Ferrari, dalla Germania: la Fia apre un’indagine sul sistema di alimentazione

Sebastian Vettel - Foto Daniel Hasl - Pexels

Il weekend brasiliano, nonostante si sia concluso da più di 48 ore, sta ancora alimentando tensioni e problemi, sopratutto in casa Ferrari. La squadra di Maranello non ha avuto un fine settimana semplice che si concluso con l’incidente in gara tra Vettel e Leclerc.  Uno scontro nato non solo dalla poca comunicazione nel team, ma sopratutto perché non c’è una gestione piloti adeguata. Ora, però, Mattia Binotto deve affrontare un nuovo problema legato nuovamente al sistema di alimentazione della SF90. 

Il quotidiano tedesco Auto Motor Und Sport rivela l’avvio dell’analisi da parte della FIA, iniziativa presa dalla stessa federazione, su alcuni elementi di alimentazione che si trovano tra il flussometro e il motore termico, confrontando i pezzi di tre monoposto: la Ferrari, una macchina motorizzata Ferrari (Alfa Romeo) ed una non motorizzata dal team di Maranello (dovrebbe essere la Red Bull).

Si sottolinea che è stata un’iniziata della FIA, perché nel corso del fine settimana in Brasile nessun team ha avanzato una richiesta ufficiale di controllo. E’ la federazione stessa che è voluta intervenire per tutelare l’immagine della F1. Proprio attraverso questi controlli si vuole dimostrare che la direttiva emessa ad Austin è stata rispettata.

Nel corso del gran premio degli Stati Uniti, infatti, la FIA ha pubblicato una direttiva in cui si diceva che il limite di carburante che poteva essere immesso nel motore era di 100 kg/hStando, però, sempre alle notizie riportate dal quotidiano tedesco a breve verrà introdotto nel motore un nuovo sensore.

Una vicenda nata a seguito delle dichiarazioni della Red Bull, secondo la quale la Ferrari utilizzerebbe qualche escamotage nel motore per avere più spinta. Ancor più diretto è stato Max Verstappen nel post gara ad Austin: «La prestazione negativa della Ferrari? Questo è ciò che accade quando smetti di barare». Dura la replica di Binotto: «Ho sentito di certe dichiarazioni davvero deludenti… sbagliate e non buone per lo sport. È un bene che ci sia stato un chiarimento da parte della Fia ma non ha avuto alcun impatto sulla nostra prestazione. In passato altri team avevano un vantaggio tecnico ma nessuno ha puntato il dito contro di loro».

Lo scorso fine settimana la questione doveva andare avanti, perché la Mercedes e la Red Bull erano pronte a far partire il ricorso contro la Ferrari, ma le prestazioni poco convincenti della Rossa hanno fatto desistere i team avversari. Secondo alcuni voci dal paddock, Binotto e tutto il suo entourage avrebbero in qualifica fatto un taglio di potenza al motore di 15 cv (0,2” ad Interlagos) al fine di non ricevere ulteriori controlli dalla federazione e per non destare sospetti.  Una spiegazione che potrebbe reggere visto il fatto che la SF90 è sì risultata ad Interlagos la monoposto più veloce nei settori in cui il motore conta, ma non di tanto rispetto alla Mercedes e Red Bull.