domande, poi dovremo capire come si articoleranno i processi, come avviene sempre per le nuove norme e le riforme, in questo caso una rivoluzione – ha concluso il presidente del Cip – Se penso che le novità mettano in dubbio l’autonomia dello sport? Dipende dalla terza risposta, da chi e come saranno elaborati gli indirizzi di politica sportiva”.

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani