La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 si arricchisce di un forte significato simbolico grazie all’annuncio dei portabandiera della Bandiera Olimpica, figure chiamate a rappresentare i valori fondanti dei Giochi davanti a milioni di spettatori.
Saranno dieci i protagonisti complessivi, otto presenti allo stadio San Siro di Milano e due a Cortina d’Ampezzo, località iconica delle competizioni invernali. Non semplici nomi illustri, ma personalità provenite da mondi diversi accomunate da storie di eccellenza, resilienza e dedizione al bene comune.
Pace, diritti e inclusione sul palcoscenico olimpico
Tra i portabandiera spiccano figure di grande rilievo internazionale. Il giapponese Tadatoshi Akiba, sindaco di Hiroshima per oltre un decennio, è noto a livello globale per il suo instancabile impegno a favore del disarmo nucleare.
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Accanto a lui la brasiliana Rebeca Andrade, ginnasta simbolo di determinazione, capace di tornare ai vertici mondiali dopo una lunga serie di infortuni. Forte anche la presenza di protagonisti legati a temi sociali: la nigeriana Maryam Bukar Hassan, artista oltre che Global Peace Advocate, impegnata nella promozione della parità di genere, mentre l’italiano Nicolò Govoni, più volte candidato al Premio Nobel per la Pace, ha dedicato la propria vita alla tutela dei minori rifugiati.
Completano questo quadro Filippo Grandi, ex Alto Commissario ONU per i rifugiati e oggi vicepresidente della Olympic Refuge Foundation, e Cindy Ngamba, medaglietta con il Refugee Olympic Team a Parigi 2024, simbolo di speranza e integrazione.
Le leggende dello sport e il legame con l’Italia
Il modo dello sport sarà rappresentato da autentiche icone. Il keniano Eliud Kipchoge, considerato uno dei più grandi maratoneti di sempre, incarna l’idea di eccellenza e disciplina assoluta. Con lui il tengano Pita Taufatofua, atleta simbolo di universalità olimpica, primo a gareggiare sia ai Giochi Estivi sia a quelli invernali per il proprio Paese.
Forte anche il legame con l’Italia: Franco Nones, storico olimpico nello sci di fondo a Grenoble 1968, e Martina Valcepina, azzurra dello short track, rappresentano il passato glorioso e il presente competitivo dello sport italiano.
Insieme, questi dieci portabandiera accompagneranno la Bandiera Olimpica in una cerimonia che promette di unire memoria, valori e futuro, danno un volto umano ai principi universali dei Giochi.










