All’Assemblea Elettiva al Rome Cavalieri A Waldorf Astoria l’ex presidente del CONI ha ottenuto il 68,58% delle preferenze. Succede a Gabriele Gravina: “Da solo non posso fare niente, con voi posso fare tutto”.
Giovanni Malagò nuovo presidente della FIGC
Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L’ex numero uno del CONI è stato eletto oggi, lunedì 22 giugno, al primo scrutinio con il 68,58% delle preferenze, pari a 343,084 voti.
Nell’Assemblea Elettiva andata in scena al Rome Cavalieri A Waldorf Astoria, Malagò ha superato Giancarlo Abete, che si è fermato al 29,17%, pari a 145,936 voti. Le schede bianche sono state il 2,25%.
Malagò raccoglie l’eredità di Gabriele Gravina, alla guida della Federazione negli ultimi otto anni. I 266 delegati presenti hanno così aperto una nuova fase per il calcio italiano.
“Da solo non posso fare niente – le prime parole di Malagò dopo la proclamazione – con voi posso fare tutto”.
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Il commiato di Gravina
L’Assemblea, presieduta dal presidente della Corte Federale d’Appello Mario Luigi Torsello, si era aperta con l’intervento del vicepresidente UEFA Armand Duka, che ha portato i saluti del presidente Aleksander Ceferin e un messaggio di auguri ai due candidati. Duka ha anche espresso il proprio attestato di stima nei confronti di Gravina.
Il presidente uscente ha spiegato così la scelta di restituire il mandato: “Ho deciso di restituire il mandato – ha quindi dichiarato il presidente uscente – perché il livello di personalizzazione aveva attinto sempre più da vicino il nostro sistema e ho sentito forte il dovere di impedire che la federazione fosse trascinata in un vortice che l’avrebbe fortemente provata e divisa. Il mio passo indietro serve oggi a stimolare riflessioni, rivedere rapporti e posizioni e a rinforzare il nostro percorso di rigenerazione”.
Gravina ha ricordato l’assegnazione da parte della UEFA del trofeo Burlaz e i successi ottenuti durante il suo mandato, dal trionfo a EURO 2021 ai titoli continentali delle Nazionali Under 19 e Under 17, fino alla ritrovata centralità della FIGC nel calcio europeo.
“Ho vissuto con amarezza le mancate qualificazioni al Mondiale e il lento incedere sulle riforme – ha aggiunto senza nascondere la crisi culturale, ancor prima che economica, del calcio italiano – abbiamo sbagliato il tempo delle nostre scelte, affrettando quelle di prospettiva e ritardando quelle strutturali. Ma i problemi del calcio italiano non si risolvono cambiando il presidente della federazione. Si risolvono con una riforma coraggiosa dei campionati, con investimenti seri nei vivai, con la politica che voglia essere partner e non parte, con componenti federali che scelgano in primis il bene comune. Lascio la Federazione con la coscienza pulita di chi ha dato tutto, anche commettendo errori, ma senza mai tirarsi indietro”.
Il suo ultimo intervento da presidente federale si è chiuso con un invito ai presenti: “Prendevi cura del calcio, che è una parte fondamentale della nostra vita”.
Il sostegno delle componenti federali
Nel corso dell’Assemblea sono intervenuti anche i presidenti delle componenti.
Ezio Simonelli, per la Lega Calcio Serie A, e Paolo Bedin, per la Lega Serie B, hanno richiamato le criticità del sistema e confermato il sostegno a Malagò. Sulla stessa linea anche Umberto Calcagno, per l’AIC, e il vicepresidente vicario dell’AIAC Pierluigi Vossi.
Il presidente della Lega Pro Matteo Marani ha invece sottolineato la necessità di proseguire con la riforma Zola e di arrivare a un modello sostenibile, anche destinando l’1% dei proventi delle scommesse sportive ai giovani.
Malagò: “Mi sento uno di voi”
Nel discorso precedente al voto, Malagò ha ripercorso la sua lunga esperienza nel mondo dello sport.
“Ho sentito dire che è stato chiamato un Papa straniero, ma io mi sento uno di voi. A parte quelle degli allenatori, le categorie le ho fatte tutte. Sono figlio della FIGC. Il mio scopo è sempre stato fare grande l’Italia: l’Aniene (sodalizio romano presieduto per vent’anni da Malagò, ndr) è diventata la più grande associazione sportiva dilettantistica d’Europa, il CONI ha vinto nelle ultime olimpiadi estive e invernali più medaglie di sempre e poi Milano-Cortina, dove è stato inventato un modello che è ora un riferimento a livello internazionale. Spero che tutto questo possa ripetersi con la Federcalcio”.
L’ex presidente del CONI ha indicato tra le priorità della sua piattaforma programmatica la valorizzazione dei vivai e gli interventi sulle infrastrutture.
“La Federcalcio non deve solo amministrare, deve essere una fonte di ispirazione. È la più grande istituzione sociale del Paese, non solo per i numeri. Le nostre radici non devono essere soltanto un elemento di nostalgia o un peso, bisogna farle diventare uno stimolo per guardare verso una nuova stagione, coraggiosa e vincente, umile ma ambiziosa. E per far questo è necessario mettere da parte i personalismi e far sì che ognuno di voi si senta protagonista”.
Abete: “La democrazia è fatta di confronti”
Giancarlo Abete, nel suo intervento, ha ribadito le perplessità sul metodo che ha portato all’Assemblea Elettiva, sottolineando come a suo giudizio si sia arrivati prima ai nomi dei candidati e solo dopo al confronto sulle misure da adottare per rilanciare il movimento.
“La democrazia è fatta di confronti, per dare un contributo alla soluzione dei problemi. Sono qui per questo”.
L’ex presidente federale, dimessosi dopo l’eliminazione dell’Italia al Mondiale 2014, ha parlato anche del rapporto tra sport e politica.
“Noi abbiamo un problema con la politica, che spero si possa risolvere. Dobbiamo migliorare la nostra reputazione e i rapporti con la politica, cercando di finanziare i progetti come la riforma Zola. Il calcio non è un’industria, ma un grande fenomeno sociale con il suo milione e mezzo di tesserati”.
Eletti anche i consiglieri federali
Oltre al nuovo presidente, l’Assemblea ha eletto anche i consiglieri federali.
Per la Serie A entrano Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta. Per la Lega B eletto Antonio Gozzi, mentre per la Lega Pro entra Giulio Gallazzi.
Per la Lega Nazionale Dilettanti sono stati eletti Ilaria Bazzerla, Giacomo Fantazzini, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini e Giuliana Tambaro.
In rappresentanza degli atleti entrano Valerio Bernardi, Davide Biondini, Umberto Calcagno e Sara Gama. Per i tecnici eletti Giancarlo Camolese e Silvia Citta.
I presidenti delle Leghe sono ammessi di diritto in Consiglio federale.
Nuova fase per il calcio italiano
Con l’elezione di Giovanni Malagò si apre una nuova fase per la FIGC. Il nuovo presidente eredita una Federazione chiamata ad affrontare nodi strutturali, dalla riforma dei campionati alla valorizzazione dei vivai, fino al rapporto con politica, infrastrutture e sostenibilità del sistema.
Il risultato del voto assegna a Malagò un mandato forte, con l’obiettivo dichiarato di trasformare la Federcalcio in un motore di ispirazione e rilancio per tutto il movimento.









