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Scuola, a settembre test sierologici a tutti gli insegnanti e mascherina

Uno dei temi caldi del momento riguarda la possibile ripresa a settembre delle lezioni in presenza. Due settimane prima dell’avvio dell’anno scolastico, insegnanti e personale dovranno effettuare il test sierologico e, se positivi, dovranno sottoporsi al tampone. Questa è l’indicazione fornita dal Comitato tecnico scientifico al governo. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e quello della Salute Roberto Speranza, già nelle scorse settimane, avevano condiviso la necessità di effettuare i test al personale degli istituti scolastici. La decisione finale non è ancora stata presa, ma sembra ormai deciso lo screening a tappeto sui dipendenti. Non a caso, il commissario Domenico Arcuri sarebbe già pronto ad attivare la gara d’appalto per la fornitura di due milioni di test. Per quanto riguarda gli studenti invece, i test verranno fatti a campione nell’arco dell’intero anno scolastico.

Gli esperti sottolineano la necessità di eseguire gli accertamenti a pochi giorni dall’avvio delle lezioni, nella speranza che il Covid19 a settembre sia ulteriormente indebolito. Lo screening riguarderà circa un milione e 900mila persone, non potrà essere obbligatorio, ma sarà fortemente consigliato per tutelare la salute di insegnanti e studenti. Le Regioni dovranno fornire l’elenco di tutte le scuole e programmare l’effettuazione delle analisi in accordo con i provveditorati. Dopodiché, suggerisce il CTS, potrebbe essere fondamentale l’impiego di soldati e agenti di polizia che si recheranno negli istituti con i kit e procederanno ai prelievi. Un’operazione “a tappetto” da completare in tempi rapidi per garantirne l’efficacia. La stessa procedura, per motivi numerici, non potrà essere effettuata sugli studenti (circa 8 milioni), da qui la proposta di effettuare i controlli nell’arco dell’anno.

Le linee guida per l’ingresso negli Istituti scolastici saranno le stesse per tutti gli altri luoghi: chi avrà una temperatura superiore ai 37,5° non potrà entrare, anche se non ci saranno i termo-scanner all’ingresso delle scuole.  Se invece ci saranno ragazzi positivi si provvederà subito all’isolamento, mentre per studenti e insegnanti con i quali è entrato in contatto scatterà la procedura di controllo per la messa in quarantena e l’effettuazione del tampone. La mascherina sarà obbligatoria quando non si riuscirà a mantenere la distanza di un metro. Nella giornata di lunedì, la Cisl Scuola ha inviato al ministero dell’Istruzione un “dettagliato elenco di quesiti e osservazioni” sulle misure di prevenzione su cui c’è la “necessità di più puntuali indicazioni, al fine di orientare in modo efficace gli interventi in ogni singola istituzione scolastica”. Una delle questioni da chiarire è quella del medico competente. Il Comitato ritiene infatti che ogni scuola debba poter contare su un’assistenza costante e per questo si sta valutando la presenza negli istituti. Il ministero della Salute sta valutando tutte le opzioni e poi se ne discuterà nell’ambito della conferenza Stato-Regioni proprio per poter programmare la ripartenza in maniera adeguata, garantendo la sicurezza di oltre dieci milioni di italiani e delle loro famiglie.

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