Atalanta, per lo Scudetto serve una follia. Napoli e Roma rispondono al Milan

Ritmi bassi, tipici di questi tempi. Solo che in palio ci sono tre punti, solo che quei tre punti servivano più al Genoa che al Napoli, solo che il Genoa per strapparli al Napoli non ha dimostrato di volerli abbastanza. Se la distanza che separa la vetta della classifica dal Napoli alla fine è praticamente la stessa che separa i partenopei dal Genoa terzultimo, significa che in ogni caso qualcosa non è andato come doveva. Tuttavia, con la Coppa Italia in bacheca e la Champions comunque troppo lontana, a questo punto Gattuso può davvero vivere questa calda estate senza guardare la classifica, cercando piuttosto di continuare a crescere in vista della sfida di Barcellona e poi, in seconda battuta, della prossima stagione. Anche a Marassi lo fa con lo stesso piglio delle ultime settimane: qualche errore magari clamoroso in fase difensiva c’è ancora, ma c’è soprattutto la forza delle idee di una squadra che gioca con calma qualunque cosa accada.

La stessa calma che ha contraddistinto l’Atalanta che, meno brillante del solito contro la Sampdoria, ha ugualmente portato a casa i tre punti: proprio come fanno le grandi squadre. Match deciso da due nomi affatto a caso: Rafael Toloi, migliore in campo anche prima della capocciata del vantaggio; Luis Muriel, paragonabile solo a Paco Alcacer per realizzazione da subentrato, ha trovato invece il diciassettesimo centro in campionato (decimo partendo dalla panchina). La Juventus ora è a -9, con un sogno Scudetto per la Dea che è sì folle, ma non impossibile. L’Atalanta dovrebbe comunque riuscire a fare una magia e continuare a vincerle tutte. Ma visto che questo è un campionato strano, con tanti equilibri saltati, non è così impossibile. Nella prossima giornata c’è lo scontro diretto: vincendo Gasperini potrebbe portarsi a -6 punti, ma sarà poi necessario portare avanti una striscia di dieci vittorie consecutive fino alla fine del campionato. Folle, ma la Dea ci ha abituato a questo e altro.

Chi invece interrompe una striscia, negativa, è la Roma. Gli uomini di Fonseca tornano a vincere dopo tre sconfitte consecutive ribaltano il Parma con Mkhitaryan e Veretout. Finale convulso con i ragazzi i capitolini che sprecano l’inverosimile soprattutto con Villar e Carles Perez, facendo presagire un’altra beffa. L’episodio, contestato, arriva a poco più di un quarto d’ora dalla fine: intervento di Mancini con un braccio all’interno dell’area di rigore giallorossa che Fabbri va a rivedere ma valuta regolare tra le proteste dei giocatori del Parma. La squadra di Fonseca ringrazia una generosissima decisione del Var, soffre, ma riesce a portare a casa tre punti preziosissimi e riguadagna il quinto posto in classifica con gli stessi punti del Napoli, 51. Fuoco di paglia o no? Lo si scoprirà nelle prossime giornate: Brescia, Hellas Verona e Inter non faranno sconti e decreteranno il vero valore dei giallorossi.