Betis-Milan, Gattuso: “Bel secondo tempo. Juventus? Iniziamo a lavorare in aereo”

Rino Gattuso Rino Gattuso - Foto Antonio Fraioli

“Il Betis ci ha messo in difficoltà sui quinti, con il 3-4-3 è andata meglio ma nel primo tempo abbiamo sbagliato tanto. Abbiamo avuto paura nel palleggio ma avere uno come Bakayoko ti aiuta e ti concede una soluzione in più con palle alte. La voglia della squadra e giocare un secondo tempo così è un buon segnale, poi faremo la conta domani perché sicuramente abbiamo lasciato per strada qualcuno anche oggi”. Questo il commento di Gennaro Gattuso dopo la prestazione a due facce del suo Milan in Europa League a Siviglia nel match terminato per 1-1. “Nella ripresa siamo stati bravi a giocarcela uno contro uno come abbiamo fatto nel finale a Udine, con Laxalt e Borini non più schiacciati e con più coraggio – ha sottolineato ai microfoni di Sky tornando sui tanti problemi fisici – Bollettino medico? Lo farà il dottore domani, io non sono medico. Inutile stare a pensarci, giocheremo con chi è a disposizione e battaglieremo altrimenti cerchiamo alibi. Musacchio e Calhanoglu non hanno subito infortuni muscolari”.

La testa torna immediatamente al campionato e alla sfida contro la Juventus di domenica. “Abbiamo due ore e mezzo di aereo, cominceremo a lavorare da ora perché non c’è tempo da perdere. E’ la squadra più forte ma ce la giocheremo, non stiamo qui per piangere”.

Il Milan ha cambiato marcia nelle ultime quattro partite con tre vittorie e un pareggio ma Gattuso non si prende meriti. “Sono stati bravi i giocatori a sopportare me e il mio staff, era più facile cercare scuse per gli infortuni. La squadra mi ha sempre seguito, questa è la nostra forza”, ha concluso il tecnico rossonero.

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Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia