Roma-Feyenoord, il virologo: “Vaiolo delle scimmie a Tirana? Più probabile il contagio da Covid”

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Massimo Andreoni, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), è stato interpellato dalla Dire in merito al rischio di eventuali contagi da Covid o vaiolo delle scimmie tra i tifosi giallorossi ed olandesi che sono accorsi numerosi a Tirana per assistere questa sera, mercoledì 25 maggio, alla finale di Conference League tra la Roma e il Feyenoord.

Di seguito le sue parole: “È più facile che decine di migliaia di persone ammucchiate, tra tifosi italiani e olandesi, si scambino un po’ di Covid piuttosto che il Monkeypox. Mi sembra difficile un focolaio, in Albania non ci sono casi di Monkeypox e in Italia sono pochissimi, quindi l’evento sfortunato che in questo momento in Albania ci sia un paziente con il vaiolo della scimmia e che si possa scambiare l’infezione con altri è oggettivamente bassissimo”.

Il rischio, secondo Andreoni, è invece “molto più alto con il Covid, perché il virus sta circolando in Albania e in Italia ieri si sono registrati 29mila nuovi casi, per cui la possibilità di incontrare qualcuno con questo virus mi sembra statisticamente molto ma molto più alta. L’indice di trasmissibilità della variante Omicron sta a 9/10, dunque una persona ne infetta 9/10, quello del Monkeypox è inferiore a 1, quindi il rischio tra i due virus è 1 a un milione”.

Poi conclude: “È chiaro, però, che se per caso ci fosse una persona infetta (con il vaiolo delle scimmie) il rischio è maggiore, perché i tifosi si trovano in un sistema di grande contatto, ma stiamo parlando di una malattia in cui in Europa ci sono meno di cento casi, per cui il rischio di incontrare una persona potenzialmente infetta mi sembra bassissimo e francamente non avanzerei questi ipotesi. Sarei invece più preoccupato del Covid, perché ne gira ancora molto”.

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Classe '96. Nasco in collina, poi lettere sul mare a Bari ma con le Dolomiti sempre nel cuore. Sciatore dall'alba del nuovo millennio, ho coniugato la passione dello sport alla scrittura. Su tutto sport invernali, poi ciclismo, nuoto, tennis, scherma e atletica, in ordine. Nel tempo libero cinema, libri, viaggi e sogni, e un romanzo d'amore.