Campaccio Cross Country 2018, dominio africano. Il favorito Chelimo finisce terzo

di - 7 gennaio 2018
Paul Chelimo
Paul Chelimo - Foto U.S. Army CC BY 2.0

“Terreno fangoso o ghiacciato?”. È stata forse questa la domanda che in molti si sono posti alla vigilia del Campaccio Cross Country 2018, gara inserita nel calendario ufficiale Cross Country Permit Meeting Iaaf (il massimo circuito mondiale di corsa campestre), e giunta quest’anno alla 61esima edizione. Nonostante l’età, il Campaccio, resta uno degli Over60 più affascinanti di sempre. La sua spettacolarità e storia, rendono il titolo della gara molto ambito nel mondo professionistico del Running. E il 6 Gennaio è oggi una delle date più attese per tutti gli amanti dell’atletica fatta di fango, sudore e scarpe chiodate.

LA GARA MASCHILE – Tutti lo vogliono, ma solo uno lo vince. E quest’anno, chi ha conquistato il titolo? “Africa, Africa, America”, risponderebbe così un mio amico. Ed effettivamente, avrebbe ragione. In gara maschile è James Kibet (Kenya) a salire sul gradino più alto del podio. Grazie alla sua ottima preparazione chiude la gara in 29’34”, entrando con ginocchia alte e ampie falcate nell’albo d’oro di questa storica gara italiana. Sognava questa vittoria, e il percorso sembrava fosse stato tracciato ad hoc per le sue caratteristiche fisiche. Ma è stato nella parte finale che Kibet, grazie alle energie che ormai altri avevano già esaurito, ha tirato fuori il meglio di sè e ha conquistato il titolo tanto ambito. Sul secondo gradino del podio troviamo Tesfaye Deriba (Etiopia) in 29’34”, medesimo tempo del vincitore. E a chiudere l’arrivo dei Re Magi il giorno dell’Epifania è l’americano Paul Chelimo, l’uomo più atteso e favorito della vigilia, in 29’38”.

I colori della nostra nazionale li troviamo al sesto posto: il primo italiano è infatti Yeman Crippa, in 29’51”. A fine gara il giovane Crippa guarda con ammirazione i primi tre fuori classe, ma nel cuore sogna quel podio più che mai. Yeman ha dato tanto, anzi “ho dato il massimo”, dice lui stesso, e in gara non è sicuramente passato inosservato. Ha preceduto il norvegese primatista europeo di maratona Sondre Nordstad Moen, settimo in 30’00”. Una gara quindi da incorniciare per Crippa; una gara dove è riuscito ad essere uno dei protagonisti assoluti; e una gara dove verrà ricordato non tanto per la sua originale capigliatura, ma per una prestazione da manuale fatta di grandi sogni e tanta determinazione. In soli 4” si completa il podio maschile. E in 26” troviamo i primi sette che hanno tagliato il traguardo. Ecco cosa si intende quando si dice “il fascino del Campaccio”. Purtroppo l’amaro in bocca per non aver potuto vedere in gara il grande Daniele Meucci, resta. Ma ora auguriamo al nostro atleta solo un rapido e sereno recupero.

LA GARA FEMMINILE – E in gara femminile? “Africa, Africa, Africa”, mi direbbe così lo stesso amico di prima. E anche qui, avrebbe ragione. Alla vigilia ancora si pensa all’assenza della nostra Sara Dossena. La voglia di vederla lottare in gara e di poterla ancora una volta tifare in una gara itnernazionale come il Campaccio, era veramente tanta. Ma adesso speriamo solo di rivederla presto in gara. Dopo questo infortunio, si rialzerà più forte di prima come solo lei sa fare. Quindi noi, non faremo altro che attenderla per poterla nuovamente acclamare. Start list modificata, ma comunque grandi attese di spettacolarità fin dall’inizio.

Una gara combattuta più che mai, che ha visto vincere con grinta la giovane Lilian Rengeruk (Kenia), classe 1997. La giovane atleta , già medaglia di bronzo ai mondiali di cross 2017, sapeva che la gara sarebbe stata dura e che la qualità delle altre atlete l’avrebbe costretta a sgomitare e lottare fin dall’inizio. Ma la ragazza non si è lasciata intimorire da nessuna, e alla sua prima gara dell’anno, porta a casa il titolo in 19’02”, battendo di un solo secondo la favorita Agnes Tirop (Kenia). Taglia il traguardo venti secondi più tardi Gete Alemayeu (Etiopia), che completa il podio chiudendo la gara in 19’23”. Solo quarta , in 19’28”, Hellen Obiri, la vincitrice del Campaccio dell’edizione 2017.

L’Italia la troviamo al settimo posto grazie a Valeria Roffino, portacolori delle Fiamme Azzurre, che stoppa il cronometro in 20’39”, e al nono posto con Merlo Martina (C.S. Aeronautica militare), in 20’55”. Una gara combattuta fin dall’inizio anche quella femminile. Una gara che, grazie al netto dominio africano ai vertici, ha donato grandi emozioni agli spettatori, regalando ai presenti uno sprint finale da standing ovation.

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