Tennis, Atp Finals 2016: Andy Murray supera Raonic dopo quasi 4 ore e va in finale

Andy Murray - Foto Ray Giubilo

Andy Murray è il primo finalista delle Atp World Tour Finals 2016 a Londra: lo scozzese ha sconfitto Milos Raonic col punteggio di 5-7 7-6(5) 7-6(9) dopo 3 ore e 38 di gioco. Si tratta del match più lungo nella storia delle Finals da quando si giocano al meglio dei 3 set. Partita davvero rivedibile dal punto di vista tecnico per il numero 1 del mondo che ha portato a casa il match spinto dalla sua grande tenacia. Sul risultato finale pesano le occasioni mancate da un comunque buonissimo Raonic che, prima di sprecare un match point nel tie-break, era stato avanti di un set e un break. Murray intanto conserva la prima posizione mondiale, mentre attende l’altro finalista delle Finals che uscirà dalla sfida tra Novak Djokovic e Kei Nishikori.

Erano 11 i precedenti giocati fra i due prima di oggi. In vantaggio lo scozzese per 8-3 con un parziale di 7-0 e l’ultima vittoria per 6-3 6-3 in quel di Cincinnati. Lo scontro più prestigioso rimane però la finale a Wimbledon con la vittoria di Murray in 3 set. Per Raonic l’ultima vittoria è invece quella ad Indian Wells nel 2014. Il numero 1 del mondo arriva in semifinale dopo un percorso immacolato nel girone grazie alle vittorie su Cilic, Nishikori e Wawrinka, mentre Raonic, dopo la vittoria con Monfils e la sconfitta con Djokovic si era qualificato grazie alla vittoria nello spareggio contro Dominic Thiem.

Dopo 2 game, si intuisce chiaramente la chiave del match: entrambi i giocatori tengo la battuta senza concedere palle break, ma la testa di serie numero 4 appare in difficoltà senza l’ausilio di un buon servizio. Le prime difficoltà per Murray arrivano nel quinto gioco, quando Raonic trova il coraggio per spingere tantissimo in risposta e si procura una palla break. Lo stesso Raonic però spreca tutto steccando la risposta sul suo vantaggio tanto da aiutare l’avversario a tenere la battuta per andare sul 3-2. La prestazione di Murray nel primo set continua però a non convincere: in campo appare poco presente dal punto di vista mentale, di conseguenza anche nervoso e meno lucido del solito. Raonic intanto continua ad essere aggressivo e a trovare grande profondità fino ad arrivare ancora una volta a palla break. Il canadese però manca ben 3 occasioni, con Murray che gioca con grande attenzione nel momento difficile e sale 5-4 Il break però è solo rimandato di 2 giochi: nell’undicesimo gioco infatti, Murray gioca in maniera ancor più disastrosa consegnando il break all’avversario con un doppio fallo. Raonic ringrazia e, come aveva fatto praticamente per tutto il set tiene bene il servizio e chiude col punteggio di 7-5 il primo parziale. Troppo poco profondo nello scambio Murray, che non riesce ad alzare il ritmo e offre a Raonic la possibilità di spingere e portare casa i punti.

Nel secondo gioco del secondo set arriva quello che sembra essere un altro momento di svolta della partita. Sotto 1-0, Raonic gioca il suo peggior game del match alternando, alle solite cannonate di dritto, troppi errori. Nonostante questo però, il numero 1 del mondo oggi è davvero irriconoscibile e non riesce a sfruttare i gratuiti dell’avversario, sprecando con due bruttissimi errori altrettante palle break. Superata la difficoltà, Raonic, che insiste col suo tennis propositivo strappa addirittura il servizio all’avversario e si issa sul 2-1. Ma quando tutto sembra già deciso, col canadese avanti di un set e di un break, succede l’inaspettato. Il 25enne di Podgorica accusa un clamoroso passaggio a vuoto e permette al britannico di ricucire lo strappo in un batter d’occhio. Mentre Murray prova ad essere finalmente aggressivo lottando anche con se stesso, Raonic è bravo a salvarsi nel sesto game annullando altre due chance di break per il beniamino di casa. Il campione in carica di Wimbledon, più che fisicamente, sembra non aver più energie mentalmente: a muoverlo oggi è quasi sempre l’orgoglio, con un Raonic nettamente più sveglio in campo. A dimostrarlo ulteriormente è il decimo game, quando il canadese prima recupera da 0-30 e poi “pugnala” l’avversario con il suo amato servizio e tiene in equilibrio il set sul 5-5. L’unico epilogo possibile è così il tie-break: dopo 2 ore e 18, Murray riesce a portare il match al set decisivo chiudendo il tesissimo gioco decisivo per 7-5. Dopo essersi portato sul 5-3 grazie ad un mini-break, il numero 1 del mondo si vede recuperare il distacco con un nastro fortunato per l’avversario prima di vincere il set grazie ad un ulteriore mini-break conquistato con una grande risposta.

Nel set decisivo Raonic parte subito forte fino a procurarsi le prime chance di break nel secondo gioco: ma ancora una volta il canadese grazia l’avversario non concretizzando le opportunità contro un Murray che continua a non trovare profondità negli scambi. Il giocatore al servizio fa sempre la differenza nella prima parte del set, ma comunque tutti i giochi sono estremamente equilibrati e la partita è a tratti indecifrabile. L’equilibrio si rompe a cavallo tra l’ottavo e il nono gioco. Mentre Murray recupera da 0-30 e pareggia i conti, il canadese sbaglia un facile dritto in campo aperto e cede sul più bello il servizio a 0. Ma il Murray di oggi non ha la giusta cattiveria per chiudere il match e così Raonic non esita a punire l’avversario per rientrare, con un altro ribaltamento di fronte, in corsa per il terzo parziale. Ma il servizio, a questo punto, non fa più alcuna differenza e c’è ancora spazio per uno scambio di break: Murray manca ancora la chiusura sul 6-5 e la partita arriva giustamente al tie-break per decretare il primo finalista alla O2 Arena. Il tie-break rispecchia praticamente l’andamento del match dal secondo set. Murray parte meglio, ma nel momento clou si fa recuperare. La fine è al cardiopalma, con il britannico che sciupa addirittura 4 match point. Alla fine dopo 3 ore e 38 minuti gioco, lo scozzese chiude col punteggio finale di 5-7 7-6(5) 7-6(9) nel match più lungo, al meglio dei 3 set, nella storia delle Finals. Tanti rimpianti per Raonic che avrebbe forse potuto chiudere in 2 set, contro il peggior Murray degli ultimi mesi. Ma il numero 1 del mondo, grazie alla migliore attitudine ai momenti clou, non perdona l’avversario e raggiunge per la prima volta in carriera la finale nel torneo con i migliori 8 dell’anno. Con questa vittoria, rimane al sicuro, almeno fino a domani, la vetta del ranking: l’avversario di domani di Murray verrà fuori dalla sfida di questa sera tra Kei Nishikori e Novak Djokovic con il serbo obbligato ora a vincere il torneo per ritornare al numero 1 della classifica.

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Nato a Chieti il 07/01/1998, sono uno studente col sogno nel cassetto, da sempre, di diventare giornalista sportivo. Amante del calcio e della Vecchia Signora, sono diventato malato di tennis vedendo Rafa Nadal, grande fonte di ispirazione per le battaglie quotidiane