Calcio

Varane si sfoga: “Perché giocare ogni giorno? Bisogna fermarsi ogni tanto”

Raphael Varane - Foto di Ultraslansi - CC-BY-SA-3.0

Raphael Varane si sfoga all’interno di un’intervista concessa a Ouest-France. Il difensore del Real Madrid, protagonista con la Francia agli imminenti Europei, ha avuto da ridire in merito a un calendario che nelle ultime due annate non ha dato tregua ai calciatori. “Attualmente sto facendo la preparazione fisica per la prima volta in questa stagione, è un po’ il mondo sottosopra – ha detto Varane -. Trovo freschezza. Spero di essere al mio miglior livello atletico durante la competizione con la Francia. I giocatori internazionali giocano tutto il tempo ma molti si dimenticano che siamo anche esseri umani. Credo che un rapporto della FIFPRO (World Union of Players) dica che il minimo per il recupero di un giocatore sia ogni cinque giorni. Noi, invece, giochiamo ogni tre e a volte lo facciamo alle 22 e poi a mezzogiorno. A breve termine è qualcosa di sostenibili ma a lungo termine è semplicemente impossibile”.

Un problema che è tuttavia lontano dalla sua risoluzione, anche considerando un Champions League con ancora più partite e un Mondiale che nel 2022 si giocherà in inverno: “Quando vediamo i vari progetti di riforma delle competizioni, con sempre più partite, ci diciamo che è complicato…”. “Sento dire che vogliamo che il calcio rimanga attraente, con spettacolo e intensità. Se vogliamo interessare la gente, rivitalizzare il calcio, serve uno spettacolo vero che a volte è mancato loro durante il Covid. E per questo bisogna pensare alla salute fisica e mentale dei giocatori. I calendari sono pieni. Quando è troppo è troppo. Alcuni allenatori ne parlano sempre di più, e bisognerà dirlo ancora di più. Non è che siamo pigri, non è la nostra mentalità, è solo bisogno di fermarsi ogni tanto! Per un giocatore dire all’allenatore che vorrebbe essere un po’ più tranquillo è difficile. Noi non possiamo! Qual è lo scopo di giocare ogni giorno?”, ha concluso il transalpino.

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