Il calcio, da sempre considerato il re indiscusso dello sport italiano, sembra ormai avere una compagnia scomoda. E non parliamo di un altro sport qualsiasi, ma del tennis. Se in passato il campionato di Serie A monopolizzava l’attenzione del pubblico, oggi c’è qualcosa che potrebbe scalfire questa posizione.
Domenica, in un momento che tanti avrebbero considerato impossibile, il derby della capitale si sarebbe dovuto giocare alle 12.30, mentre la finale degli Internazionali d’Italia, uno degli appuntamenti più prestigiosi del tennis mondiale, è programmata per le 17.00. Ma quest’ultima non è una partita come le altre, è un simbolo.
Binaghi distrugge il calcio: “Sorpasso del tennis”
A fare una riflessione in merito è stato Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), che non ha usato mezzi termini: “Da mesi sostengo che il tennis italiano abbia ormai superato la Serie A a livello di interesse nazionale”. Parole forti, un’affermazione che potrebbe far storcere il naso a chi ha il calcio nel cuore, ma che trova terreno fertile in un contesto sportivo che sta cambiando rapidamente.
Il tennis italiano non è mai stato così protagonista. La generazione di tennisti che ha portato l’Italia in vetta alle classifiche mondiali, con nomi come Jannik Sinner e Jasmine Paolini, è diventata un fenomeno di massa.
Il pubblico non si limita più a seguire i grandi campioni solo durante i tornei Slam, ma ormai vive gli Internazionali di Roma con una passione che si avvicina, se non addirittura supera, quella che ha da sempre accompagnato il calcio.
Il conflitto con il derby della capitale
Questa diatriba con il derby della capitale, programmato per le 12.30, non è casuale. Un orario che potrebbe sembrare ideale per evitare sovrapposizioni televisive con il calcio, ma che ha sollevato più di qualche polemica, anche tra gli appassionati. Non è difficile immaginare il conflitto che si sta scatenando tra le tifoserie e gli amanti di uno sport e dell’altro. Il tennis, da un lato, ha un appeal che cresce ogni anno, mentre il calcio, con la sua storicità e tradizione, non può fare a meno di risentire di questo crescente interesse verso il suo rivale sportivo.
Binaghi, che in passato non ha mai nascosto il suo desiderio di vedere il tennis come uno sport di punta in Italia, non ha intenzione di fare marcia indietro: “La finale resta alle 17.00”, ha dichiarato con fermezza. A prescindere dalle lamentele di chi sperava in un compromesso che potesse unire entrambe le passioni, il tennis ha preso la sua posizione e non sembra intenzionato a cedere il passo.









