F1, ali mobili sotto inchiesta FIA? La Red Bull è nei guai, ma la Ferrari sembra sicura del suo progetto. I recenti incidenti di Verstappen hanno spinto la Federazione a indagare sulle nuove ali rotanti. Mentre la scuderia anglo-austriaca cerca soluzioni, a Maranello regna un clima di totale fiducia.
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La FIA ha deciso di accendere un faro sui progetti aerodinamici estremi dopo i 2 incidenti che hanno coinvolto la monoposto di Max Verstappen nelle ultime settimane.
Nelle qualifiche in Austria e nel finale di gara a Silverstone, il pilota olandese è finito a muro a causa di un malfunzionamento all’ala posteriore, rimasta parzialmente aperta in fase di frenata. Lo stesso campione del mondo ha espresso forte frustrazione, sottolineando il grave pericolo corso in entrambe le occasioni.
Il team di Milton Keynes ha confermato la presenza di 2 guasti distinti sul componente, sviluppato in tempi molto più rapidi rispetto alla concorrenza. Di fronte a questo scenario, la Federazione Internazionale ha fissato una serie di incontri urgenti con i vertici tecnici delle squadre coinvolte per esaminare a fondo i dettagli. L’obiettivo primario resta la tutela dei piloti, motivo per cui i commissari vogliono capire esattamente cosa impedisca al meccanismo della vettura rivale di richiudersi nei 4 decimi di secondo imposti dalle regole per garantire una guida sicura. Una situazione nella quale rischia di finire anche Ferrari, prima a portare in pista il progetto, seppur con le dovute accortezze, e a utilizzare l’ala “macarena” senza intoppi.
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L’indagine della FIA, però, sembrava destinata a toccare anche Ferrari, vittima degli errori della Red Bull. Secondo quanto trapela, invece, sul fronte italiano, la situazione appare diametralmente opposta.
Il dispositivo introdotto dalla scuderia modenese, ribattezzato “macarena” fin dal debutto a Miami, non ha mai registrato anomalie strutturali.
Gli ingegneri hanno dedicato numerose settimane alla calibrazione dell’attuatore, il quale gestisce una rotazione del flap di 225 gradi in senso orario per abbattere la resistenza aerodinamica sui rettilinei. Questa lunga fase di collaudo ha garantito un rientro perfetto del profilo entro i 400 millisecondi previsti.
L’architettura del sistema italiano differisce in modo sostanziale da quella avversaria, risultando molto più solida nelle fasi critiche di chiusura. Se i delegati federali dovessero riscontrare una reale criticità costruttiva sul progetto della Red Bull, le norme parlano chiaro. L’articolo C1.2 del regolamento tecnico autorizza i commissari a vietare con effetto immediato l’utilizzo di un elemento giudicato pericoloso per l’incolumità dei piloti.
La FIA però ha infatti il potere di bandire esclusivamente la soluzione problematica, permettendo a chi ha costruito un sistema sicuro e del tutto funzionante di continuare a gareggiare in pista senza subire alcuna limitazione.











