F1, GP Abu Dhabi 2018: le pagelle. Hamilton perfetto, ottimo Verstappen

Lewis Hamilton - Foto Jen_Ross83 - CC-BY-2.0 Lewis Hamilton - Foto Jen_Ross83 - CC-BY-2.0

Le pagelle del GP di Abu Dhabi 2018, ultima fatica del mondiale di F1. A Yas Marina trionfa Hamilton, con Vettel secondo e Verstappen terzo. Sfortunato Raikkonen, costretto al ritiro. Ecco di seguito i voti ai protagonisti della gara.

LEWIS HAMILTON: 10 – Si prende l’ennesima pole position con annesso record della pista all’ultimo tentativo con un giro dei suoi, precedendo di poco un Bottas che qui va sempre forte. Tiene la posizione al via. Approfitta della Virtual Safety Car causata da Räikkönen per effettuare la sosta e rientra al 5° posto. Inizia subito ad attaccare Verstappen al giro 9, ma l’olandese risponde subito. Si mette allora in gestione della gomma, ben consapevole del vantaggio accumulato sul compagno e su Vettel grazie a quel pit anticipato e chiude vincendo con un vantaggio risibile ai danni di Vettel, ma sufficiente: quattro secondi. Gara perfetta.

SEBASTIAN VETTEL: 8,5 – Scatta dal 3° posto dopo aver buttato tutto – anche a causa dell’assetto della sua Ferrari – nel terzo settore in qualifica. Se nei primi due aveva nettamente preceduto le due Mercedes, nel terzo perde tantissimo e non riesce neppure a migliorare il tempo fatto segnare in precedenza. Prova ad attaccare Bottas al via senza successo e non resta attaccato al finlandese alla ripartenza. Rientra al giro 16, una volta appurato di avere un buon vantaggio su Ocon, ma il pit stop lungo non gli permette di precedere il francese, del quale, però, si libera nel giro di qualche curva. Dopo un lungo inseguimento, al giro 35 riesce a passare Bottas. Poi si getta all’inseguimento di Hamilton, ma non riesce mai a scendere sotto i quattro secondi di distacco. Fa quel che può.

MAX VERSTAPPEN: 8 – L’olandese è l’ultimo dei top 6 in qualifica, preceduto anche da Ricciardo e distante di otto decimi dal poleman Hamilton. Nonostante l’hyper soft parte malissimo e si ritrova 10°, poi guadagna la posizione su Hülkenberg a causa del suo incidente. Dopo la ripartenza della Safety Car scavalca Ocon, ma poi ha ancora qualche problema e in rettilineo entrambe le Force India lo scavalcano, subito dopo risorpassa Pérez. Il giro successivo riesce a liberarsi nuovamente del francese. Rientra al giro 18 per fermarsi, torna in pista alle spalle di Vettel. Al giro 38 supera Bottas tirandogli anche una ruotata, dura ma regolare.

DANIEL RICCIARDO: 7,5 – Si toglie, all’ultima qualifica in Red Bull, la soddisfazione di precedere di due decimi Verstappen e scatta dal 5° posto. Perde la posizione da Leclerc, lo riesce a passare ma poi il monegasco risponde un attimo prima dell’ingresso della Safety Car. Una volta trovatosi in testa cambia strategia e cerca di allungare il più possibile. Si ferma al giro 34 e mette le supersoft, rientrando a otto secondi dal compagno Verstappen. Al giro 39 anche lui riesce a scavalcare Bottas e sale al 4° posto. La strategia non gli permette di battagliare alla pari con Verstappen, chiude ai piedi del podio.

VALTTERI BOTTAS: 6 – Abu Dhabi è una delle tre piste, insieme a Sochi e al Red Bull Ring, in cui il finlandese vola e in qualifica lo dimostra, andando a insidiare la pole del compagno di squadra, da cui si prende un decimo, ma precedendo di due la prima Ferrari. Viene attaccato da Vettel alla partenza, ma tiene la posizione senza problemi. Al giro 17 rientra per rispondere al tentativo di undercut di Vettel e ci riesce abbastanza tranquillamente. Con problemi, al giro 35 perde la posizione da Vettel. Poi al giro 35 va lungo difendendosi da Verstappen, ma non gli lascia la posizione. Subisce un sorpasso da Verstappen al giro 38 che, per come è arrivato, evidenzia la sua impotenza; anche Ricciardo si libera di lui al giro 39. Si ferma la seconda volta al giro 41 e mette le ultrasoft, escludendosi dalla lotta. Chiude 5° a 25 secondi da Ricciardo. Non bene.

CARLOS SAINZ: 8,5 – Resta escluso dal Q3 e parte 11°, giusto alle spalle del compagno Hülkenberg. Viene scavalcato da Pérez nel caos dell’incidente tra il compagno e Grosjean e rimane quindi 11°. Bel duello con Ericsson per un paio di giri, alla fine riesce a passarlo. Si ferma al giro 38 e riesce a mantenere la posizione numero 6 su Leclerc, ovviamente più di così non poteva fare.

CHARLES LECLERC: 8 – L’8° posto in qualifica ormai, come più volte detto, non è più una sorpresa, il monegasco precede bene Ericsson e continua il suo apprendistato verso i primi posti per i quali il prossimo anno dovrà lottare. Con un’ottima partenza va in lotta con Ricciardo e prima dell’ingresso della Safety Car si ritrova addirittura 5°. Dopo il ritiro di Räikkönen è addirittura 4°, ma al giro successivo, approfittando della Virtual Safety Car, si ferma ai box e rientra 14°. Inizia subito a rimontare, passando in due giri Stroll e Magnussen, poi impatta su Alonso. Al giro 27 si libera finalmente dello spagnolo e sale 8°. Liberatosi anche di Gasly grazie alla sosta del francese, inizia a duellare a distanza con Sainz per il 6° posto, considerando che lo spagnolo della Renault deve ancora fermarsi. Non riesce a stare davanti a Sainz quando questi si ferma, quindi mantiene il 7° posto. Con la stessa strategia dei primi probabilmente sarebbe finito ben più avanti rispetto allo spagnolo, ma era praticamente impossibile fare di più.

SERGIO PÉREZ: 7,5 – In qualifica le prende nuovamente e di brutto da Ocon ed è costretto a partire dal 14° posto. Parte bene, passando Magnussen ed Ericsson e approfittando dell’incidente di Hulkenberg per passare anche l’altra Renault, quella di Sainz. Rientra ai box tardissimo ed è 11° al rientro in pista, alle spalle di Magnussen, di cui si libera in breve tempo e mantiene il suo 8° posto, non distante da Leclerc davanti a lui. Fa molto meglio del compagno in gara e lo precede anche quando questi era ancora in pista, prima del ritiro. Prova ad attaccare anche il monegasco negli ultimi giri, ma non riesce nel sorpasso.

ROMAIN GROSJEAN: 6,5 – Il francese è il primo degli altri, un ottimo 7° posto ottimo in qualifica che lo piazza avanti in un momento in cui la Haas non è più la vettura di inizio stagione. Mantiene la posizione, poi subisce un attacco da Hülkenberg e lo tocca, senza colpe, facendolo decollare e ribaltare. La sua Haas non subisce danni e prosegue. Come Hamilton e Leclerc, approfitta della Virtual Safety Car per fermarsi e si ritrova ultimo. Con le soste degli altri risale leggermente, prova ad attaccare Vandoorne, ma perde il duello e anzi viene passato anche da Ocon. La strategia azzardata per lui non funziona, anche se dopo la sosta del compagno torna in zona punti, 9°.

KEVIN MAGNUSSEN: 6 – Il danese in qualifica sta dietro nettamente al compagno, 13°, anche se più che ricercare colpe nel danese è da sottolineare il miracolo del francese, considerando le performance della Haas in questi ultimi Gran Premi. Naviga perlopiù a metà classifica, si ritrova dopo le soste in zona punti, al 9° posto. Poi si ferma, però, nuovamente al giro 42 e scende 12°. Grazie ai ritiri di Ocon e Gasly per problemi tecnici, però, torna in zona punti, 10°, dove chiude.

FERNANDO ALONSO: 6,5 – Per l’ultima qualifica della sua carriera in Formula 1 lo spagnolo passa il Q1, ma di più non può fare ed è 15°. Con le vicissitudini altrui si ritrova 10°, in zona punti e riesce d’autorità a precedere a lungo Leclerc, che nelle prime fasi di gara era in lotta con le Red Bull. Al giro 28 rientra ai box e si trova ultimo, ma si libera delle Williams e di Hartley, tornando 14°, poi 13° dopo la sosta del compagno Vandoorne e 11° dopo i ritiri di Ocon e Gasly.

BRENDON HARTLEY: 6 – Il neozelandese, alla ricerca della conferma del sedile per il 2019, riesce a precedere al sabato Gasly, ma la Toro Rosso è poca cosa negli Emirati e fa comunque meglio solo delle Williams e di Vandoorne: scatta 16°. Nel caos innescato dall’incidente tra Hülkenberg e Grosjean si tocca con una Williams e si deve fermare subito a sostituire l’ala anteriore. Al giro 9 tocca il muro con la posteriore sinistra, ma riesce a proseguire, sebbene in fondo. Risale poi sino al 12° posto.

LANCE STROLL: 6 – Nessuno gli toglie l’ultima posizione in qualifica, fa peggio anche dell’inesperto compagno. Al via scavalca il compagno, Vandoorne e Hartley e con i ritiri davanti e la sosta di Grosjean si ritrova 14°, ma Hartley lo risorpassa e scende 15°. Sale 13° con i ritiri di Ocon e Gasly.

STOFFEL VANDOORNE: 6 – Dopo i pochi lampi di luce, il belga ripiomba nel buio totale nel sabato degli Emirati ed è solo 18°, con Alonso che mette tra sé e lui le due Toro Rosso. Per la prima metà di gara rimane a sandwich tra le due Williams, ovviamente in fondo, poi decide di farsi vedere: degno di nota il duello a tre con Ocon e Grosjean, dai quali riesce a difendersi, al giro 31, ma poi perde la posizione da entrambi due tornate dopo. Si spegne al momento della seconda sosta, tornando al penultimo posto.

SERGEJ SIROTKIN: 5,5 – Il russo, che spera quello di oggi sia un arrivederci alla Formula 1, precede di poco Stroll con una vettura inguardabile ed inguidabile ed è 19°. Per il resto, trascorre tutta la gara in fondo alla classifica, scavalcato da Hartley prima (con tanto di errore suo) e da Alonso poi. Non si schioda più da lì.

PIERRE GASLY: 7 – Il prossimo pilota Red Bull delude in qualifica, non tanto per la posizione finale quanto per il fatto di essersi fatto precedere dal compagno: è 17° al via. Con il caos di Safety Car e Virtual risale sino alla zona punti, è perfino 7° a metà gara, rientra al giro 30 e riprende la pista al 14° posto. Approfittando delle seconde soste di alcuni avversari si ritrova subito fuori dalla zona punti, 11°, vicino a Grosjean, ma senza riuscire ad attaccarlo. Zona punti che si prende comunque al giro 46 con il ritiro di Ocon per problemi di motore, ma lo stesso avviene per lui al giro 48. Peccato, era una buona gara.

ESTEBAN OCON: 6,5 – Il sabato è 9°, precede nettamente Pérez e quest’anno è accaduto spesso. Riesce a guadagnare la posizione su Verstappen al via ed è 8°. Poi inizia a duellare con l’olandese per due giri, finché l’alfiere Red Bull riesce a superarlo al giro 6. Rientra ai box al giro 19, torna sul tracciato all’ultimo posto. Approfitta del duello Vandoorne-Grosjean per scavalcare il connazionale della Haas al giro 31. Alla tornata successiva riesce anche a passare Vandoorne, ma lo fa irregolarmente e si prende 5 secondi di penalità. Al giro 46 si ritira per problemi al motore, fermandosi all’ingresso della pit lane.

MARCUS ERICSSON: 6,5 – Lo svedese comincia la sua ultima gara in Formula 1 dal 12° posto, lontano dal compagno, ma comunque a centro classifica. Approfittando di soste e ritiri altrui, dopo 10 giri si ritrova 8°. Dopo un bel duello, perde la posizione da Sainz al giro 14. Dopo una buona gara, termina anzitempo, al giro 26, a causa di un problema tecnico.

KIMI RÄIKKÖNEN: s.v. – All’ultima qualifica in Ferrari si ritrova a partire 4°, grazie a un buon ultimo giro che gli consente di scavalcare le due Red Bull. Mantiene la posizione fino al giro 6, quando si ritira per un problema tecnico.

NICO HÜLKENBERG: s.v. – Il tedesco entra in Q3 per il rotto della cuffia proprio ai danni del compagno spagnolo e si schiera 10° in griglia. Parte bene ed è 7°, durante un attacco a Grosjean nel corso del primo giro i due si toccano e lui si ribalta, terminando a testa in giù, ma senza conseguenze fisiche.