Giovanni Malagò ha parlato ai microfoni Rai dopo l’elezione come Presidente FIGC: dal nuovo allenatore all’incontro con Abodi
È un giorno storico per il calcio italiano. Giovanni Malagò, come da attese, è stato eletto come Presidente FIGC con oltre il 68% dei voti, a discapito di Giancarlo Abete. Il nuovo numero uno ha aperto le porte di casa a Marco Lollobrigida per un’intervista in diretta su Rai2, durante un appuntamento speciale di ‘Notti Mondiali’.
“Servono idee diverse, scelte coraggiose, bisogna arrivare alle riforme di cui beneficerebbe l’intero movimento. Ma serve anche realismo”, ha esordito Malagò, prima di rispondere alla spinosa domanda sul nuovo CT.
“Mancini è sicuramente tra i papabili, ma non ho ancora parlato con nessuno”, ha chiarito il Presidente FIGC. “Mancini non si è lasciato bene coi tifosi? È tutto un tema, un problema. È troppo comodo dire che non va bene un profilo senza farne un altro con quella professionalità e caratteristiche. Vediamo, valutiamo, non ho nessun pregiudizio. Il consenso è un attimo meno importante rispetto alla scelta di campo che uno deve fare. Allenatore straniero? È già successo con Herrera. Nella vita mai dire mai…”.
E anche sulle priorità, Malagò sembra avere le idee chiare: “Bisogna subito occuparsi della parte sportiva, capire cosa consente il bilancio, riposizionarsi con sponsor, diritti tv. E poi c’è tutta una macchina organizzativa, anche le politiche sui giovani“.
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L’attenzione ai giovani sarà un punto chiave del suo mandato: “Baldini? Sarebbe una grande cosa andare alle Olimpiadi. Guarda caso sarebbero gli stessi giovani che ha schierato contro Grecia e Lussemburgo. Il Governo dovrebbe andare in linea con ciò che la Lega vuole”.
Ora si rema tutti dalla stessa parte: “Sappiamo che per molto tempo Lega Calcio e Federazione non sono andati d’accordo. Ora siamo tutti allineati”.
Le prime mosse di Malagò come nuovo Presidente FIGC
L’incontro con il ministro Abodi sarà fondamentale per stendere i piani per il futuro: “Il punto 1 sarà del ministro, non è elegante che sia io a chiedere”.
E poi si è fatto più serio: “Ho apprezzato che lui abbia fatto dichiarazioni dopo il Dl Sport e poi si è creata una certa confusione sulla quota della mutualità dagli investimenti sui settori giovanili a favore del calcio femminile. Lui ha subito detto che tutto verrà chiarito e sistemato: la prima domanda può andare in quella direzione. Ma io voglio andare molto oltre nell’interesse delle parti. Per quale motivo non dovrebbe esserci complicità?”.
E ancora: “Prima scelta coraggiosa? Penso che potrebbe essere affidare il Club Italia a qualcuno che ha fatto il calciatore. Poi una cosa è l’intenzione, un’altra sono i fatti. Sarebbe un bel segnale“.
Sulla gestione del calcio femminile: “Sapete benissimo che il movimento non può riguardare solo la Serie A. Bisogna allargare la base, Paesi con la nostra stessa popolazione hanno anche 300mila tesserati. Noi abbiamo avuto una concorrenza importante da altre discipline, certo. Poi bisogna creare anche le società dilettantistiche e non c’è impiantistica. Bisogna darci da fare ma c’è un problema strutturale: l’incontro col governo è fondamentale”.









