Tokyo 2020, Gallinari: “Sognavo le Olimpiadi ed ero convinto che ci saremmo qualificati” (VIDEO)

Danilo Gallinari - Foto Sportface Danilo Gallinari - Foto Sportface

A margine della presentazione della Nazionale di basket che volerà all’Olimpiade di Tokyo 2020, ospitata dall’Aula Magna del Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” dell’Acqua Acetosa di Roma, Danilo Gallinari è stato intervistato su diversi temi.

L’OLIMPIADE – “L’Olimpiade è sempre stato il mio sogno più grande. Per i giocatori della mia generazione l’NBA non era una cosa vicina: in testa avevo la Nazionale e le Olimpiadi. Ci eravamo andati vicini, adesso ci siamo e sono davvero contento”.

LA CONZIONE FISICA – “La stagione è stata lunga e tosta ma ci siamo, sani e pronti per l’Olimpiade”.

SERBIA-ITALIA – “Ho visto Serbia-Italia a casa con la mia famiglia ad Atlanta. I ragazzi hanno dominato tecnicamente e fisicamente, tenendo il controllo dall’inizio con percentuali altissime”.

GLI USA – “Quella americana una cultura diversa. Loro non crescono con la cultura e il sogno delle Olimpiadi, crescono con altri obiettivi. A scuola e al college non sognano le Olimpiadi”.

IL PADRE – “Mio padre è contentissimo. Non è uno che fa molti complimenti, non me li ha mai fatti. Nonostante io non abbia giocato in Serbia, era particolarmente orgoglioso del fatto che io faccia parte di questo gruppo straordinario”.

LA QUALIFICAZIONE A TOKYO – “Sono stato al telefono con Melli prima della partita in Serbia. Ero convinto che saremmo andati a Tokyo, che era il nostro momento. A fine stagione in NBA ero inca***to ma in me c’era anche il pensiero fisso dell’Olimpiade”.

IL CONTRIBUTO DEL GALLO ALLA NAZIONALE – “Penso di poter dare quel che ho sempre dato alla squadra, non ho segreti. Questa squadra è versatile e intercambiabile nei ruoli, anche io lo sarò”.

IL RICORDO OLIMPICO – “Mi viene in mente l’argento conquistato dalla Nazionale nel 2004 ad Atene. È il mio primo ricordo dell’Olimpiade”.

LE PORTE CHIUSE – “Torneremo ai tempi della bolla di Orlando. Ogni giocatore preferirebbe giocare davanti a 20.000 spettatori, ma non sarà così. Dovremo essere forti mentalmente. In ogni caso proveremo a vincere”.

IL GIRONE DI TOKYO – “Sarà un girone molto difficile. La forza dell’Australia si conosceva, sapevo che la Nigeria fosse una squadra tosta e la Germania ha fatto molto bene nel Preolimpico”.

IL GESTO CONTRO IL RAZZISMO – “Inginocchiarsi? Ci hanno detto che non sarà possibile fare alcuna dimostrazione eclatante legata e religione, razzismo, politica ecc. Penso che nessuno potrà farle”.

L’autore: /

Giornalista pubblicista romano classe ‘95, è laureato in Scienze della Comunicazione e sviluppa in campo e alla tastiera le sue passioni per tennis e calcio più o meno da quando è nato. Profondo estimatore di David Ferrer, del sushi e di Cesare Cremonini, riassume le proprie intuizioni (si fa per dire) su Twitter e consuma le restanti energie svolgendo il ruolo di caporedattore di OkCalciomercato.it. “Ma qualcuno deve pur farlo…”