Il Mondiale Rally WRC cambia i suoi piani annullando il gran finale nel deserto saudita. Il titolo iridato si deciderà sulle strade sterrate della Sardegna.
La resa della FIA e la sfida in Sardegna tra Evans e Pajari
La decisione era nell’aria da tempo, ma adesso è ufficiale. La tappa in Arabia Saudita, originariamente in programma a novembre, esce dal calendario mondiale. La cancellazione è legata alle forti tensioni che stanno interessando la regione mediorientale e al conseguente impatto logistico.
La Federazione internazionale, pur cercando soluzioni per mantenere la gara, si è dovuta arrendere. Le stesse case costruttrici si sarebbero messe di traverso, rifiutandosi di mandare il personale in zone a rischio, anche per questioni assicurative. L’evento non sparirà del tutto, perché si correrà lo stesso, ma i tempi saranno validi esclusivamente per il campionato locale.
Questo imprevisto chiude in anticipo la stagione iridata. Il sipario calerà in Italia sugli sterrati della Sardegna, dal 1 al 4 ottobre. Sarà proprio la 13esima prova a incoronare il vincitore di quest’anno.
La sfida finale si preannuncia spettacolare. I due contendenti della Toyota, Elfyn Evans e Sami Pajari, arriveranno infatti sull’isola separati da appena 17 punti in classifica. Le strade sarde saranno il palcoscenico di un durissimo scontro diretto.
L’amarezza di Ben Sulayem e il rinvio al 2027
Cosa è successo nel Rally d’Arabia Saudita? Dietro le quinte l’impegno è stato massimo per evitare l’annullamento. Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha affrontato la situazione in modo diretto. Ha spiegato che nei mesi scorsi il confronto con i referenti sauditi e con i promotori è stato continuo per salvare la gara. “Tuttavia, i continui sviluppi a livello regionale implicano che la componente WRC del Rally d’Arabia Saudita non si terrà quest’anno”, ha precisato il dirigente.
Ha poi ammesso che queste scelte non sono mai facili, soprattutto pensando al grande lavoro organizzativo sprecato. I vertici dell’automobilismo guardano però già avanti. L’intenzione è quella di collaborare con i partner locali per riportare il mondiale nel deserto a partire dalla stagione 2027. Per confermare i buoni rapporti, Sulayem ha ringraziato le istituzioni, la federazione araba e il principe Khalid bin Sultan Al-Abdullah Al-Faisal.
Il progetto saudita, insomma, non è naufragato per sempre, ma soltanto messo in pausa aspettando momenti più tranquilli. Intanto però l’Italia avrà l’onore di deciedere il Mondiale, il nostro Paese sarà la meta del gran finale, un po’ come dovrebbe accadere ad Imola per la F1.









