Serie A

Sassuolo-Torino, De Zerbi: “Bisogna cambiare passo, non penso a un possibile esonero”

Stemma Sassuolo Calcio, FOTO Stena Wikipedia

“Tre ko di fila, bisogna cambiare passo. Quando si gioca bene e si hanno le occasioni bisogna vincere. Quelle che pesano sono le sconfitte dentro le quali per la prestazione avremmo dovuto di fare di più noi”. L’allenatore del Sassuolo Roberto De Zerbi è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida contro il Torino in programma per la ventesima giornata di Serie A. Periodo nero per i neroverdi, che vengono da tre sconfitte consecutive che hanno vanificato le ultime settimane di dicembre in cui la squadra era sembrata in crescita: “Abbiamo giocato col Genoa e con l’Udinese nel 2020. Col Genoa ci ricordiamo com’è andata la partita ma è stata sconfitta. I due ko sono stati diversi ma non si può solo metterla nel 2019 e nel 2020, nel periodo ci sono state anche delle differenze”. L’avversario di sabato sarà invece una squadra, quella granata, che sembra in forma smagliante: “I granata oggi sono tra le più in forma. Sono una squadra forte che ha una tipologia di gioco chiara, è una partita difficile. Noi dobbiamo pensare a fare la nostra gara, come Genova, forse anche meglio e non come Udine”.

Inevitabile, a causa dei risultati negativi e della situazione di classifica pericolante, che si parli anche di un possibile esonero per l’allenatore degli emiliani, che però risponde con fermezza in merito: “La mia panchina è traballata già dalla prima volta che mi son seduto 7 anni fa. Faccio l’allenatore per scelta mia, nessuno mi obbliga perché qualche anno fa ho lasciato i soldi per non andare dove mi avevano richiamato, ho rifiutato squadre. Lavoro per passione. Mi pagano, certo, ma lavoro per passione. I risultati sono quelli che condizionano le scelte di tutti, di chi mi giudica, di chi mi critica, di chi mi elogia ma non condizionano il mio giudizio. Io cerco di lavorare sempre in buona fede, sapendo quello che si può fare e non si può fare, avendo oggettività e lucidità nel valutare le cose. Non è un problema la panchina che traballa, ho tanti altri problemi tranne questo. Io continuerò a fare l’allenatore in questo modo, migliorando, ma non cambiando il mio carattere e la mia visione del calcio, se qualcuno mi vuol cambiare questo è meglio che non prenda me o non mi tenga”.

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