Gasp, incubo Inter. Inzaghi cerca la conferma. Allegri vuole dimenticare la Supercoppa

Gian Piero Gasperini - Foto Antonio Fraioli

Una Supercoppa da confermare e una Supercoppa da dimenticare, una sfida casalinga da vincere nonostante l’emergenza, una Coppa Italia da incubo da archiviare, una rimonta subìta da lasciarsi alle spalle al più presto, una trasferta contro il passato per rilanciarsi. La Serie A alla ventiduesima giornata offre un capitolo cruciale per il destino dei piani alti. Prova del nove, o forse del dieci per l’Inter che dopo la vittoria del primo trofeo della stagione, fa visita all’Atalanta di Gasperini. L’allenatore sfida il suo passato, una delle macchie di una grande carriera e i nerazzurri sono la vera bestia nera del tecnico dei miracoli: ha vinto solo il 18% delle gare di Serie A contro l’Inter sulla panchina bergamasca. Simone Inzaghi dal canto suo è l’unico tra gli attuali allenatori di Serie A ad aver registrato per due volte una striscia di otto o più successi consecutivi nella competizione nel corso delle ultime tre stagioni. Conte è un lontano ricordo, ma serve una gioia a maggio. Con una vittoria si andrebbe a +11 su un’Atalanta a quel punto sì fuori dai giochi.

Occhi su Napoli e Milan. L’emergenza di Spalletti sta per finire, torna Zielinski e si avvicina al rientro anche Osimhen ma mancano ancora i protagonisti in Coppa d’Africa. C’è da dimenticare il ko contro la Fiorentina in Coppa Italia. A Bologna si scalda Lozano, forse l’unico degli elementi offensivi ancora alla ricerca di una svolta stagionale. Spazio poi a Mertens che nel Bologna vede la sua vittima preferita con 11 reti. Emergenza tutt’ora viva in difesa per il Milan che perde anche Tomori per una lesione al menisco. Gabbia e Kalulu dovranno vedersela contro Manaj e Nzola, le due punte dello Spezia. Saelemaekers, Brahim Diaz e uno straripante Leao dovrebbero supportare Ibrahimovic a San Siro col colpito di provare ad approfittare di possibili passi falsi dell’Inter. Il Milan ha vinto 10 delle 11 gare giocate in questo campionato contro squadre attualmente nella metà bassa della classifica e prova a toccare quota 51. A centrocampo, senza lo squalificato Tonali, spazio all’inedita coppia composta da Krunic e Bakayoko.

Cerca il quarto posto la Juventus che se la vedrà con l’Udinese. Allegri spegne ambizioni di mercato (“Con questa rosa fino alla fine”), carica Dybala (“Deve dare tutto al di là del contratto”) e schiera Luca Pellegrini al posto del disastroso Alex Sandro visto a San Siro. Dietro la Juventus ci sono Fiorentina, Roma e Lazio, tutte appaiate a 32 punti. Ma tutte e tre con stati d’animo diversi. La Fiorentina ha saputo reagire dopo il tracollo di Torino e lo ha fatto a Napoli con un Piatek in più. La Roma accoglie Oliveira e si prepara a lanciarlo dal 1′ contro il Cagliari. La Lazio di Sarri deve fare i conti con le assenze di Acerbi e Radu in difesa contro una Salernitana che è pronta al debutto da presidente di Iervolino. Ironia della sorte proprio contro Lotito.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio