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Alessia Succo a Sportface: “Sogno le Olimpiadi, Sinner il mio modello per come affronta la pressione”

Alessia Succo

Record dopo record, Alessia Succo corre dritta verso gli Europei di Rieti. Piemontese, classe 2009, è la rappresentante della nuova scuola di velociste italiane pronte a prendersi la scena Mondiale: in qualche modo l’ha già fatto lo scorso 4 giugno, gareggiando in Diamond League all’età di 17 anni e 117 giorni, segnando un record storico. Il 27 e 28 giugno sarà impegnata nei Campionati Italiani Under 18 che si svolgeranno a Grosseto (diretta su SportFace TV a partire dalle 9:30) ma prima ha incontrato (in videocall) la nostra redazione.

Come ti stai preparando per Grosseto e gli Europei? Hai cambiato qualcosa di recente?
“Sto molto bene, in questo periodo mi sto allenando molto bene per i campionati italiani e anche per i prossimi impegni. Ho fatto anche la settimana scorsa una prova sugli 84, cercando di concentrarmi non solo sui 76, è un impegno di passaggio ma spero di tirare qualche tempo buono. Ci stiamo concentrando un po’ di più sulla tenuta degli ostacoli dal quinto in poi e anche in generale sulla velocità perché mi serve molto anche nell’ultimo pezzo finale. Vincere quest’anno è molto importante, perché ti qualifica per gli Europei, c’è un po’ di pressione in più rispetto all’anno scorso”. 

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Hai battuto di nuovo il record del Mondo di categoria nei 60 hs. Cosa ti è rimasto di quel giorno?
“Beh, provo ovviamente un’emozione unica perché riabbassare un record che già avevo fatto, di questo spessore, non è una cosa che ti scordi. Mi è rimasto soprattutto il tifo che mi hanno fatto, anche le mie compagne che in quel momento erano lì a guardarmi e anche dei miei genitori, in generale delle persone che mi seguono”. 

A proposito di record, sei stata l’italiana più giovane di sempre a gareggiare in Diamond League.
“Questa è stata una cosa molto inaspettata perché non era programmato che io partecipassi a questa gara. A sentirlo fa ancora un certo effetto perché essere la prima così giovane non è una cosa scontata. Sono stata felicissima inizialmente anche solo della chiamata, perché gareggiare con altri atleti di questo calibro è stata un’emozione unica, perché anche in generale lo stadio era uno stadio molto grande in cui non avevo mai corso. Comunque in generale la gara è andata bene, anche a livello di pressione sono riuscita a contenerla”.

Trea quelle che erano le tue avversarie, che immagino tu magari sognassi solo da lontano, c’era anche qualcuna che tu avevi preso un po’ a modello?
“Sicuramente come modello in assoluto Masai Russell, che ovviamente è arrivata a livelli quasi del record mondiale, quindi come prototipo diciamo lei. Però ho visto anche molte europee, ad esempio Lena Dean-Visser che era in gara proprio con me, che mi piace in generale anche come modo di corsa e anche in generale come si presenta e come si atteggia”.

Il tempo di Succo

La soddisfazione di Alessia Succo (Foto Atl. Settimese) – sportface.it

Oltre l’Atletica invece qual è il tuo modello sportivo?
“Forse Sinner, perché mi piace in generale anche come magari affronta le partite o comunque in generale come affronta la pressione, perché essere a livelli del genere e comunque avere molte persone che sono lì, che magari sono sempre lì un po’ accaniti, o anche in generale altri fan che vogliono andarti un po’ contro, comunque non è facile gestire tutto quello che hai intorno a parte il tuo sport”.

Qual è il tuo rapporto con la pressione?
No, io la gestisco abbastanza bene perché diciamo non mi faccio influenzare o comunque tendo a non ascoltare in generale le cose che mi dicono gli altri, perché possono esserci molte cose positive, ma magari anche cose negative, quindi non ci faccio molto caso“.

Con chi ne parli, se ne parli?
Se devo scegliere qualcuno con cui parlarne ovviamente scelgo i miei genitori, perché comunque sono le persone che mi conoscono meglio, quindi cercano comunque di capire quali sono le mie emozioni o comunque in generale i miei punti deboli, quindi appunto cerco di parlarne sempre più spesso con loro. Questa cosa mi aiuta molto, perché appunto conoscendomi, sanno come magari tirarmi su o comunque come non farmi pensare a queste cose. Abbiamo un bel rapporto infatti siamo molto uniti, loro mi seguono dappertutto ormai, anche tutte le gare all’estero che ho fatto, loro sono sempre venuti a guardarmi e non è una cosa scontata, perché vedendo anche in generale magari altri miei amici o altri atleti in generale, comunque non ci sono sempre gli genitori, quindi per me questa cosa è molto importante e mi aiuta anche ad affrontare meglio le gare o comunque in generale le emozioni“.

Com’è invece poi il rapporto con gli altri atleti, con i compagni di squadra?
Ormai si è creato un bellissimo rapporto con atleti sia della mia età ma anche più grandi, perché ho partecipato anche a delle gare nazionali Under 20, quindi ho conosciuto anche atleti più grandi e sì ormai ci troviamo benissimo, abbiamo i nostri gruppetti, quindi con loro mi trovo molto bene, infatti ogni gara in cui ci sono tendiamo a stare molto insieme quindi questa è una bellissima cosa per me“.

Alessia Succo in gara

Alessio Succo (Grana-FIDAL) – sportface.it

E quello con lo studio?
Con la scuola va molto bene, devo che nella scuola che frequento sono molto organizzati, mi seguono anche molto in questo percorso, quindi mi stanno aiutando, mi hanno dato il programma dello studente atleta che prevede interrogazioni e verifiche programmate e sì vado molto bene, ho la media del 7,5-8, quindi va benissimo così“.

Qual è il tuo sogno?
Il mio sogno nel cassetto proprio in fondo in fondo ovviamente sono le Olimpiadi, d’altronde è il sogno di tutti gli atleti, però magari rimanendo con i piedi per terra appunto, già solo vincere gli europei  sarebbe un sogno che non vedo l’ora si avveri, o comunque anche solo partecipare a Mondiali o Europei Assoluti“.

Facciamo un passettino indietro, cosa ti ha portato a scegliere l’atletica?
Allora io ho iniziato con altri sport tra cui nuoto, ho fatto anche un po’ di danza e anche hip hop, però non erano i miei sport, perché non mi ci trovavo molto bene, e poi all’età di sei anni mia mamma faceva atletica, quindi mi ha detto perché non provare l’atletica e lì ho capito che era il mio sport, anche se inizialmente facevo distanze un po’ più lunghe, poi ho iniziato con velocità e ostacoli e ho continuato con ostacoli. Quando facevo le distanze lunghe c’era proprio una sofferenza per me, una volta mi sono anche messa a piangere durante le gare quindi ho detto va bene, adesso basta. Ho provato anche altro, ad esempio i lanci e i salti però anche lì non andava, quando ho visto che nella velocità ero abbastanza veloce ho aggiunto gli ostacoli ed è andata benissimo“.

Cosa pensi di poter ancora migliorare? E qual è invece il tuo punto di forza?
Sicuramente devo migliorare molto sul passaggio dell’ostacolo perché ci sono ancora molti particolari che devo un po’ cambiare, ad esempio anche il tempo di volo, lo faccio un po’ troppo alto, sono piccole cose però sono quelle che ti fanno abbassare i tempi. Il mio punto di forza invece penso sia la partenza in questo momento, perché l’abbiamo molto lavorato e infatti anche in tutte le gare che ho fatto finora è stato un passaggio dove sono stata al passo anche di quelle più grandi“.

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