Sci alpino, discesa Kitzbuehel: Dominik Paris vince sulla Streif, Peter Fill quarto

Dominik Paris - Foto Gio Auletta/Pentaphoto

Italia da brividi sulla Streif. Dominik Paris vince la discesa libera di Kitzbuhel, valevole per la Coppa del Mondo di sci alpino, e Peter Fill invece chiude quarto. Una gara emozionante ed entusiasmante che ha visto gli azzurri pennellare le curve e i salti della mitica pista austriaca in modo eccezionale. Secondo Valentin Giraud Moine, terzo Johan Clarey, i due francesi si mettono in mezzo ai due italiani, ma non possono rovinare la grande prestazione azzurra. Menzione anche per Beat Feuz che aveva quasi un secondo di vantaggio su Paris quando ha sbagliato a pennellare il salto ed è finito sulle barriera, fortunatamente nulla di grave per lui.

L’azzurro ha realizzato una prestazione straordinaria. Si tratta della seconda vittoria in carriera su questa pista. Un risultato che possono vantare solamente in pochi e che lo iscrive, di diritto,  nella storia di questo sport. Della sua prova ha colpito la sicurezza con cui ha affrontato i passaggi più complessi della Streif: il salto della Mausefalle, la sequenza di curve da affrontare immediatamente dopo e l’ingresso al gran traverso dell’Hausbergante, nel quale ha raggiunto una delle velocità più alte registrate oggi e dove, probabilmente, ha vinto la gara. In quel punto nessuno ha fatto meglio di lui. C’è da dire che lo svizzero Beat Feuz avrebbe potuto toglierli la vittoria. Ma proprio all’altezza dell’ Hausbergkante ha perso la linea, sbilanciato dalla forza centrifuga,   andando a finire sulle reti di protezione. Secondo è arrivato a sorpresa il giovane francese Valentin Giraud Moine, a 21 centesimi di ritardo. Sulla terza posizione del podio è salito il connazionale Johan Clarey, distaccato di 33 centesimi. La coppia di discesisti  francesi si è comportata davvero bene e per poco non ha rovinato la festa al nostro atleta. Non da meno è stata la prestazione di Peter Fill. L’azzurro ha eseguito delle linee fantastiche, in particolare dopo il salto della Mausefalle, rimanendo sempre molto pulito e dominando la forza centrifuga che normalmente porta tutti gli atleti fuori di linea. Per soli 7 centesimi non ha raggiunto il podio.

Le condizioni odierne della Streif sono risultate perfette, con la presenza di grandi lastroni di ghiaccio su tutto il percorso di gara.  Le temperature molto basse di questi giorni hanno permesso che si formasse un fondo estremamente duro. Da menzionare la grande partecipazione del pubblico. Intorno al traguardo si sono radunate più di 50mila persone.

Bella la gara di Carlo Janka. Lo svizzero ha compiuto una discesa quasi perfetta, commettendo solo qualche errore di traiettoria nell’ingresso all’Hausbergkante e perdendo, conseguentemente, la  velocità necessaria per affrontare al meglio lo Zielschuss. In conclusione è arrivato quinto. Da sottolineare la prova del francese Adrien Theaux. A parte qualche errore di linea all’altezza dell’ Alte Schneise è stato uno dei migliori interpreti della Streif. Settimo alle spalle del canadese Erik Guay.  L’austriaco Hannes Reichelt, invece,  è stato autore di prestazione sfortunata. Avrebbe potuto raggiungere il podio, se non avesse commesso un grave errore d’impostazione nell’eseguire la curva situata appena dopo il salto della Mausefalle. Questo fatto l’ha costretto ha spigolare in modo eccessivo,  fino quasi a fermarsi. Per quanto riguarda il norvegese Kjetil Jansrud, sicuramente uno dei favoriti sulla carta, ha sofferto il fondo ghiacciato, contenendo eccessivamente la propria azione e non risultando veloce nel complesso della gara. Addirittura 29esimo. Riguardo la prestazione della squadra italiana, rimane un grande rammarico per la gara di Christof Innerhofer. L’azzurro ha disegnato fin dal principio delle traiettorie al limite dell’uscita, in particolare dopo il salto della Mausefalle. Ciò nonostante stava facendo registrare dei parziali davvero ottimi. Ma quest’atteggiamento l’ha condotto ad incorrere in un grave errore che gli ha compromesso la gara, toccando le protezioni sulla Steilhang fino quasi a cadere. Un fatto simile successe a Bode Miller qualche anno fa. Emanuele Buzzi 37esimo. Mattia Casse ha dovuto ripetere la discesa.