Negli Stati Uniti rimbalza una suggestione che inevitabilmente fa discutere: l‘Italia ai Mondiali 2026 al posto dell’Iran. Stando ai colleghi de Financial Times, infatti, Paolo Zampolli, politico socialista italo-americano, avrebbe suggerito a Donald Trump e Gianni Infantino l’idea di sostituire la Nazionale asiatica con gli Azzurri, in un contesto che intreccia calcio, diplomazia e rapporti politici internazionale. Si tratta, al momento, di un’ipotesi e non di uno scenario concreto già avviato, ma tanto basta per riaccendere il tema della presenza dell’Italia alla prossima Coppa del Mondo.
Il nome di Zampolli e il legame con Trump
Al centro della vicenda c’è Paolo Zampolli, figura ben inserita negli ambienti statunitensi e vicina a Donald Trump. A quanto pare sarebbe proprio lui a spingere l’idea di vedere l’Italia negli States per questo Mondiale, sostenendo che gli Azzurri avrebbero storia e prestigio per giustificare una simile inclusione.
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Zampolli è comunque un noto imprenditore italiano con legami internazionali, con esperienze tra moda, immobiliare e incarichi diplomatici, oltre al suo storico rapporto con l’entourage trumpiano.
Un precedente esiste, ma il piano resta tutto politico
Il punto più curioso è che non si tratterebbe nemmeno della prima volta. C’è infatti un precedente simile nel 2022, quando era già stata avanzata una richiesta simile legata all’eventuale esclusione proprio dell’Iran ai Mondiali in Qatar. Anche allora, però, la proposta non ebbe sviluppi concreti.
Ecco perché oggi il caso va letto più come una pressione politico-mediatica che come una reale operazione già in corso. L’idea fa inevitabilmente discutere, perché tocca il nervo scoperto dell’Italia fuori al Mondiale, ma al momento resta soprattutto una voce forte, rumorosa e carica di implicazioni extra-calcistiche.










