La regola del 3-2 sorride alla Juventus, ma il bicchiere è mezzo vuoto tra sofferenza e infortuni

Paulo Dybala, Juventus - Foto Antonio Fraioli

La seconda vittoria c’è, i tre punti ci sono, altri tre gol segnati a dimostrare che davanti non ci sono poi chissà quali problemi. Al contempo, però, nel 3-2 della Juventus all’Allianz Stadium contro la Sampdoria ci sono tutti i problemi di una squadra che in queste prime sei giornate si è dimostrata troppo fragile per poter volere ambire allo scudetto e al primo posto (che al momento dista 8 punti in attesa del Napoli). La condizione fisica deficitaria e gli infortuni muscolari continui sono già una variabile: è un grosso problema il fastidio muscolare di un Dybala che dopo aver finalmente segnato è costretto a uscire in lacrime dopo pochi minuti, a questo si aggiunge Morata che è stato sostituito probabilmente per precauzione. Tante già le assenze che si vanno sommando (c’è Rabiot out per un problema alla caviglia, altri giocatori sono largamente fuori condizione). E mercoledì c’è già la Champions e la sfida decisiva per la leadership del girone contro il Chelsea.

E poi ci sono altri due gol subiti, proprio come a La Spezia, anche se stavolta non c’è alcuna rimonta da fare. Ma le lacune difensive restano e la sensazione è che questa squadra prenda gol con una facilità disarmante. E la cosa che preoccupa di più è che in panchina c’è un allenatore che cura la fase di non possesso come Allegri e in campo, alternativamente, due tra i campioni d’Europa Bonucci e Chiellini e De Ligt. E allora cosa va storto? Facile rispondere il centrocampo, anche perché Locatelli segnando dimostra però di volersi prendere questa squadra. La verità è che al momento tutto non funziona in egual misura, il bicchiere è mezzo vuoto e una vittoria così sofferta coi doriani che quattro giorni fa sono stati asfaltati dal Napoli deve far preoccupare. Ma nell’immediato, ci si può godere un successo che dà ossigeno.