Torino, Sinisa Mihajlovic: “Ho rispetto per la Juventus, ma non paura”

Sinisa Mihajlovic - fotomenis.it

C’è una frase che ha detto Trapattoni: è come un dragone che se gli tagli la testa ne ricrescono due. Ho rispetto per la Juve, ma non paura“. Così Sinisa Mihajlovic presenta il derby della Mole fra Torino e Juventus in programma domenica 11 dicembre alle 15:00. Il tecnico del Toro ha poi proseguito il discorso: “Farò e faremo di tutto domani per batterli, sappiamo che sarà difficile ma giocheremo cercando di seguire i nostri principi. Usando la testa e ognuno sarà concentrato sul suo compito“.

Una conferenza stampa quantomeno curiosa con Mihajlovic che ha voluto portare con se diverse persone che, anche se non scenderanno in campo, a detta dell’allenatore risulteranno fondamentali per questo match: “Oggi in conferenza stampa ho portato alcune persone che domani giocheranno il derby. Renato Cornaglia detto Socrates, che sarà con noi anche se non scenderà in campo sarà con noi da grande tifoso di sempre. Gianluca Finetto, magazziniere e anche lui giocherà insieme a noi il derby. Amos Ferini, il figlio del grande Giorgio. Capitano dei capitani che incarnava ilo spirito del Toro e da lassù ci guarderà come sempre. C’è il meno famoso, il nostro capitano (Marco Benassi presente), che domani giocherà. La Juve è la squadra favorita, ma deve sapere che domani giocherà contro tutta la nostra gente. Contro tutti quelli che lavorano nel Torino e contro tutta la nostra gente. Suderanno sette camicie. Non so se sarà rispettato il pronostico, ma so che noi usciremo a testa alta e giocheremo da Toro”.

Il confronto Belotti-Higuain, due grandi bomber: “Sono uomini da cento milioni di euro. Per Higuain li hanno già versati, per il Gallo per fortuna non ancora. Sono calciatori importanti, possono risolvere le partite come altri calciatori. Alla fine vince la squadra, non il simbolo”.

Come affrontare la partita contro la capolista? La vittoria del Genoa può essere uno spunto? “Non giochiamo a tutto campo, uno contro uno. Noi siamo abituati a giocare alto e pressare, lo faremo ma ci vuole coraggio e convinzione per farlo. Speravo che la Juve non perdesse prima di giocare con noi, come ci è successo prima della gara con la Sampdoria. Tuttavia sapevo che prima o poi avremmo perso e la Juve si è ripresa, perché è una grande squadra. Ma noi dobbiamo giocare da Toro. Se così dovesse essere, qualsiasi risultato sarà accettato con più serenità“.

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Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.