Formula 1

F1, le pagelle del GP Belgio 2017: Hamilton e Vettel ancora da urlo

Lewis Hamilton e Sebastian Vettel - Foto Bruno Silverii

Lewis Hamilton vince il Gran Premio del Belgio 2017, sul circuito di Spa il pilota Mercedes precede Sebastian Vettel e tiene aperto un Mondiale di Formula 1 sempre più entusiasmante. Ecco i nostri voti.

LEWIS HAMILTON: 10 – Il sabato ottiene la sua pole position numero 68, che gli consente di eguagliare Sua Maestà Michael Schumacher in cima a questa speciale classifica e il lavoro non è stato semplice, visto un Vettel formato super in qualifica che ha rischiato di rubargli la partenza dalla prima piazzola. La partenza è perfetta, deve gestire l’attacco di Vettel sul Kemmel, ma è bravo a difendersi. È il primo dei big a fermarsi, al giro 13, montando le soft. Prova a gestire il consumo delle gomme come fa anche il tedesco e i due fanno l’elastico. Dopo la Safety Car provocata dallo scontro tra le Force India, con gomme soft si difende dall’attacco di Vettel con ultra soft, come al via e ci riesce. Poi il tedesco è la sua ombra, ma non riesce a imbastire un attacco.

SEBASTIAN VETTEL: 10 – In qualifica è perfetto, ma non basta per battere Hamilton, nonostante anche il tedesco si dimostri un alieno sul giro secco. Parte bene, prova anche ad attaccare l’inglese sul rettilineo del Kemmel, ma Lewis si difende. Sceglie di non imitare subito Hamilton nella strategia, dato che le sue gomme non hanno avuto problemi di blistering, ma poi deve fermarsi per non lasciarlo scappare. Con le gomme più nuove di due giri, si avvicina tantissimo al rivale inglese e poi i due iniziano a fare l’elastico. Prova nuovamente ad attaccare Hamilton al Kemmel alla ripartenza, ma ancora senza successo. Poi continua a seguire l’inglese a un secondo di distanza, ma senza riuscire a tentare un attacco.

DANIEL RICCIARDO: 9 – Non riesce a passare Verstappen al via, poi lo segue. Le due Red Bull corrono in solitaria, troppo indietro rispetto a Ferrari e Mercedes, troppo avanti per tutti gli altri. Diventa 5° appena il compagno lascia la compagnia, poi 4° grazie alla penalità di Räikkönen. Bravo a passare Bottas e a prendersi il podio.

KIMI RÄIKKÖNEN: 6,5 – Il sabato sul più bello commette un errore e parte 4°. Prova a tenere il ritmo di Bottas, ma non riesce. Lo si rivede solo nel momento in cui, quando ancora non si è fermato, deve difendersi da Hamilton, ma l’inglese, con gomme nuove, non gli lascia scampo. Al termine dello stesso giro, il 16, si ferma anche lui, rientrando davanti a Ricciardo. Si prende una penalità di 10 secondi stop/go per non aver rallentato con le doppie bandiere gialle nel momento del ritiro di Verstappen e la sconta al giro 18, rientrando dietro a Ricciardo, Hülkenberg e Ocon. In tre giri si libera del francese della Force India e al giro 25 scavalca Hülkenberg. Gran sorpasso a Bottas alla ripartenza. Chiude 4°. Voto che è la media tra l’errore delle bandiere gialle e l’ottima manovra sul connazionale.

VALTTERI BOTTAS: 7 – Scatta dal 3° posto, si difende da Räikkönen. Nei primi giri è troppo lontano per impensierire Vettel e ha un bel vantaggio per difendersi dal connazionale. Soffre molto il blistering delle sue gomme, più dei suoi rivali diretti. Si ferma la tornata dopo il compagno, al giro 14, montando le soft. Dopo la penalità comminata a Räikkönen, non deve fare altro che portare la macchina al traguardo. Si fa fregare da Ricciardo e Bottas alla ripartenza.

NICO HÜLKENBERG: 9 – Al via rischia tantissimo con le due Force India. Bella lotta con Alonso, con sorpassi e controsorpassi. È il primo degli altri, 6° dietro a Ricciardo. Si ferma al giro 12 rientrando dietro a Pérez e Sainz, 8°. Dopo la sosta del messicano, attacca lo spagnolo della Toro Rosso, tornando al suo 6° posto, che diventa 5° dopo la penalità di Räikkönen, che però lo riprende al giro 25. Chiude 6°. Ormai non è più una sorpresa.

ROMAIN GROSJEAN: 8 – Naviga a centro classifica senza ambizione, lo si vede quando attacca Kvyat e viene attaccato da Pérez. Non si ferma durante la Safety Car e sale così al 7° posto. Grande strategia.

FELIPE MASSA: 8 – Si presenta con un incidente nei primi giri di libere, in qualifica è nelle retrovie, poi nelle prime fasi prova ad andare più lungo degli altri e si ritrova anche 8°. Si ferma al giro 12 per la sosta. Poi si ferma durante la Safety Car: sosta gratuita senza perdere tempo, chiude 8°. Grande risultato, considerando la scarsa competitività Williams.

ESTEBAN OCON: 7 – Al via tenta, con Hülkenberg e Pérez, di entrare in tre a Eau Rouge: follia. Viene stretto dal compagno (che non lo vede) contro il muro, per fortuna senza conseguenze. Poi è coinvolto nel super sorpasso di Alonso a Hülkenberg, tenta di passare il tedesco all’interno senza successo. Al giro 28 arriva il momento della seconda sosta, ma è troppo in ritardo per mantenere la posizione su Pérez e inizia un duello rusticano tra i due. Il francese polemizza via radio. Pérez lo chiude e i due fanno il danno: Ocon disfa il proprio alettone anteriore e buca la gomma del compagno. Riparte 10° dopo la sosta.

CARLOS SAINZ: 7 – Come Massa, scatta da dietro e si ritrova 9° approfittando delle soste altrui. Approfitta della Safety Car per trovarsi nuovamente in zona punti e la mantiene: 10° al traguardo.

LANCE STROLL: 6,5 – Williams qui non vuole saperne di funzionare, ma all’inizio fa peggio di Massa. Si ferma al giro 10. Anche lui usufruisce della sosta gratuita con la Safety Car, ma non riesce a entrare in zona punti. È 11°.

DANIIL KVYAT: 6 – Attardato di 20 posizioni per il completo cambio di power unit, in qualifica non brilla ed esce alla prima manche. Ha la sosta gratuita, ma non il ritmo del compagno. È 12°. Sufficienza per la buona rimonta.

JOLYON PALMER: 6 – È autore di una grande qualifica per i suoi standard, ma viene fermato da un guasto tecnico e si becca pure 5 posizioni di penalità. Sfortunatissimo, scatta 14°. Non parte bene ed è 15°. Si ferma al giro 10 per la sua sosta, come Magnussen e Stroll. Chiude 13°.

STOFFEL VANDOORNE: 5,5 – Si becca 65 posizioni di penalità nel GP di casa e la direzione gara è indecisa se farlo partire direttamente da Courtrai, suo paese natale, o dal centro di Bruxelles. Scatta ultimissimo, scavalca solo Ericsson (e Magnussen per la sosta supplementare) e naviga nelle retrovie. Al termine è 14°.

MARCUS ERICSSON: 5 – Naviga tristemente all’ultimo posto e senza il compagno in pista gli manca anche la battaglia. Fa un pit-stop anticipato, forse nella speranza di una Safety Car nel momento del ritiro di Verstappen che però non entra. Riesce a precedere, pur rischiando, il solo Magnussen, che però ha all’attivo una sosta in più dello svedese. È 15°.

KEVIN MAGNUSSEN: 5 – Al giro 10 si lamenta in radio che non riesce più a guidare con quelle gomme e si ferma. Alla ripartenza della Safety Car, rischia di fare strike e spiattella le gomme mentre era 9°, è costretto a una sosta supplementare e si ritrova ultimo e lì resta. 16°.

SERGIO PÉREZ: 3 – Rischia il patatrac preso a sandwich da Hülkenberg e Ocon all’ingresso di Eau Rouge, ma fortunatamente non avviene nulla. Poi naviga a vista, sorpassando solo il povero Alonso. Bella lotta con Grosjean e Kvyat, anche se poi taglia a Les Combes e, non avendo restituito la posizione al francese, si becca la penalità di 5 secondi sul tempo di gara. Si ferma per la seconda sosta al giro 26, rientrando 12°. Si vedono i fantasmi di Baku anche al giro 29, quando inizia un duello duro con Ocon. Pérez lo chiude all’uscita della Source, distruggendogli l’alettone che però gli buca la posteriore destra. Un folle il messicano. Rientra 14°, poi si ritira a due giri dal termine.

FERNANDO ALONSO: 8 – Sabato cerca e trova il gioco di squadra con Vandoorne che lo proietterebbe in Q3 se non fosse che a metà giro si sente un laconico e ormai ripetuto “No power” provenire dalla sua radio. Parte 10°, fa un’ottima partenza poi viene passato da Hülkenberg, ma lo risorpassa con un capolavoro al Kemmel, riprendendosi il 7° posto. Al giro 3, però, il tedesco si riprende la posizione e al giro 4, tra potenza e DRS, è il turno di Ocon a passarlo. Al giro 5, invece, tocca a Pérez, sempre allo stesso punto: “Vergognoso” è il commento dello spagnolo riguardo la potenza della sua vettura. Al giro 6 pure Grosjean gli salta sulle orecchie, vanificando così la grande partenza di Alonso. Potendo fare poco, è autore di diversi siparietti alla radio con il suo ingegnere di pista. Si ritira al giro 27.

MAX VERSTAPPEN: 7Stavolta parte tranquillo, senza fare danni. Si difende correttamente da Ricciardo e mantiene il suo 5° posto. Poi corre in solitudine insieme a Daniel, fino al giro 8 quando ha un problema d’affidabilità. Peccato: era il suo GP di casa.

PASCAL WEHRLEIN: s.v. – Si ritira alla fine del secondo giro per un problema tecnico. Si era qualificato dietro a Ericsson.

 

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