Anche la Juventus fa fatica in Coppa. Rafia, Kulu e Arthur, i tre volti della qualificazione bianconera

Andrea Pirlo Andrea Pirlo - Foto Antonio Fraioli

Se il buongiorno si vede dal mattino, Sassuolo, Atalanta, Roma e Lazio dovranno alzare perlomeno una tacca di concentrazione in più in vista dei prossimi match degli ottavi di finale di Coppa Italia. Perché se un indizio è stato offerto dagli impegni di Milan, Inter, Napoli e Juventus, sta tutto in uno spettacolo di imprevedibilità che quest’anno la Coppa Italia sembra essersi messa in testa di offrire sin dai primi turni. Rimonte, trend invertiti, recuperi e qualche brivido di troppo. L’Inter va ai supplementari e si salva solo con un’inzuccata del solito Lukaku contro la Fiorentina, il Milan è trascinato ai rigori da un Torino che rappresenta la grande delusione del campionato, il Napoli trema contro un Empoli che sta dominando la Serie B. E poi c’è la Juventus, in vantaggio di due gol nella prima mezz’ora e capace di farsi rimontare fino al 2-2 nei primi 90′ da un Genoa che in classifica occupa la diciassettesima posizione. Ambizioni da titolo e lotta salvezza. La voglia di non spendere troppe energie in vista dei prossimi impegni contro la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere. All’Allianz Stadium la prima mezz’ora è all’insegna di Kulusevski. Fantasioso, devastante, in gol al 2′ e sempre pronto ad inventare, come dimostra il tocco al 23′ per il 2-0 di Morata. Poi l’orgoglio del Genoa che all’Allianz Stadium schiera uno Scamacca, accostato nelle ultime settimane proprio ai bianconeri per rinforzare l’attacco.

Ma la rimonta rossoblù non è condotta dall’ex Psv. Anzi, porta le firme di due che la maglia da titolare in stagione l’hanno vista poco. Al 32′ Czyborra (migliore in campo per i suoi), al 74′ Melegoni. Sei volte dal 1′ per il primo, mai per l’ex Atalanta. Sta anche in questa spensieratezza la chiave di un Genoa che trascina la Juventus ai supplementari e la spaventa fino all’ultimo. Ma ecco che nel finale subentra anche la spensieratezza bianconera. Quella di Rafia, classe 1999 e con due gol in tredici partite con la Juventus U23 in Serie C: da un’azione nata dai mille tocchi di Cristiano Ronaldo, il gol è un tocco sotto porta dell’ex Lione, approdato in bianconero due anni fa per una cifra vicina ai 400.000 euro. La serata opaca ma vincente della Juventus porta il suo volto. Oltre a quello di Arthur, uno che a differenza sua ha mosso circa 70 milioni di euro nel mercato estivo. Se il Genoa era un banco di prova per il brasiliano, questa è superata. L’ex Barca è tra i migliori in campo, e non solo per il decisivo salvataggio su Radovanovic di testa sulla linea nel secondo tempo supplementare. E per uno alto 1.72 non sono dettagli.

About the Author /

Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio