Matteo Berardo si sta affermando come una delle stelle emergenti dell’atletica leggera italiana. Il giovane sprinter lombardo, classe 2009, ha attirato l’attenzione con prestazioni di alto livello nelle gare indoor di inizio stagione, segnando risultati impressionanti sia nei 60 che nei 200 metri.
In poche settimane ha eguagliato il record nazionale U18 dei 60 metri (6.78) e stabilito un nuovo primato sui 200 metri in 21.51, dimostrando non solo velocità pura, ma anche grande maturità per la sua età.
Berardo non è solo un talento naturale, ma un l’atleta che ha subito chiaro in testa un obiettivo: vincere. per lui la fame di successo non è uno slogan, ma la chiave quotidiana per lavorare, migliorarsi e puntare in alto.
Allenamento, disciplina e mentalità vincente
Matteo vive a Milano, frequenta il liceo scientifico e dedica gran parte della sua giornata all’allenamento, spesso più tempo in pista che a casa. Questo impegno non nasce da una scelta superficiale, ma da una passione profonda e dalla ferma convinzione che solo lavoro costante e disciplina portino risultati concreti.
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Si allena all’Arena Civica sotto la guida dell’allenatore Stefano Auletta, in un gruppo di ragazzi e ragazze con cui ha costruito un forte spirito di squadra. La presenza di compagni affiatati, insieme al supporto di un fisioterapista e un’osteopatia, gli permette di allenarsi sempre al massimo livello e di ridurre i rischi di infortuni, elemento fondamentale per chi punta in alto.
In una recente intervista ai colleghi di OA Sport Berardo racconta di aver faticato all’inizio ad adattarsi alla specificità dell’atletica, ma la determinazione di continuare e migliorare ogni giorno lo ha spinto a rimanere ed a innamorarsi della disciplina.
Il “duecentista”: sprint, prospettive e sogni futuri
Nonostante l’eccellente velocità nei 60 metri, Berardi si definisce più un duecentista, perché nella gara sui 200 metri riesce a esprimere meglio le proprie qualità: resistenza alla fatica, ritmo e capacità di gestire la gara dall’inizio alla fine.
Questa visione del proprio ruolo gli ha permesso di ottenere risultati eccezionali nonostante la giovane età e gli ha aperto la mente verso obiettivi ancora più ambizioso. Matteo non guarda solo ai risultati immediati, ma punta a crescere costantemente per competere tra i migliori a livello internazionale.
La fame di vittoria, la disciplina e una visione chiara del proprio potenziale sono il motore che lo spinge ad allenarsi con intensità e concertazione, qualità che, insieme al talento naturale, lo rendono uno degli atleti italiani più interessanti per il futuro.










