Enner Valencia, sì o no? Quel ginocchio fa paura, ma Alfaro punta su di lui

Enner Valencia Enner Valencia, Ecuador - Foto LiveMedia/Nigel Keene/DPPI

Finora il copione del Mondiale dell’Ecuaodor ha come attore protagonista Enner Valencia. Si fa male, recupera, segna. Contro Qatar e Olanda è andata così e il miglior marcatore della storia della Tri sogna il tris. Stavolta contro il Senegal nel match decisivo del girone A dei Mondiali di Qatar 2022. L’Ecuador andrà agli ottavi con una vittoria o un pareggio, ma potrebbe bastare addirittura un ko in caso di sconfitta dell’Olanda (nella remota ipotesi della miglior differenza reti). C’è voglia di continuare un percorso che sin dall’inizio ha regalato soddisfazioni e piccole pagine di storia. Dopo aver tenuto la porta inviolata all’inaugurazione contro la squadra di casa, per la prima volta in 52 anni, la nazionale di Alfaro vuole blindare ancora la porta. La difesa ha numeri importanti, tant’è che nelle ultime otto gare ha subìto un solo gol, quello di Gakpo dopo 6′. Ma bisognerà migliorare l’approccio contro un Senegal orfano di Manè ma con Dia in gran spolvero. Alla fine però conterà anche la presenza o meno del giocatore più rappresentativo.

Nella sua carriera Enner Valencia solo una volta è sceso in campo al Mondiale senza riuscire a segnare (contro la Francia nel 2014). Per il resto sono trentotto le reti totali in nazionale e sei quelle al Mondiale in cinque confronti. Numeri impressionanti per un attaccante che non è riuscito mai a guadagnarsi il salto in una big. Discontinuo al West Ham, poi il ritorno al Messico e le valanghe di gol. In Turchia, al Fenerbahce, ha trovato la sua dimensione: 13 gol in 12 partite in campionato. In Qatar la conferma di un momento di forma strepitoso, ma che può interrompersi dopo la ricaduta al ginocchio. Due infortuni in due partite, ma anche la solita voglia di stringere i denti. Ci riproverà anche stavolta. “Il mio ginocchio sta bene, voglio esserci”, dice. Per ora niente gestione fisica e all in per gli ottavi di finale. Sono le responsabilità che spettano al miglior marcatore della storia di una nazionale.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio