Il Milan di Zlatan ferma la Lazio: l’Olimpico biancoceleste espugnato per la prima volta

Zlatan Ibrahimovic torna in campo, segna su rigore, non è in condizione ma c’è. E stando a quanto i calciatori del Milan ripetono da gennaio per rivoltare come un calzino il carattere della squadra di Pioli sembra davvero bastare solo la presenza in campo del fuoriclasse svedese. Lo dimostra la straordinaria prestazione all’Olimpico del Milan che contro la Lazio riesce a compiere un’impresa unica in questo campionato: vincere nell’Olimpico a tinte biancoceleste. E lo fa col risultato netto di 3-0, che sta persino stretto agli uomini di Pioli poco freddi sotto porta in un paio di occasioni con Theo Hernandez. Ma lo fa soprattutto con alcuni degli uomini più in forma a testimonianza che la vera eccezione del momento stagionale del Milan era la partita contro la Spal e non lo scontro diretto contro la Roma. Ne è testimone la prova di Hakan Calhanoglu, autore del gol dell’1-0 e di un grande primo tempo dopo essere stato costretto ad uscire per un problema al polpaccio. Così come lo sono stati Kjaer e Romagnoli che contro una Lazio orfana di Immobile e Caicedo sono riusciti a gestire l’attacco privo di punti di riferimenti composto da Luis Alberto e Correa. Ma soprattutto l’attuale volto del Milan è quello di Ante Rebic, unico giocatore del Milan in doppia cifra di gol questa stagione con 9 reti nelle ultime 11 presenze in Serie A.

Per la Lazio c’è uno stop pesante in chiave Scudetto. Milan e Torino dovevano essere i due primi veri snodi del rush finale per il titolo e se l’esame granata è stato superato a pieni voti sia dai biancocelesti che dai bianconeri (4-1 nel derby vinto nel giorno del record di Buffon), quello dei rossoneri boccia la Lazio al primo capitolo e aspetta al varco una Juventus che dovrà fare a meno di de Ligt e Dybala, squalificati. In fondo alla Juventus per dimostrare di essere più forte, basterà fare quello che ad una Lazio senza Immobile e Caicedo non è riuscito: vincere, nonostante le assenze. Appuntamento al 7 luglio.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio