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NBA 2018/2019: cecchino Klay Thompson, OKC e Philly passeggiano.

Joel Embiid e Ben Simmons
Joel Embiid e Ben Simmons, Philadelphia 76ers 2017-2018 - Foto Keith Allison CC BY-SA 2.0

La notte italiana tra lunedì 21 e martedì 22 gennaio ha visto in scena, a causa del Martin Luther King Day in America, lo svolgersi di ben undici partite della regular season NBA 2018/2019, molte delle quali a orari abbordabili anche da questa parte dell’oceano. Notte che ha un protagonista sopra gli altri, di nome Klay Thompson: per lui 44 punti segnati, conditi tuttavia dall’aver segnato tutte le prime 10 triple tentate, nella passeggiata dei Warriors allo Staples. Passeggiata di stessa intensità per Oklahoma al Madison, dove agli uomini di Donovan basta giocare 12 minuti. Nella sfida europea tra Antetokounmpo e Doncic la spunta il greco, ma lo sloveno mette a referto la seconda tripla-doppia più precoce della storia dell’NBA. A Portland e Boston basta giocare in modo strabiliante i rispettivi terzi quarti per portare a casa la vittoria.

Golden State Warriors-Los Angeles Lakers 130-111

Quando si accende diventa caldo come una stufa e non fa altro che sciogliere record: Klay Thompson segna le sue prime dieci triple tentate, avvenimento mai accaduto nella storia della lega. Il prodotto di Washington State termina con 44 punti (udite udite, 17 su 20 dal campo e 10 su 11 dal perimetro, da stropicciarsi gli occhi), in soli 27 minuti di gioco. Il figlio di Mychal ne ha messi 23 nel terzo quarto, per aiutare i Warriors ad allungare il vantaggio a 36 punti. Non devono sporcarsi troppo (anzi, per niente) le mani Durant e Curry, rispettivamente con 20 punti il primo, 11 punti e 12 assist il secondo: il 30 si è reso protagonista con una gaffe clamorosa, scivolando sul parquet tentando una schiacciata e, preso il rimbalzo, tirando un airball dall’angolo.
Sconfitta scritta nelle stelle per i Lakers, che trovano tra i migliori Zubac (18), Ingram (17) e Kyle Kuzma (16): tutti i portatori di palla sono fuori per infortunio.
Dopo un primo quarto equilibrato (29-24), i Warriors impongono il primo parziale ad inizio secondo periodo, con un 12-4 in soli tre minuti (41-30), firmato da 6 punti di Thompson con due triple e 4 punti di Cousins (in 21 minuti per lui 8 punti e 9 rimbalzi). I Warriors mantengono il vantaggio fino all’arrivo dell’intervallo (65-55). Terzo quarto in cui la fiamma di Klay Thompson non è contenibile ed estinguibile: segna in due minuti e mezzo 14 punti (di cui 4 triple), che uccidono letteralmente la partita (80-60). Golden State segna in questo periodo nove triple (altre tre Thompson, una Curry e una Durant), che viene chiuso su un parziale di 45-25 (110-80). Nel quarto quarto tutti i titolari di GS si siedono, come spesso è accaduto nell’ultimo periodo.
Ottava vittoria consecutiva per i Warriors, seconda streak di otto vittorie dopo quella compresa tra il 22 ottobre e il 5 novembre. La terza partita del four-road trip li vedrà a Washington, venerdì notte, contro i Wizards.
I Lakers sono ora 5-9 senza LeBron, ormai fuori da 14 partite (l’assenza dal campo più lunga nella carriera del Prescelto): Walton spera di rivederlo in campo questa settimana, nella quale i Lakers avranno cinque partite di fila allo Staples. Ball sarà fuori dalle 4 alle 6 settimane a causa della distorsione alla caviglia sinistra, mentre Rondo è tornato ad allenarsi, ma non può ancora toccare il campo. Prossima partita quindi in casa, venerdì notte, contro Minnesota.

Oklahoma City Thunder-New York Knicks 127-109

Westbrook e George hanno preferito non perdere troppo tempo al Madison: i Thunder vincono a New York senza mai avere praticamente rincorso o faticato durante il match: il primo arriva a un assist dalla tripla-doppia con 17 punti, 10 rimbalzi e 9 assist, il secondo mette a referto 31 punti. Entrambi sono rimasti seduti in panchina per tutta la durata del quarto quarto. La stessa panchina che produce 17 punti con Dennis Schröder e 16 punti con Grant e Nader.
Tim Hardaway Jr conduce i Knicks con 23 punti, mentre Trier e Mudiay segnano rispettivamente 17 e 16 punti.
A 2:15 dalla fine del primo quarto la partita è praticamente già archiviata, grazie a 13 punti di George e 7 di Grant che concedono a Oklahoma 22 punti di vantaggio (34-12). Grazie a sette punti consecutivi tra primo e secondo quarto i Knicks arrivano a -15 a 11:21 dalla fine del primo tempo (34-19), ma è davvero troppo poco per scalfire i Thunder, che a 2:21 vanno sul +24 grazie a un gioco da tre punti di Russell Westbrook. Il primo tempo termina con 20 punti di margine tra le squadre (67-47), nel terzo quarto il margine aumenra (103-82), con i Knicks che non scendono mai sotto i 14 punti di deficit.
Seconda vittoria consecutiva per i Thunder dopo aver perso cinque delle precedenti sei partite. Troppo facile per loro sbrigare la pratica contro una squadra senza punti di riferimento: finiscono tirando il 61.9% dall’arco nel primo tempo, terminando poi il match col 51.7%. Sesta vittoria contro i Knicks nelle ultime sette uscite: da quando la franchigia è passata da Seattle a Oklahoma, il record nei confronti dei newyorkesi è di 15-6. Prossimo appuntamento mercoledì notte alla Chesapeake Energy Arena, dopo sono attesi i Blazers
Sesta sconfitta di fila per i Knicks, 14 nelle ultime 15 uscite e nove di fila al Madison Square Garden. Vonleh (stasera 10 punti e 5 rimbalzi) è l’unico giocatore ad aver giocato tutte le partite in questa regular season per New York. Stessa cosa non si può dire di Kanter, che è tornato stasera dopo tre partite di assenza (giocando solo 19 minuti e segnando 11 punti). Prossima partita sempre ormai nel maledetto e desolato Madison, giovedì notte contro i Rockets.

Dallas Mavericks-Milwaukee Bucks 106-116

Giannis Antetokounmpo guida come di consueto offensivamente la sua squadra, con l’aiuto del tiro dal long-range di Brook Lopez, il quale sta aiutando magnificamente la squadra anche sul lato difensivo del campo. Il greco termina con una doppia-doppia da 31 punti e 15 rimbalzi, mentre il centro termina con un’altra doppia-doppia da 16 punti (4 su 7 dal perimetro) e 10 rimbalzi, aggiungendo ben 5 stoppate (ora il centro ha raggiunto 11 stoppate a referto nelle ultime due partite). Bledsoe e Brogdon aggiungono rispettivamente 21 e 19 punti.
Doncic registra la seconda tripla doppia più “giovane” della storia di NBA (a soli 11 giorni di ritardo da Markelle Fultz) con 18 punti (facendo fatica al tiro, con un 6 su 17 dal campo), 11 rimbalzi e 10 assist. Jalen Brunson mette a referto 16 punti.
A 5:17 dalla fine del primo quarto un libero di Bledsoe termina un gioco da tre punti che concede ai Bucks 11 lunghezze (9-20). Il vantaggio viene più o meno mantenuto anche alla fine del quarto (26-35), complici 9 punti di Lopez e 8 di Antetokounmpo. Cambiano marcia i Mavericks nel secondo quarto, dove impongono nei primi 5 minuti un parziale di 15-7 grazie a due triple di Finney-Smith, una di Kleber e una di Matthews (41-42). A 3:58 dall’intervallo Dallas ottiene la sua prima lead con una schiacciata di DeAndre Jordan (47-46). Primo tempo nel quale Dallas riesce a conservare un minimo vantaggio (59-57). La partita rimane equilibrata nel terzo quarto per poi essere smossa al termine di quest’ultimo: sull’82-87 Sterling Brown stampa una tripla dall’angolo, clamorosamente Dwight Powell si fa fischiare due falli tecnici consecutivi a causa di proteste, venendo espulso e regalando due liberi ai Bucks (puntualmente messi a referto da Brogdon); il vantaggio Bucks è passato da cinque a dieci punti in pochi secondi (82-92). Nei sei minuti iniziali dell’ultimo quarto Dallas tira con 2 su 14 dal campo, scivolando a -13 (91-104). Un parziale di 10-2 firmato da 4 punti di Doncic e 3 di Jordan porta i Mavericks a -5 (101-106), ma non riusciranno ad avvicinarsi ulteriormente.
Quinta vittoria di fila per i Bucks, di cui 12 nelle ultime 14 uscite, per migliorare il miglior record della lega sul 34-12. Prossimo match per gli uomini di Budenholzer sabato notte, in casa contro Charlotte.
Quarta sconfitta di fila per Dallas, la settima nelle ultime dieci uscite: abbandona definitivamente il sogno playoff (prima maggiormente delineato e nitido, ma la realtà era un’altra). Dalla prossima partita in casa mercoledì notte contro i Clippers tornerà Dennis Smith Jr dopo aver saltato sei partite di fila: si vociferava fosse in atto una trade per il giocatore, la quale, non essendo avvenuta, ha fatto rientrare il giovane nei piani di Carlisle.

Miami Heat-Boston Celtics 99-107

Kyrie Irving termina con una doppia-doppia da 26 punti e 10 assist: è il primo giocatore della storia dei Celtics, dopo Larry Bird nel 1986/1987, ad aver fatto registrare 20 o più punti e 10 o più assist in almeno 11 partite stagionali. Al Horford aggiunge una doppia-doppia da 16 punti e 12 rimbalzi, mentre Tatum e Morris finiscono rispettivamente con 19 e 17 punti.
Per Miami Derrick Jones Jr e Dion Waiters guidano la squadra con 18 punti ciascuno.
La partita si mantiene equilibrata fino alla fine del primo tempo (50-50), nel quale Irving ha già 16 punti a referto. Inizia poi un terzo quarto letteralmente torrido per i Celtics: nei primi 100 secondi impattano un parziale di 0-9 che li porta sul +9 (50-59); in seguito a una tripla di Tyler Johnson a 7:51 dalla fine del periodo (56-63) Boston segna 11 dei successivi 14 punti, spingendo la propria lead sul +14 (56-70). Negli ultimi 3:14 del terzo quarto i Celtics innescano il terzo parziale del periodo, con un 3-12 che chiude il quarto (68-87). A 10:17 dalla fine dalla partita e sul -20 (72-92) i Miami Heat impongono un parziale di 22-7 a 4:32 dalla fine grazie a 12 punti tra Jones e Winslow e, soprattutto, a un 3 su 10 dal campo di Boston condito da tre palle perse. Tuttavia il tempo residuo non è molto e, come conseguenza, la partita finisce con Miami che non riesce a diminuire maggiormente il deficit.
Nona vittoria di fila al TD Garden per i Celtics, i quali migliorano il loro record in casa sul 18-5. Hanno tirato in quel superbo terzo quarto col 72.7% (16 su 22 dal campo), outscorando gli Heat 18-37. Coach Brad Stevens raggiunge la “milestone” di 250 vittorie in carriera. Prossime due partite entrambe in casa: la più imminente giovedì notte contro i Cavs.
Gli Heat (22-23) vedono allontanare dinanzi a loro i Nets e il sesto seed (25-23), mentre si avvicina (al momento non pericolosamente), il nono seed dei Pistons (20-26). Partita numero 849 per Spoelstra sulla panchina degli Heat: raggiunge il suo padre putativo, nonché il suo mentore e suo il suo presidente: Pat Riley. Per i suoi uomini prossima partita giovedì sera, in casa contro i Clippers.

Portland Trail Blazers-Utah Jazz 109-104

I 26 punti di Damian Lillard e i 17 di Jusuf Nurkic nel solo terzo quarto (22 in totale) consentono ai Blazers di rimontare i Jazz e di vincere la partita. Donovan Mitchell, che sta girando quasi a una media di 30 punti a partita nelle ultime nove partite, stasera ne mette altri 36. Lo seguono a ruota Crowder con 15 punti e Gobert con 10 punti, 13 rimbalzi e 4 stoppate.
Dopo un primo quarto equilibrato (29-28), a metà secondo quarto i Blazers non vanno a punti per quattro minuti, consentendo a Utah di mettere in piedi un parziale di 0-9 con 5 punti di O’Neale e 4 di Crowder (34-45). Il primo tempo termina con Utah che mantiene il vantaggio creato in quei pochi minuti (44-51). A 8:38 dalla fine del terzo quarto i Blazers terminano un parziale di 12-6 tramite una driving dunk di Aminu, riportandosi in partita (56-57). Non solo: a 2:15 dalla fine del periodo, sul 73-75, Nurkic si mette in proprio e, contro una delle frontline più forti della lega, crea da solo un parziale di 7-0, che dà ai Blazers cinque distanze da Utah (80-75). Una tripla con step-back di Layman a 1.5 secondi dalla fine del terzo quarto non fa altro che incamerare altro morale per il quarto quarto successivo (83-79). Negli ultimi 12 minuti i due che non ti aspetti indirizzano il match: Meyers Leonard e lo stesso Jack Layman segnano complessivamente i primi 13 punti di Portland del quarto (98-90), prima che Lillard in sostanza chiuda la pratica a 5:05 dalla fine con una tripla (101-90). A 2:45 dalla fine un tripla di Mccollum concede ai Blazers il massimo vantaggio nell’incontro (106-94), il quale rischia tuttavia di essere vanificato da 8 punti di un Mitchell mai domo (108-104): mancano però solo 40 secondi sul cronometro, non abbastanza per completare l’impresa.
I Blazers hanno vinto sette degli ultimi nove incontri. Addirittura 30 assist creati per gli uomini di Stotts: partita numero 10 delle ultime 12 in cui questa statistica supera 25 assist. Portland è 14-3 in stagione quando si avvera questo strano avvenimento. All’orizzonte, mercoledì notte, la partita in trasferta contro i Thunder.
Per quanto riguarda i Jazz, viene bloccata stanotte la streak di sei vittorie consecutive. Ottava doppia-doppia consecutiva per Rudy Gobert, che ne ha fatte registrare 39 in questa regular season (al pari di Embiid). Al rientro dall’infortunio al tendine del ginocchio, Rubio ha giocato stanotte solo 13 minuti a causa di una restrizione medica, con Utah che si ritrova cortissima a livello di backcourt: oltre a lui acciaccato, vi sono Exum e Neto infortunati; Mitchell è stato costretto a giocare da uno questa notte. Prossima tappa in casa, dove giovedì notte arrivano i Denver Nuggets.

Houston Rockets-Philadelphia 76ers 93-121

La sfida tra Rockets e Sixers dura solo un quarto e mezzo, dopodiché gli uomini di coach Brown passano la partita a flirtare con i 20 e i 30 punti di vantaggio. Joel Embiid termina con una doppia-doppia da 32 punti e 14 rimbalzi: a fine partita affermerà che ama giocare contro i giocatori che la stampa giudica migliori di lui. Quale miglior riferimento per indicare James Harden, il quale mette a referto 37 punti, allungando la streak di gare con almeno 30 punti a 20 match. I due devono anche essere separati a 38 secondi dalla fine del primo tempo per tentativo di rissa, dal quale sono conseguiti due falli tecnici. Dopo un primo quarto equilibrato (26-30), i 24 punti nel primo tempo di Embiid spazzano via i Rockets dal campo (50-65): a sette secondi dalla fine del secondo quarto il camerunense infligge una stoppata poderosa all’MVP con una chasedown che fa esplodere il Wells Fargo Center, con tanto di occhiata di Embiid mentre il Barba è per terra. Nel terzo quarto i Rockets tirano un orrendo 3 su 16 dal campo, dando la possibilità ai Sixers di terminare questo quarto 13-29, chiudendo definitivamente la partita (63-94).
Da segnalare tra i Sixers anche 18 punti di Shamet e 16 di JJ Redick. Per Philadelphia settima partita vinta nelle ultime dieci uscite, mentre sale 20-5 il record delle partite in casa: anche la prossima è tra le mura amiche, giovedì notte contro gli Spurs.
Rockets troppo corti e con un Harden visibilmente stanco (e frustrato stanotte dalla marcatura asfissiante di Brewer). Il nuovo arrivato Kenneth Faried in 23 minuti totalizza 13 punti e 6 rimbalzi. Decima volta in stagione che Houston segna meno di 100 punti: è 2-8 il record con questa circostanza. Prossima partita per gli uomini di D’Antoni giovedì notte al Madison Square Garden contro i Knicks.

Tutti i risultati della notte tra lunedì 21 e martedì 22

Golden State Warriors-Los Angeles Lakers 130-111
Oklahoma City Thunder-New York Knicks 127-109
Dallas Mavericks-Milwaukee Bucks 106-116
Miami Heat-Boston Celtics 99-107
Portland Trail Blazers-Utah Jazz 109-104
Houston Rockets-Philadelphia 76ers 93-121
Chicago Bulls-Cleveland Cavs 104-88
Detroit Pistons-Washington Wizards 87-101
Orlando Magic-Atlanta Hawks 122-103
New Orleans Pelicans-Memphis Grizzlies 105-85
Sacramento Kings-Brookyn Nets 94-123

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