Ciclismo, Amstel Gold Race: poker Gilbert, Kwiatkowski secondo. Le pagelle

Philippe Gilbert - Foto GuillaumeG CC BY-SA 3.0

La prima grande Classica sulle Ardenne vede trionfare un Philippe Gilbert perfetto che conquista l’Amstel Gold Race per la quarta volta, battendo a uno sprint a due il polacco Michal Kwiatkowski. Terzo Michael Albasini.

La 52° edizione dell’Amstel Gold Race prevede il cambiamento del finale. Il Cauberg non sarà più il trampolino di lancio verso il finale ma sarà posto, l’ultima volta, a ben 19 chilometri dal finale.
La fuga di giornata è composta da ben 12 corridori che sono: Lars Boom (Lotto NL – Jumbo), Nikita Stainov (Astana), Madst Wurtz Schmidt (Katusha), Stijn Vandenbergh (Ag2r), Tim Ariesen (Roompot), Michal Paluta (CCC Sprandi), Brendan Canty (Cannondale), Johann Van Zyl (Dimension Data), Kenneth Van Rooy (Sport Vlaanderen), Pieter Vanspeybrouck (Wanty – Groupe Gobert), Fabien Grellier (Direct Energie) e il più giovane corridore al via quest’oggi,
  Vincenzo Albanese (Bardiani – CSF). Il vantaggio massimo è di circa 9 minuti.
Ad alzare il ritmo dietro ci pensa la Bmc con un’azione di forza ad ancora più di 60 km dalla fine. Il forcing del team americano permette di rientrare sui fuggitivi che da qualche chilometro avevano anche smesso di collaborare, lasciando andar via Grellier, l’ultimo a mollare tra gli attaccanti.
A poco meno di 40 chilometri dalla fine si accenda la corsa con l’attacco di Benoot. Rispondono subito Henao, Gilbert e Lindemann e si accodano in seguito Albasini, Izagirre, Haas e Rojas.
Gli 8 al comando continuano di comune accordo e mentre Lindemann perde contatto insieme all’iniziatore dell’attacco Benoot, il polacco della Sky Kwiatkowski si riporta con apparente facilita sulla testa della corsa. Nel frattempo, nel gruppo, da segnalare la caduta di Gasparotto e Kreuziger mentre cercano di rientrare sulla testa della corsa Valverde, Felline, Wellens, Van Avermaet, Barguil, Rui Costa e Jungels.
A 5 chilometri dalla fine dalla testa della corsa se ne vanno Kwiatkowski e Gilbert, mentre dietro il gruppo riesce a rientrare sul “Gruppetto Van Avermaet”.
Nella volata Kwiatkowski parte secco ai 300 metri, sorprendendo anche un po’ il belga, ma Gilbert con forza e caparbietà riesce ad avere la meglio sul polacco nello sprint a due.

IL LIVE DELLA CORSA

Pagelle

Albanese 7
L’italiano della Bardiani è il corridore più giovane al via ma la sua presenza all’Amstel non è anonima. Il 20enne infatti si fa trovare pronto e si inserisce nella fuga di giornata, una bella vetrina e un ottimo inizio alla sua prima Classica.

Grellier 6.5
Quando non c’è più l’accordo tra i fuggitivi, il francese prende e se ne va. L’azione è fine a se stessa a più di 50 km dalla fine. Ma va premiato il coraggio.

Benoot 5
Lancia l’attacco che infiamma la corsa ma all’improvviso sparisce. Forse ha pagato troppo lo sforzo.

Colbrelli 4.5
Doveva essere la punta di diamante tra gli italiani. Usciva da una splendida Freccia del Brabante e puntava al colpo grosso. Invece quando la corsa si accende lui si spegne, riuscirà a concludere nono ma è troppo poco.

Matthews 4
La grande delusione di giornata è l’australiano del Team Sunweb, praticamente inesistente per tutta la corsa quest’oggi. Nel finale riesce a chiudere decimo, un risultato del quale non potrà essere sicuramente contento.

Henao  7.5
Non è tipico vedere un colombiano protagonista sulle Ardenne e invece il corridore della Sky è brillantissimo e attento nel momento dell’attacco di Benoot. Poi lavora in maniera perfetta per il suo capitano.

Gilbert 10
Sempre attento, generoso quando è all’attacco, grintoso e senza paura anche senza squadra. Fa tutto da solo ma un campione di questo calibro della squadra non ha bisogno.
 Non sbaglia nulla, tatticamente è perfetto e non cade nel tranello del polacco in volata. Parte al momento giusto e vince.

Albasini 9
Arrivava da un buon periodo in Spagna ma in pochi avrebbero scommesso sulla sua terza piazza finale e invece riesce a sorprendere un po’ tutti. Bravo.

Izagirre e Rojas 7.5
Si riportano sulla testa della corsa come punti di riferimento per i loro capitani che però non riusciranno più a rientrare sui primi. Così si giocano la loro corsa e concludono con un piazzamento inaspettato.

Kwiatkowski 9.5
Il polacco è bravo a capire che quella era l’azione buona e quello il momento giusto per rientrare. Con lui ci provano anche Van Avermaet, Valverde e Wellens ma perdono l’attimo, venendo poi riassorbiti dal gruppo.

Van Avermaet e Bmc 3
Il
  team americano lavora tanto per il suo capitano che però perde l’attimo giusto e non ha la freschezza di rientrare con il pimpante Kwiatkowski. Questa volta sarà deluso anche lui di sé stesso. La sufficienza è lontana.

L’Italia 3.5
Eravamo galvanizzati dalle ottime prestazioni a Fiandre e Roubaix. Oggi sarebbe stata (sulla carta) la corsa più adatta ai corridori azzurri ma nessuno riesce ad essere nella fuga decisiva dei sette e questo è stato un errore gravo. Ci si aspettava di più.

Cambio del percorso 10
Promosso a pieni voti questo cambiamento. Ci perde il tradizionalismo ma ci guadagna lo spettacolo e questo è quello che conta.

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A 6 anni i primi calci a un pallone, a 12 le prime pedalate in sella a una Bianchi e non ci è voluto molto a capire che quelli erano i miei due mondi e che avrei dovuto raccontarli, scrivendo i gol dei campioni e le imprese degli eroi su due ruote. A 20 anni mi ritrovo a studiare presso la facoltà di Scienze della Comunicazione a Bologna