Roma, Graziani: “Questa non è una squadra. Ognuno gioca per conto suo”

Ciccio Graziani - Foto Sportface

Francesco Graziani, ex giocatore della Roma, non ci sta e si scaglia contro il pessimo rendimento del club giallorosso nelle ultime partite, perse entrambe contro il Milan e l’Udinese: “Il problema di questi giocatori è che hanno troppo – ha esordito – questa Roma ha troppi alti e bassi. Da agosto a dicembre, nonostante le difficoltà per gli infortuni, la squadra aveva fatto anche qualcosa di positivoA Firenze la Roma aveva giocato una partita meravigliosa, poi da gennaio questi alti e bassi sono stati una condanna. Certi giocatori sono irriconoscibili, le responsabilità maggiori sono dei calciatori: devono mettere un po’ più di rabbia, di voglia, di cattiveria”. Un problema, quindi, soprattutto mentale quello dei ragazzi di Fonseca: “Avevano già fatto fatica con la Sampdoria, poi contro il Milan erano calati vistosamente e con l’Udinese c’è stato un crollo fisico ma soprattutto tecnico – ha proseguito l’ex attaccante giallorosso – I giocatori che ti dovrebbero dare dieci danno invece quattro. Presi singolarmente questi sono quasi tutti ottimi giocatori, lo testimoniano anche gli ingaggi elevati. Questa squadra sembra un gruppo di persone che si ritrova improvvisamente dentro lo stadio e organizza una partitella, come il calcetto del mercoledì. Ognuno gioca per conto suo, ce ne sono due o tre che fanno parte dell’orchestra, gli altri invece che guardano solo al proprio orticello e non al gruppo”.

Ciccio Graziani non risparmia nemmeno Paulo Fonseca:Qui subentra il ruolo dell’allenatore. Ad allenare a quei livelli sono buoni tutti, è la gestione degli uomini che è difficile. La Roma non è una squadra. È un gruppo di ottimi musicisti ma non è un’orchestra, come invece hanno di mostrato di essere Atalanta, Lazio, Verona e Sassuolo. Hanno un’idea. Su questo aspetto Fonseca ha le sue colpe, anche se non è lui che scende in campo e fa gol”. Mentre per quanto riguarda i problemi societari della mancata cessione, ha commentato: “Il problema per il passaggio di società non influiscono sulla testa dei giocatori. Se lo stipendio arriva i giocatori non risentono di alcun problema. Poi sento di malumori per le condizioni di Trigoria. Io ci sono stato a febbraio e sono rimasto a bocca aperta. Al Bernardini manca solo la sala operatoria, poi hanno tutto. È qualcosa di incredibile e spettacolare, non si devono neanche più pulire le scarpe. E allora forse è questo il punto: i giocatori di oggi si abituano male perché hanno tutto, troppo. I ragazzi hanno quello che vogliono e loro non ricambiano in campo. Fossi il presidente partirei subito per Roma e mi infurierei. I giocatori di oggi sono bravi a fare i super contratti ma poi in campo non dimostrano sempre di meritarli”.