La 6 Ore di Spa-Francorchamps valida per il Mondiale WEC si è conclusa con le vittorie di BMW e McLaren, tra Hypercar e Gt3, al termine di una gara stravolta dall’ingresso di due Safety Car negli ultimi cento minuti.
Doppietta BMW e rimonta Ferrari tra le Hypercar
La categoria regina ha premiato chi ha saputo rischiare con la strategia, mentre i protagonisti della prima parte di gara sono usciti di scena in malo modo. L’incidente del poleman Malthe Jakobsen a due ore dal termine ha rimescolato i valori in campo, favorendo le vetture che si sono ritrovate fuori sequenza con le soste. La situazione è precipitata ulteriormente nell’ultima ora, quando un contatto innescato da Ayhançan Güven ha coinvolto la BMW di Farfus e la Ferrari di Pier Guidi, costringendo la 499P numero 51 al ritiro. Dopo la ripartenza, Antonio Félix Da Costa ha perso il controllo della sua Alpine nel tentativo di difendere la posizione da Riberas, finendo contro le barriere e vanificando le speranze del marchio francese.
In questo scenario caotico, la BMW numero 20 di Frijns, Van Der Linde e Rast ha preso il comando della corsa, conducendo la casa bavarese a una storica doppietta davanti alla vettura gemella numero 15 del Team WRT.
Il podio è stato completato dalla Ferrari numero 50 di Fuoco, Molina e Nielsen, autrice di una rimonta insperata dopo che le speranze di Maranello sembravano svanite.
La sesta piazza è andata alla Ferrari di Kubica, abile a precedere la Peugeot di Vandoorne, mentre la Genesis ha ottenuto l’ottavo posto conquistando i primi punti stagionali. Delusione per Cadillac e Alpine, che hanno pagato a caro prezzo errori e contatti nelle fasi decisive.
Finale mozzafiato e penalità nella classe LMGT3
Nella classe LMGT3 il verdetto è arrivato solo negli istanti conclusivi dopo un duello intenso risolto da un episodio ai box. La Ferrari di AF Corse è stata sanzionata con cinque secondi di penalità per una manovra pericolosa durante la ripartenza di Alessio Rovera, avvenuta proprio mentre transitava la McLaren numero 10 del team Garage 59. Questo provvedimento ha consegnato la vittoria all’equipaggio formato da Au, Fleming e Kirchhofer, che ha preceduto sul traguardo l’Aston Martin di Mattia Drudi. Il pilota italiano ha condotto una prova solida, assicurandosi il secondo posto insieme a Robichon e James. Il gradino più basso del podio è andato alla Porsche di Riccardo Pera, autore di una progressione costante che ha permesso al team Manthey di scavalcare la Ferrari di Rovera, scivolata in quarta posizione a causa della penalità ricevuta.
Dietro ai primi quattro, la Corvette numero 34 ha ottenuto il quinto posto davanti alla seconda McLaren di Garage 59, mentre la Lexus ha chiuso in settima posizione. La zona punti è stata completata dalla Porsche numero 91 e dalla Corvette numero 33, al termine di una corsa che ha confermato l’estremo equilibrio della categoria fino alla bandiera a scacchi.











