Euro 2016

Euro 2016: il pagellone del girone F

Cristiano Ronaldo - Foto Nazionale Calcio CC BY 2.0

Si è concluso ieri in una serata a dir poco spettacolare il girone F, senza dubbio il più emozionante di questo Euro 2016: accedono agli ottavi di finale Ungheria ed Islanda, entrambe a quota 5, mentre il Portogallo si salva per il rotto della cuffia strappando il pass come migliore terza per gentile concessione degli islandesi che superano per 2-1 in extremis l’Austria (ad 1 punto), costretta ad abbandonare la competizione.

UNGHERIA: VOTO 8.5

Dopo anni trascorsi relegata ai margini dei palcoscenici europei e mondiali, la formazione magiara sembra essere risorta come una fenice dalle proprie ceneri, rialzando la testa proprio al giro di boa: per proseguire l’avventura ad Euro 2016 serviva uno scatto d’orgoglio. L’Ungheria si è rivelata infatti una formazione a dir poco ostica: puntando tutto sulla compattezza difensiva e su un solido centrocampo, i magiari hanno messo in difficoltà chiunque, riuscendo a tenere per le briglie anche Cristiano Ronaldo. Il match di ieri contro i lusitani sancisce un verdetto storico per l’Ungheria, che ritorna tra le grandi d’Europa dopo una lunga assenza, posizionandosi prima nel proprio girone dopo una gara spettacolare terminata 3-3.

DZSUDZSAK: VOTO 8

Una prestazione che ha dell’incredibile quella del fantasista magiaro, che ieri sera si è riscoperto nelle vesti di trascinatore e leader assoluto, conducendo per mano la formazione magiara e firmando una strepitosa doppietta. Uomo del match, copre gli spazi, esercita un pressing asfissiante sui portatori di palla avversari, si sacrifica per la squadra svolgendo un ruolo essenziale anche in fase di copertura e soprattutto dimostra tutta la sua abilità nell’impostare la manovra offensiva. Vera e propria spina nel fianco per la retroguardia lusitana, Dzsudzsak ingaggia un duello a distanza persino con Ronaldo, anch’egli protagonista della serata con una doppietta da brividi.

PORTOGALLO: VOTO 6

Una qualificazione, come migliore terza del girone, ottenuta complessivamente più per demeriti altrui che per meriti propri. Dopo il pareggio contro i magiari, i lusitani sono agevolati dall’ennesima disfatta austriaca, in seguito alla rete di Traustason che riempie di gioia il cuore dei tifosi islandesi e spezza l’equilibrio del match, inchiodato sull’1-1. Opaca la prestazione dei ragazzi allenati da Santos in vista dello scontro con gli austriaci: è bastata infatti un impeccabile gioco di squadre ed una solida barriera difensiva a far vacillare anche le certezze di Cristiano Ronaldo, imbrigliato dall’ottima copertura dei centrali avversari e condizionato dall’ombra di se stesso in una serata davvero negativa per il bomber del Real Madrid. Cos’è mancato al gruppo di Santos in quest’assaggio di Euro 2016? Dalla sicurezza tra i pali, spesso messa a dura prova da Patricio alle prestazioni altalenanti di Carvalho, ciò che sembra tenere unita la nazionale lusitana è il carisma di Pepe e la fantasia di Nani. Contare solo ed esclusivamente su Ronaldo non si configura certo come la giusta chiave di lettura…

RONALDO: VOTO 7

“Ad aspera per astra”: il percorso di Cristiano Ronaldo ad Euro 2016 fino a questo punto, può essere riassunto da questa massima. Un avvio di certo poco brillante, la pressione da gestire, le eccessive aspettative riposte in lui, “il peso della corona” da sopportare, non gli consente sconti né ingenuità di troppo. Apparso spaesato e nervoso durante il confronto con l’Austria, il fantasista, dopo una prima frazione di gara in ombra, entra in partita sbagliando anche il più semplice gesto tecnico: dal clamoroso legno colpito ad innumerevoli palle gol non concretizzate, Ronaldo finisce per cedere sotto il peso della sua stessa grandezza, complice anche lo sfavore della dea bendata. Ma la fortuna, si sa, va aiutata ed il riscatto del portoghese non tarda ad arrivare: basta attendere il match contro l’Ungheria. Tante brillanti giocate, un colpo di tacco da dio del calcio e una rete di testa tengono vive le speranze del Portogallo in una gara che definire rocambolesco sarebbe assai riduttivo.

ISLANDA: VOTO 10

Testa e cuore, la rabbia e l’orgoglio, lo spirito di rivalsa ma soprattutto un’immensa voglia di divertire e divertirsi: questi soltanto alcuni dei segreti del successo islandese. “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo” recita una celebre canzone, che è diventato quasi l’imperativo categorico della nazionale islandese. Un’impresa storica per la formazione allenata da Lagerback che ottiene la qualificazione agli ottavi di finale entrando così di diritto nell’ambo delle 16 nazioni sul tetto d’Europa. Una cavalcata, quella islandese, che parte da lontano, almeno dalla storica qualificazione all’Europeo. I tifosi e la squadra non vogliono svegliarsi da questo bel sogno, la favola è appena iniziata (prossima avversaria, l’Inghilterra) e Bodvarsson e Traustason hanno dimostrato in concreto, anche nella serata di ieri, la consistenza e la forza di questa nazionale che continua a stupire il mondo del calcio a un passo dal possibile.

TIFOSI ISLANDESI E REAZIONE DEL TELECRONISTA: VOTO 10

Il video virale che sta facendo il giro del web nelle ultime ore e che riporta la reazione di un telecronista islandese alla vittoria della propria squadra del cuore, non può che meritare un voto da 10 in pagella così come gli stessi tifosi. Il bello del calcio è soprattutto questo: la capacità di aggregare cuori e personalità diverse nelle sfumature di un’unica, grande passione, l’adrenalina, la gioia, la sofferenza, l’amarezza, la delusione che tiene uniti milioni di tifosi che, almeno per un paio di ore, sembrano accantonare tutti i problemi, resettano i pensieri, dimenticano le differenze e si stringono tutti insieme nella speranza di raggiungere un unico obiettivo. E’ ciò che è accaduto ieri sera nel match tra Islanda e Austria: allo Stade de France, il battito di 25 mila cuori di fede islandese ha scandito il ritmo della gara, esplodendo di gioia incontenibile alla rete del vantaggio siglata in contropiede da Traustason al 94’ e dando prova al mondo intero di quanto possa essere forte la magia del calcio.

SportFace