Calcio

Serie B, Pisa. Rino Gattuso non ci sta: “Così non si può andare avanti!”

Gennaro Gattuso - Foto Kevinhansel69 CC BY-SA 4.0

Rino Gattuso non ce la fa più. La situazione a Pisa è sempre più turbolenta. Nonostante tutti i problemi societari la squadra sta facendo un vero e proprio miracolo: otto punti in cinque partite con un solo gol preso al passivo. Il condottiero è amato alla follia dalla piazza, i tifosi si riconoscono in lui, ma adesso la situazione si sta cominciando a fare davvero pesante: “Ci sono persone in grande difficoltà, persone per cui gli arretrati sono importanti. In questa situazione io non posso parlare di calcio giocato, e anzi devo far finta di non vedere, devo sopportare: ma del resto, non posso infierire, rimproverarli perché non fanno le cose alla perfezione. È gente che lavora senza contratto, e anche il mio staff non prende rimborsi spese da tempo: fino a quando può durare tutto questo?” Ha dichiarato a Canale 50, emittente toscana.

Il colpevole numero uno per Gattuso – e tutta la piazza pisana – è l’attuale presidente Fabio Petroni: “Deve sistemare le cose: io sono disposto a sedermi a un tavolo e discutere 4-5 punti, di cui lui è perfettamente a conoscenza. Ma lo deve fare, altrimenti lui nello spogliatoio non ci mette più piede, perché devo morire io, mi devono portare via da lì dentro. Muoio io, e lui può entrare. Ma fino a quando sono vivo non entrerà nè lui nè nessuno: prima deve sistemare le cose da sistemare. Non può presentare tutti i giorni nuove persone e nuovi assetti societari: metta a posto i dipendenti senza contratto, metta a posto le pendenze coi giocatori, metta a posto tutte le cose di cui si parla e si scrive. Dicono che è tutto a posto ma non c’è a posto niente. Sempre comunicati, tutti i giorni: chi è l’ultimo arrivato? Quell’Anellucci… Un procuratore che viene in società: cosa viene a fare? Non ne abbiamo bisogno, di procuratori. Viene a fare Il direttore sportivo? Non ne abbiamo bisogno. A che stiamo giocando? I ragazzi possono avere l’onore di sedersi a parlare con la proprietà, con me vicino, e parlare dei problemi presenti per poterli risolvere?”.

Sabato il Pisa giocherà con l’Ascoli, ma ancora non si sa in quale stadio. Gattuso lancia un appello ai tifosi: “Sabato giocheremo a porte chiuse, spero arrivino 20 mila persone a urlare da fuori dai cancelli. Qualcuno si dimentica che dobbiamo giocare ancora 37 partite: ma quanto possiamo continuare a reggere? Certe volte mi chiedo chi me lo fa fare: la passione fa fare tante cose inimmaginabili, ma le problematiche sono tante, metti una toppa e si apre una fontana. Non so come fare: non vorrei nemmeno sbroccare così, per non passare per quello che butta benzina sul fuoco. Ma bisogna essere chiari e obiettivi. Ora l’aspetto fondamentale sono i giocatori: non posso rompere gli equilibri coi ragazzi, non mi va di parlare ogni giorno di vicende extracalcistiche. Io do ragione ai ragazzi, ma bisogna intervenire in fretta. L’alternativa è andare a casa e non far scendere in campo i giocatori”. Il vaso è ormai colmo, un’altra goccia e trabocca tutto irreversibilmente.

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