Tennis, Ljubicic: “Al 99% non allenerò nessuno dopo Federer”

Roger Federer - Foto Roberto Dell'Olivo

Ivan Ljubicic, attuale allenatore di Roger Federer ed ex numero 3 del mondo, durante questo periodo di quarantena forzata ha ripreso una delle sue vecchie passioni: gli scacchi. Il coach in un’intervista a La Stampa ha raccontato: “Gli scacchi mi sono sempre piaciuti, fin da bambino. Ho sempre amato ragionare sulle strategie, le cose veloci non fanno per me. Ad esempio non riuscirei mai a giocare a un videogioco di Formula 1. Seguo molto il Tour mondiale. Il mio preferito è Magnus Carlsen, ha saputo cambiare il gioco, un po’ come Federer. Carlsen è il Federer degli scacchi. Capita che a volte Roger giochi insieme a me. Che stile ha la sua scacchiera? Sempre all’attacco, cerca soprattutto di mangiare più pezzi possibili”. Ljubicic ha parlato anche dell’operazione subita dal sei volte campione Slam al ginocchio: “È ancora in fase di recupero, la pausa non ha inciso ancora molto. Sarà comunque pronto per la ripresa. Ancora non pensiamo a programmare il 2021, ma lui pensa di giocare fino a 100 anni, quindi…”. 

L’allenatore croato, che è al fianco di Federer dal 2015, ha parlato del suo lavoro e ha svelato che molto probabilmente sarà la sua ultima esperienza come coach: “Un bravo allenatore deve saper ascoltare e separare il lato emotivo da quello obiettivo. La mia filosofia far maturare il giocatore, il coach non può decidere tutto. Al 99% non allenerò nessuno dopo Federer. Sto sviluppando la mia società di management, LJ Sport Group. Vorrei sviluppare un nuovo tipo di management sportivo, perché al momento c’è tanta confusione sul tipo di contratti. Servono più tutele. Potrò seguire qualcuno come consulente, lo faccio già con Coric e altri giovani promettenti. Però nella vita mai dire mai“. Per quanto riguarda la ripresa del tennis, Ljubicic è curioso di sapere cosa succederà: “Se da un lato il tennis come sport sarà tra i primi a riprendere, temo che a livello professionistico sarà uno degli ultimi. Dipenderà dall’ATP, ma anche dalle direttive sugli spostamenti dei governi. È difficile immaginare chi sarà più avvantaggiato. Darei un po’ di vantaggio a chi sa gestire le emozioni, ma è anche vero che gli ‘anziani’ avranno un anno in più. Sarà molto interessante”.